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4 gen 2011

Daniel Libeskind e il Ponte sullo Stretto di Messina


E' un architetto di fama mondiale chi si occuperà della gran parte delle opere connesse al Ponte sullo Stretto di Messina, parliamo di Daniel Libeskind, polacco di origini, visse per alcuni anni a Tel Aviv per poi trasferirsi prima a New York e poi a Londra. Egli è tra i principali esponenti del decostruttivismo nell'architettura americana; tra le sue opere più conosciute ricordiamo: il Museo Ebraico di Berlino (Germania), la London University Post Graduate Centre a Londra (Inghilterra), la Ricostruzione di Ground Zero a NYC (USA) nel quale è attualmente impegnato.
Il Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli ha espresso grande soddisfazione per la consegna del progetto definitivo alla Società per lo Stretto di Messina per la realizzazione del ponte e di oltre 40 km di raccordi stradali e ferroviari.
Il progetto comprende 8000 elaborati che confermano tutte le impostazioni tecniche ed i costi di costruzione del progetto preliminare redatto dalla società Stretto di Messina ed approvato nel 2003 dal Cipe. In particolare le opere progettate dall'archistar, comprese nel progetto definitivo, riguardano il lato calabrese del ponte e, nello specifico, l'area del centro direzionale presso la località Piale (Villa San Giovanni), la fascia dal blocco di ancoraggio alla torre del ponte (Cannitello), il lungomare di Villa San Giovanni con l'obiettivo di offrire un ulteriore valore aggiunto agli aspetti paesaggistici e urbanistici della costa calabrese interessata dalla realizzazione del ponte e dei suoi collegamenti. I dettagli sono stati stabiliti dall’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, insieme con il direttore generale della società, Giuseppe Fiammenghi, che hanno incontrato a Roma il celebre architetto.

"Con l'intervento dell'architetto Libeskind si aprono nuovi scenari di assoluto rilievo non solo per l'area polifunzionale del centro direzionale del ponte, destinata ad ospitare strutture espositive, commerciali, congressuali ed alberghiere, ma anche per il lungo mare di Villa San Giovanni", ha commentato Ciucci, aggiungendo che "il progetto potrebbe essere arricchito con alcuni interventi sul lato messinese nel segno della continuità tra le due coste".

10 mag 2008

...a proposito di "cambiamento": il ponte di Calatrava a Venezia!

Visti i temi trattati negli ultimi post e nei commenti a proposito di "cambiamento", mi è sembrato interessante ripescare un argomento già trattato in questo blog qualche mese fa: il 4° ponte sul Canal Grande di Venezia in corso di realizzazione a firma di Santiago Caltrava . Basta fare una rapida ricerca su internet per trovare una infinità di blog, forum o siti dedicati che elencano gli argomenti del no!:
  • la celebrazione dell'inutilità del ponte,
  • il costo macroscopico,
  • lo scempio del patrimonio architettonio-ambientale veneziano definitivamente deturpato,
  • la scarsa attenzione per i disabili che sono costretti ad attendere l'ovovia montata nell'intradosso del ponte,
  • l'eccessiva durata dei lavori (il ponte di rialto completato in metà del tempo),
  • le insuperabili difficoltà per il trasporto e montaggio del concio centrale, etc.

Insomma, tutto secondo il tipico schema comportamentale italiano (o era una legge di Murphy?):

se le cose non si fanno, va male, se si fanno, va peggio.

E' anche divertente osservare i mezzi e i modi con cui chi non è favorevole alla sua realizzazione (ormai quasi ultimata) diffonde ed esaspera una polemica che ha avuto toni estremamente aggressivi nelle fasi più difficili del cantiere che ha inevitabilmente arrecato alcuni disagi. Non si contano i blog che accusano tutto e tutti di avere permesso un simile disastro e, come accade spesso in casi simili, sembrano essere tutti daccordo sul fatto che un'opera così moderna non andava fatta. In pratica ogni argomento è valido per dare addosso ad un'opera che ha definito in modo inesorabile un profondo cambiamento della città di Venezia.

Ovviamente la maggior parte di coloro che giudicava positivamente l'opera, stava in silenzio; un po' perché è sempre rischioso dichiararsi pubblicamente favorevole a qualcosa disprezzata /odiata da tutti, un po' perché comunque tutto questo cambiamento dava fastidio anche a loro.

Adesso che l'opera è quasi ultimata le polemiche vanno diradandosi perché nel frattempo i veneziani si sono abituati all'idea del ponte, lo hanno visto ieri in costruzione, lo vedono oggi ultimato, lo vedranno domani... e per fortuna ormai rimarrà sempre lo stesso: in sostanza il cambiamento è finito. Finalmente! Vedrete che tra qualche anno ne andranno tutti orgogliosi.

Chissà cosa succederà quando si comincerà a costruire il ponte sullo stretto di Messina!