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19 apr 2011

PROJECT: Casa 4 - Francesco Ducato


Tra i progetti di alcuni giovani architetti siciliani ce n'è uno che vorrei segnalarvi.
Si tratta della Casa 4, l'autore è Francesco Ducato (Stardust*) che è stato qualche anno fa uno dei protagonisti dell'evento denominato "11 domande x 11 archietti", organizzato a Catania dalla Associazione Spazi Contemporanei e dalla Fondazione Ordine Arc
hitetti P.P. e C. della Prov. di Catania.
La Casa 4 è considerata uno dei progetti più rilevanti di architettura contemporanea realizzati da giovani architetti siciliani emergenti . È stata pubblicata ed
esposta in ripetute occasioni e contesti sia in Sicilia che in altre parti del mondo. Nel 2007 il progetto è stato selezionato per partecipare alla mostra “Italian Style” di Chicago e nel 2010 ha fatto parte insieme ad altri 9 progetti di architetti siciliani e 4 progetti di architetti olandesi selezionati dell’NAI (Netherlands Architecture Institute) alla mostra SiciliaOlanda 2.0. A quest’ultima mostra si sono incontrati per la prima volta il progetto “Incompiuto Siciliano” di Alterazioni Video e la Casa 4 che in due modi diversi ma paralleli hanno lavorato sul concetto di “incompiuto” e “non finito” durante gli ultimi anni. In Italia ci sono 395 opere pubbliche incompiute. Il gruppo del collettivo artistico di Alterazioni Video ha provato a mappare questa Italia e ne è venuto fuori che in Sicilia ci sono circa 160 opere incompiute prodotte negli ultimi 50 anni. Ogni opera ha una sua storia diversa dall'altra, i motivi della interruzione dei lavori sono molteplici, alcune opere sono state abbandonate prima della fine dei lavori per il fallimento dell’impresa costruttrice; altre dopo essere state concluse non sono state mai inaugurate; altre ancora hanno cantieri in corso di realizzazione da anni.
Casa 4 è “non finito”.
È una reinterpretazione in termini positivi del fenomeno dell’Incompiuto siciliano talmente diffuso da essere stato definito da Alterazioni Video nel suo manifesto come uno tra gli stili architettonici più rilevanti dal dopoguerra ad oggi.

Il progetto è fondato su un’architettura modulare che si integra con l’ambiente e con lo sviluppo architettonico della periferia della città di Marsala (TP). La Casa 4 è concepita come architettura effimera, temporanea. La sua tipologia, le sue funzioni, i suoi materiali sono stati pensati tenendo in considerazione la loro trasformazione e il loro riutilizzo.
La sua pergola, il suo “dammuso tecnologico”, è il legame tra la Casa 4 e la natura. Grazie alla pergola, la natura si riappropria di uno spazio che le è stato sottratto dalla costruzione della Casa 4. La pergola serve anche ad ospitare gli elementi tecnologici necessari per ottenere energia dalle forze naturali presenti (il sole e il vento) per fare in modo che la Casa 4 diventi una cellula di produzione energetica.

Stardust* Team
Carla Athayde – Produttrice/Fotografa – Candidata PhD in Gestione Culturale e Patrimonio nell’Università d Barcellona (Spagna). www.carlaathayde.com

Francesco Ducato – Architetto/Artista – Candidato PhD in Nuovi Strumenti
dell’Architettura nell’ETSAB (Barcellona, Spagna). Artista selezionato da
Robert Wilson per partecipare al summer program 2008 al Watermill Center
di New York. Professore all'Arab International University (Damasco, Siria)
e lecturer in diverse università internazionali. www.francescoducato.com

Serena Del Puglia – Architetto –PhD in Disegno Industriale (Università di Palermo). Professor al Dipartimento di Storia e progetto nell’Architettura di Palermo. A Novembre 2009 ha iniziato a lavorare con Stardust*, Barcellona (Spagna).

4 gen 2011

Daniel Libeskind e il Ponte sullo Stretto di Messina


E' un architetto di fama mondiale chi si occuperà della gran parte delle opere connesse al Ponte sullo Stretto di Messina, parliamo di Daniel Libeskind, polacco di origini, visse per alcuni anni a Tel Aviv per poi trasferirsi prima a New York e poi a Londra. Egli è tra i principali esponenti del decostruttivismo nell'architettura americana; tra le sue opere più conosciute ricordiamo: il Museo Ebraico di Berlino (Germania), la London University Post Graduate Centre a Londra (Inghilterra), la Ricostruzione di Ground Zero a NYC (USA) nel quale è attualmente impegnato.
Il Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli ha espresso grande soddisfazione per la consegna del progetto definitivo alla Società per lo Stretto di Messina per la realizzazione del ponte e di oltre 40 km di raccordi stradali e ferroviari.
Il progetto comprende 8000 elaborati che confermano tutte le impostazioni tecniche ed i costi di costruzione del progetto preliminare redatto dalla società Stretto di Messina ed approvato nel 2003 dal Cipe. In particolare le opere progettate dall'archistar, comprese nel progetto definitivo, riguardano il lato calabrese del ponte e, nello specifico, l'area del centro direzionale presso la località Piale (Villa San Giovanni), la fascia dal blocco di ancoraggio alla torre del ponte (Cannitello), il lungomare di Villa San Giovanni con l'obiettivo di offrire un ulteriore valore aggiunto agli aspetti paesaggistici e urbanistici della costa calabrese interessata dalla realizzazione del ponte e dei suoi collegamenti. I dettagli sono stati stabiliti dall’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, insieme con il direttore generale della società, Giuseppe Fiammenghi, che hanno incontrato a Roma il celebre architetto.

"Con l'intervento dell'architetto Libeskind si aprono nuovi scenari di assoluto rilievo non solo per l'area polifunzionale del centro direzionale del ponte, destinata ad ospitare strutture espositive, commerciali, congressuali ed alberghiere, ma anche per il lungo mare di Villa San Giovanni", ha commentato Ciucci, aggiungendo che "il progetto potrebbe essere arricchito con alcuni interventi sul lato messinese nel segno della continuità tra le due coste".

14 giu 2010

Conclusa a Beirut la fiera "Project Lebanon 2010"; una vetrina internazionale per gli architetti siciliani




















EDILIZIA, DA CATANIA A BEIRUT PER ESPLORARE NUOVI MERCATI
Oltre venti architetti siciliani hanno esposto progetti di opere realizzate nell’Isola
Appena rientrata dalla capitale del Libano, Beirut, Paola Pennisi – vicepresidente aggiunto dell’Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori di Catania – traccia un quadro dell’esperienza libanese di sette architetti etnei presenti al “Project Lebanon 2010”, la fiera dedicata al comparto dell’edilizia, che ha riunito numerosi enti, aziende e professionisti italiani, nell’obiettivo di accorciare le distanze con il mercato medio-orientale e aprire nuovi scenari lavorativi agli “addetti ai lavori”.
La partecipazione è nata per iniziativa della Consulta Regionale degli Architetti - guidata da Rino La Mendola – che in sinergia con l’Istituto nazionale per il commercio con l’estero (Ice) - ha offerto agli iscritti degli Ordini siciliani nuove opportunità d’inserimento in mercati esteri ancora inesplorati ma in costante crescita: basti pensare che solo a Beirut, oggi si contano più di 300 cantieri di edilizia residenziale aperti, fra tutti il “Venus Tower” del valore stimato di 500 milioni di dollari. «Un vero e proprio “boom” per il settore, che si traduce «in un’imperdibile occasione per la nostra categoria – commenta l’arch. Pennisi – abbiamo potuto esporre i nostri lavori, presentando le tante sfaccettature dell’architettura siciliana, le contaminazioni con il contemporaneo e soprattutto abbiamo conosciuto da vicino l’affascinante e produttiva realtà libanese. Il gruppo di Catania è stato il più numeroso e ciò lascia ben sperare per quei professionisti, italiani e non, che vogliono mettere in campo le proprie competenze, per nuove e stimolanti prospettive di lavoro. La collaborazione con l’Ice permetterà di avvicinarci alla realtà economica di questi Paesi, agevolando il processo di integrazione con il loro sistema imprenditoriale e commerciale».
Un’idea che acquista maggior valore se rapportata a migliaia di visitatori che ogni anno affollano gli stand della fiera libanese, l'80% dei quali provenienti dal Medio Oriente: quale miglior occasione per i professionisti siciliani che hanno partecipato numerosi - provenienti da Palermo, Agrigento, Trapani, Siracusa, Catania, Messina e Ragusa - proponendo progetti ed opere già realizzate in Sicilia. (tratto da I-press)


Tra i progetti siciliani la CasaB2, un prototipo di residenza eco-compatibile, ad avanzata prefabbricazione con struttura in legno e prestazioni energetiche in Classe A.



14 mar 2010

Report della 13a tappa della mostra "Comunicare Architettua" a Ortigia (SR)

Nella cornice di Palazzo Impellizzeri nel cuore di Ortigia a Siracusa si e' conclusa la 13a tappa della mostra


dei giovani architetti catanesi "comunicare Architettura" organizzata dalla Fondazione dell'Orine degli Architetti di Catania in collaborazione con Spazi Contemporanei. Presenti l'Arch. Luigi Longhitano presidente dell'Ordine degli Architetti di Catania, l'Arch. Carlotta Reitano Presidente della Fondazione dell'Ordine, l'Arch. Fabrizio Russo, delegato dei giovani, l'Arch. Alessandro Amaro membro del comitato organizzativo. Durante il convegno di presentazione della
Mostra sono inoltre intervenuti l'Arch. Zaira Dato, l'Arch. Eugenio M. Di San Lio,
l'Arch. Fabio Ghersi e alcuni dei partecipanti tra cui l'Arch. Sebastian Carlo Greco, l'Arch. Giuseppe Scuderi, l'Arch. Sebastiano Adragna e l'Arch. Sabrina Tosto.


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31 gen 2010

Piano Casa: l'Assessore Armao intende puntare sull'Architettura Contemporanea

L’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Gaetano Armao, ha presentato un emendamento per la promozione della qualità del progetto d’architettura negli interventi previsti dal cosiddetto Piano casa regionale.
I risultati di un sondaggio demoscopico appena pubblicato - sottolinea l’assessore Armao - riferiscono che la maggior parte della popolazione teme che il Piano casa possa peggiorare la qualità dell’immagine urbana e, di conseguenza, la vita dei cittadini”.
Il Piano casa prevede infatti l’ampliamento sino a un massimo del 20 per cento per gli immobili isolati e del 35 per cento nel caso di demolizione e ricostruzione. “L’emendamento che abbiamo predisposto insieme con gli uffici e con il proficuo confronto con i presidi delle Facoltà di Architettura delle Università siciliane - aggiunge Armao - tende a scongiurare, o almeno a contenere, il rischio di un peggioramento della qualità urbana”.
Occorre cogliere l’opportunità della riedificazione puntando sulla qualità sull’innovazione architettonica.
E questo deve valere sia nelle periferie, dove il tema è più attuale, sia nei centri storici. Dobbiamo avere il coraggio di puntare su opere di architettura contemporanea. Per poter conservare al meglio il nostro passato guardando, contemporaneamente, al futuro delle nostre città”.
La ratio dell’emendamento - sottolinea l’assessore - individua nel Piano casa lo strumento del rinnovo edilizio attraverso iniziative individuali e diffuse. Si punta sull’architettura contemporanea, con particolare riferimento alle periferie. Ma il discorso vale anche per i contesti storico artistici e paesaggistici, nel rispetto degli strumenti di tutela e salvaguardia”. “Il riferimento non è solo al profilo strutturale e alla bioedilizia - conclude Armao - ma anche ad una profonda riqualificazione del tessuto delle nostre città lacerato, se non devastato, da ondate reiterate di abusivismo”.
tratto da Hercole.it

28 gen 2010

La "Villa T" di Architrend è una delle 20 opere più significative del 2009 (da Il Sole24Ore)















La rivista tecnica "Progetti e Concorsi pubblicata dalla redazione de "IlSole24Ore" ha pubblicato una selezione di 20 progetti realizzati in Italia e ritenuti i più rappresentativi del 2009.
Chi conosce i ragusani C. Tumino e G. Manganello dello Studio ARCHITREND ARCHITECTURE non è rimasto affatto sorpreso di ritrovare una delle loro splendide ville in questa prestigiosa rassegna a rappresentare l'architettura contemporanea siciliana.
Tra le altre opere selezionate: il MAXXI di Zaha Hadid, la Sede FATER di Massimiliano Fuxas, l'Archivio VEDOVA di Renzo PIano, Il padiglione B della fiera di Genova di Jean Nouvel, il Municipio di Bologna di Mario Cucinella, etc.

Complimenti ad ARCHITREND da tutta la redazione di ArchitetturaCatania con l'augurio di raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.











11 gen 2010

Intervista a due Architetti palermitani

Da tempo pensavo di fare una breve intervista a due colleghi che ritengo siano singolari sia per la grande umiltà che li contraddistingue sia per la abilità compositiva che li fa ai miei occhi dei bravi architetti nonostante operino nel pessimismo generalizzato della Sicilia. Loro portano avanti, senza far chiasso, il concetto di architettura contemporanea ed ecosostenibile nei lavori pubblici come nel settore del privato. Ho avuto la fortuna di conoscerli e per un breve periodo collaborare con loro a Palermo, città dove entrambi tuttora svolgono la professione. Rappresentano quella fetta di professionisti che si dedica con passione e dedizione ad uno dei lavori più affascinanti cioè quello di fare l’”Architetto” tenendo fuori da tutto le logiche che appartengono ai politici, ai politicanti, agli aspiranti tale che purtroppo esistono più di quanto immaginavo nella nostra professione.

Gli architetti sono: Enrico Anello e Fabia Adelfio entrambi 38 anni.

Clicca sul Titolo per leggere l'intervista e la breve Biografia

L’intervista:
Il periodo storico che stiamo attraversando non è da considerarsi felice per l’architettura, inoltre la poca considerazione che anche le istituzioni hanno verso questo settore è rilevante. In Italia quello dell’architetto è un mestiere che sembra offuscato, desueto. Come impostate il vostro lavoro consapevoli del ruolo che al momento l’architetto ha perso e come traete entusiasmo da un intorno ostile, particolarmente in Sicilia?

“Operiamo da anni in Sicilia, a Palermo in particolar modo. Questi ultimi anni di lavoro hanno condensato problematiche progettuali di diversa natura, che hanno prodotto una crescita progettuale in una direzione che ci ha fatto confrontare con l’inserimento di architetture moderne nei centri storici, in un continuo contrapporsi tra la tensione generata dall’architettura storica e le trasformazioni che impone una contemporaneità progettuale.
Ciò che abbiamo sviluppato nel nostro lavoro è stato il considerare ogni progetto come un laboratorio d’idee, in cui un premuroso sguardo alla modernità in continua evoluzione cerca di coniugarsi all’attenta analisi della cultura e della storia locale. Questo ci ha consentito un’interpretazione moderna del divenire di un centro storico, di una borgata nel centro della Sicilia o di altre tematiche di scala diversa per capire ed individuare nuove strategie di sviluppo. La nostra caratteristica è quella di superare prima di tutto l’incessante scetticismo che sta nell’intimo del meridionale, fare tesoro dei nostri valori e provare ad essere propositivi e positivi per riscattare quei luoghi che oggi senza ottimismo e buona volontà rimarrebbero nelle mani del deterioramento. I sacrifici sono enormi, la dedizione e la passione però non mancano. Accogliamo sempre con ingenuo trasporto le suggestioni che la tradizione costruttiva ci trasmette, coi materiali, coi colori, le proporzioni, per poi trasporle al presente, alla attualità”.

Conosco molti dei vostri progetti, avete però un repertorio di opere legate al settore dei Musei e degli Allestimenti, del Design e degli arredi che riguarda opere per lo più di privati illuminati, pronti a sperimentare e rendere unici i loro ambienti. Dove ricercate gli elementi funzionanti per la elaborazione di un opera contemporanea che soddisfi le esigenze dei committenti attenti ai cambiamenti del vivere moderno?

“Alvar Aalto scriveva che si deve sempre ricercare una sintesi degli opposti e che tutti gli incarichi progettuali comprendono spesso decine, spesso centinaia e talvolta migliaia di fattori diversi e contraddittori, riuniti in una armonia funzionale soltanto dalla volontà dell'uomo. Questa armonia, scriveva Aalto, può essere raggiunta solo attraverso l'arte.
Il nostro percorso progettuale comprende una architettura dell'inclusione, ovvero consente sia al frammento, sia alla contraddizione e alla improvvisazione, uno spazio espressivo durante le fasi di lavoro. Nasce così il “contemporaneo” quello di cui tu parli, ma io credo che sia un processo naturale, forzato solo nella scelta coraggiosa di materiali nuovi, non ancora radicati nella coscienza di tutti, ma estremamente duttili. Un esempio per noi significativo è il Progetto di Recupero e parziale ricostruzione di un edificio che si affaccia su Via Salita S.Antonio, strada di collegamento tra la Via Vittorio Emanuele e Via Maqueda a Palermo. Le pessime condizioni di conservazione in cui versava l’edificio esistente hanno dato luogo ad una serie d’interventi mirati al suo completo recupero e destinazione ad uso residenziale, secondo le direttrici operative contenute nel Piano Particolareggiato Esecutivo del Centro Storico, cercando tuttavia, nel caso della ricostruzione, di operare secondo la ricomposizione di uno spazio in cui preesistenze storiche dialogassero con elementi moderni. La nota distintiva del progetto sta nel “ponte” di acciaio e vetro che sovrasta l’ingresso al cortile, costituendo una ricucitura con il passato, infatti l’arco d’ingresso in pietra arenaria, contenuto tra l’antico paramento murario, con doppia arcata sovrapposta, ed il grande arco sul fronte principale, viene ricostruito e utilizzando un linguaggio architettonico del presente si è dimostrato come l’architettura contemporanea può dialogare con quella storica”.

Quali sono i parametri che usate nei confronti della Progettazione degli spazi contemporanei, trovate delle difficoltà nell’intendervi con maestranze e artigiani ancora non istruite e pronte a mettersi alla prova col contemporaneo?

“Noi pensiamo che tutte le forme, gli spazi interni ed esterni devono essere pensati attraverso un uso adeguato di materiali. L'architettura è nella pietra, nel metallo, nel legno, nel verde e nel paesaggio, tutto per raggiungere una qualità della vita alta e per permettere agl individui di identificarsi con i luoghi poiché alla fine l'Architettura è per l'Uomo. Proprio per questo il lavoro con gli artigiani si basa su un dialogo continuo che arricchisce le fasi progettuali in continua evoluzione e perfezionamento”.


Breve Biografia :
adelfio anello architetti

Nel 1997 si laureano in Architettura presso l'Università degli Studi di Palermo con una tesi dal titolo “Progetto di un Museo di arte contemporanea in Via Maqueda”, con la quale affrontano il tema dell'inserimento dell'architettura moderna nel centro storico. La tesi nel 1999 viene pubblicata sul bimestrale “Paesaggio Urbano”. Nel 1998 Enrico Anello apre il proprio studio. Lavora prevalentemente nell’ambito della riqualificazione ambientale. Nel 2000 si unisce allo studio Fabia Adelfio.
L’ attività professionale dello studio adelfio anello architetti riguarda vari aspetti dell’architettura, riunendo le esperienze condotte dai due architetti nell’ambito della progettazione d’interni ed allestimenti, del restauro e della riqualificazione ambientale e nel campo del design.
Il loro lavoro è stato pubblicato in prestigiose riviste italiane e straniere, quali Paesaggio Urbano, Parametro, Ottagono, L’Architecture d’Aujourd’hui, Concept , Arhitectura, un numero monografico sulla rivista World Architecture Review edito dall’ Università di Architettura di Shenzhen (Cina) nel 2001 e un'altro numero della stessa rivista nel 2009 (World Architecture Review- vol. 24/ no.128 Shenzhen ,China).
Ultimamente sono stati impegnati in progetti di restauro e allestimento museale, quali quello del Museo del Gioiello Antico Siciliano e delle arti Applicate e della mostra “ Architettura norvegese: sulle orme di Sverre Fehn” presso la sede dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo.
Di recente sono stati Invitati dalla Municipalità del Distretto di Bao'an (Shenzhen) per partecipare alla conferenza “ International Seminar : Bao'an Central District, Urban Planning and Development Strategy” 26-27 /11/2009, Bao'an, Shenzhen, China.

25 dic 2009

Certificazione energetica, manca in Sicilia l’elenco dei professionisti

Ultimamente si fà un gran parlre di architettura contemporanea sostenibile. Ciò ci rende fieri perchè è proprio per promuovere queste tre parole che è nato questo blog.
"Architettura - Contemporanea - Sostenibile".
Spendiamo qualche riga per la terza: sostenibile.
Nessun edificio (=architettura) progettato e realizzato oggi (=contemporaneo) può ignorare gli aspetti energetici (=sostenibilità).
Per come la vedo io, oggi la triade vitruviana che regola l'equilibrio in un progetto architettonico non è più sufficiente. Oltre alla struttura, la funzione e la bellezza, oggi un opera di architettura deve tener conto del "costo" e dell'"energia" necessaria a farla funzionare.
E quì veniamo al punto: non credo che l'architettura possa tradursi solo in Kwatt e Lt di gasolio/anno ma è indubbio che il progetto architettonico DEVE integrare tutti i sistemi necessari a ridurre i consumi energetici.
Per questo riteniamo il caso di segnalare un articolo uscito sul quotidiano di Sicilia che sottolinea la mancanza di un elenco che dovrebbe attestare i requisiti dei professionisti abilitati a rilasciare il certificato energetico. Ne condividiamo il contenuto ma con l'accortezza di sottolineare che i sistemi di risparmio energetico, se non sono integrati architettonicamente, possono risolvere alcuni problemi e crearne altri.
Solo l'Architettura (con la A maiuscola) può tener conto di tutti gli aspetti nel dovuto equilibrio.
Ecco l'articolo:
L’emergenza ambientale pone nuove ed irrinunciabili sfide al settore energetico in edilizia, a cominciare dall’attestato di certificazione energetica (Ace), che vuole essere uno strumento per una gestione ragionata dell’efficienza energetica degli immobili.
“L’utilità dell’Ace – ha spiegato un giovane professionista catanese- è molteplice e può sinteticamente riassumersi come segue: agevolazioni urbanistiche, maggiori volumi e minori costi di concessione come attestato dal Piano Casa/2009, diritto alle detrazioni Irpef del 55% e maggior valore del fabbricato”. Le linee guida nazionali - DM 26/06/2009, che recepiscono la Direttiva europea 2002/91/CE, definiscono un unico sistema di certificazione energetica degli edifici. “Le linee guida non stabiliscono alcunché in relazione alla definizione dei soggetti certificatori e in attesa di chiarimenti, nelle regioni che non hanno legiferato in materia, si ritiene debba essere applicata la normativa nazionale. Le legislative regionali antecedenti le linee guida hanno aperto un ventaglio di possibilità, perché, per esempio, in Lombardia, la legge aveva istituito un elenco regionale dei certificatori”.
Proprio l’elenco regionale dei certificatori appare un punto cardine essenziale, che dovrebbe essere sviluppato adeguatamente nel dibattito energetico isolano. “Un organismo di accreditamento regionale che segua le direttive nazionali – ha proseguito l’ingegnere catanese – si occuperà dell’accreditamento dei soggetti certificatori, dell’acquisizione dei dati mediante gli attestati, della realizzazione di un catasto energetico degli edifici ed offrirà consulenza tecnico/scientifica agli enti locali e ai professionisti”. Puntare sull’edilizia sostenibile è un investimento che fa bene all’ambiente ma anche alle tasche dei siciliani.
“Considerando il fabbisogno di energia elettrica di una persona per produrre acqua calda sanitaria (ACS) con uno scaldabagno elettrico, pari a 1,93 kWh/giorno, significa che quotidianamente si immettono 1,35 kg di C02/pro capite, consumando 4,93 kWh/primari. Tale valore scende sensibilmente nel caso di produzione di ACS da una caldaia a metano (0,44 kg di C02/pro capite) e si abbatte totalmente se producessimo ACS solo con i collettori solari”. Un sistema ibrido, metano+solare o elettrico+solare, porta rispettivamente, spiega ancora Grasso, ad una riduzione di C02 emessa, dell’80% e del 60% rispetto all’utilizzo del solo scaldabagno elettrico e al conseguente abbattimento dei consumi e costi annessi.
“Il fabbisogno di energia per il riscaldamento di un edificio viene valutato in kWh/m²anno, tenendo conto che 1 litro di gasolio/m²anno equivale a 10kWh/m²anno ed immette nell’atmosfera 2,65 Kg di CO2; se un vecchio edificio (metà anni ‘70) presenta un fabbisogno per il riscaldamento intorno ai 180 kWh/m²anno, equivalenti a 18 litri di gasolio/m², è immediato il confronto con una casa di recente costruzione che consuma solo 12 litri di gasolio/m², fino ad arrivare alle cosiddette case da 3 litri, con un consumo inferiore ai 30 kWh/m²anno”. Ripartire da questa sensibilità per dare impulso al settore edilizio.

21 dic 2009

Da EXPA a Palermo la 2a edizione di Sicilia-Olanda


Grande successo all'inaugurazione da EXPA (via Alloro, 97) dell'evento SiciliaOlanda 2, esposizione di progetti di architetti siciliani e olandesi. La prima edizione si era svolta nel 2007 a Catania. L’esposizione rimarrà visitabile fino al 17 gennaio 2010 dal martedì alla domenica dalle 16:00 alle 20:00. L'ingresso è libero.

13 nov 2009

BURRI E FONTANA A PALAZZO VALLE DAL 15 NOVEMBRE


E' dedicata al confronto tra Alberto Burri e Lucio Fontana una grande mostra che si apre il 15 novembre a Palazzo Valle di Catania. La rassegna, intitolata Burri e Fontana. Materia e Spazio, propone circa cento capolavori e le opere piu' significative dei due maestri . Così, se per Burri la materia

è stata di volta in volta ‘presentata’ nelle elaborazioni dei “Catrami”, dei “Sacchi”, delle “Plastiche”, delle “Combustioni”, dei “Ferri”, dei “Cellotex”, dei “Cretti”, fino allo straordinario “Cretto di Gibellina”, che trova proprio in Sicilia la sua dimensione a scala paesaggistica, per Fontana l’assidua definizione della spazialità avviene sotto il segno dei suoi “Concetti spaziali”, siano essi le sculture del ’47 o i “Buchi” e i “Tagli _ Attese” degli anni tra il ’49 e il ’58, oppure gli “Ambienti”, le “Nature”, i “Quanta” e i “Teatrini” e altre straordinarie creazioni in metallo o al neon che concludono la sua vicenda artistorario:
dal martedì alla domenica 10-13.30; 16.00-19.30 il sabato sino alle 21.30; chiuso il lunedì; aperture straordinarie su prenotazione

biglietti: Biglietti interi:8 euro, ridotti: 5 euro, scolaresche: 2,50 euro.

vernissage: 14 novembre 2009. ore 12 per la stampa
catalogo: a cura di Bruno Corà, Chiara Sarteanesi e Valeria Ernesti.
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Bruno Corà
autori: Alberto Burri, Lucio Fontana
patrocini: promossa dalla Fondazione Puglisi Cosentino in collaborazione con la Fondazione Fontana (Milano) e la Fondazione Burri (Città di Castello) e con la Regione Sicilia


www.fondazionepuglisicosentino.it

14 novembre apre a PALAZZO RISO-PALERMO- " Essential Experiences "


Il 14 novembre aprirà al pubblico la mostra d’arte contemporanea Essential Experiences, a cura di Lóránd Hegyi, in programma fino al 28 febbraio 2010.
La mostra, che apre la stagione delle nuove attività del Museo Riso , sarà presentata in due sedi espositive: la storica dimora di Palazzo Riso e la Galleria Regionale della Sicilia Palazzo Abatellis . Sabato 14 e domenica 15 novembre ingresso gratuito. Essential Experiences, che ospita oltre venti tra i maggiori artisti del panorama contemporaneo - tra gli altri: Gilbert&George,

Gloria Friedmann, William Kentridge, Anselm Kiefer, Michelangelo Pistoletto, Paolo Grassino, Danica Dakić, Kevin Francis Gray, Koji Tanada, Lee Ufan, Roman Opalka, Jan Fabre ,Giuseppe Penone, Gunther Uecker, Kimsooja – e presenta tre nuove produzioni commissionate da Riso a Dennis Oppenheim, Pedro Cabrita Reis e Richard Nonas, affronta fondamentali questioni etiche che riguardano il concetto di “creazione” e il tema della responsabilità dell’artista, la capacità di coinvolgere il visitatore nel suo viaggio di interpretazione dei grandi temi esistenziali - quali il trascorrere del tempo, la morte, la solitudine, l’identità, l’amore - attraverso segni, simboli e metafore, al tempo stesso semplici e complesse.
orario: ore 10-20 da martedì a domenica, 10-22 giovedì e venerdì. Chiusura il lunedì.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: ingresso 5 euro, ridotto 3 euro
vernissage: 13 novembre 2009. ore 18.30
ufficio stampa: DELOS
curatori: Lorand Hegyi

note: Anche presso Galleria Regionale della Sicilia “Palazzo Abatellis “, Via Alloro, 4 Palermo
RISO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA - PALAZZO BELMONTE RISO
Via Vittorio Emanuele 365
+39 091320532
www.palazzoriso.it

8 ott 2009

"Architettura contemporanea ed eco-sostenibile" tra i principali punti programmatici del nuovo Consiglio dell'Ordine degli Architetti di Catania

Dopo appena un anno dalla nascita dell'Associazione Spazi Contemporanei e dall'attività del gruppo di redazione di questo blog, è con immenso piacere che leggiamo il primo comunicato del nuovo consiglio dell'Ordine di Catania in cui, per la prima volta, si parla di promozione dell'architettura contemporanea ed eco- sostenibile.
Non vogliamo per questo riconoscerci alcun merito anche perchè l'obiettiva necessità di affrontare i temi della qualità in architettura è ormai indiscutibile ed è una strada che un'Ordine rappresentativo di più di 1500 colleghi non poteva ignorare oltre. Siamo solo felici di avere intrapreso questa strada per primi e, adesso, cominciamo a sentirci meno soli.
Ci limitiano pertanto a pubblicare per intero il comunicato sampa diramato stamane dopo l'insediamento del neo-Presidente Arch. Luigi Longhitano e del nuovo Consiglio dell'Ordine.

ORDINE ARCHITETTI CATANIA, NOMINATO NUOVO PRESIDENTE GIGI LONGHITANO
«Un Consiglio proiettato sull’innovazione, preparato e motivato
all’insegna del rinnovamento, dell’apertura e di nuove strategie di comunicazione»
CATANIA - Sarà Luigi Longhitano a presiedere l’Ordine degli Architetti della Provincia di Catania per i prossimi quattro anni, succedendo a Tony Licciardello in carica per ben 12 anni. La nomina in seno al nuovo consiglio – allargato rispetto al passato e composto oggi da 15 membri – è avvenuta ieri sera, 7 ottobre.
Questa mattina, 8 ottobre, presso la sede dell’Ordine etneo l’insediamento ufficiale del presidente Longhitano, libero professionista di 51 anni, e delle altre cariche che guideranno gli oltre 1.500 iscritti: Giuseppe Scannella, libero professionista di 56 anni, ricoprirà la carica di vice presidente vicario, Angelo Buccheri, libero professionista di 54 anni sarà il segretario e Paola Pennisi, 44 anni, sarà vice presidente aggiunto nonché tesoriere fino a dicembre, mentre a partire dal 2010 la responsabilità della tesoreria verrà riconsiderata in funzione degli sviluppi organizzativi in seno al Consiglio, come tiene a precisare il neo presidente Longhitano.
Una compagine, questa, racchiusa dentro lo slogan che ha contrassegnato la campagna elettorale: “ + Architetti, + idee… Catania”, nel segno di un’attenzione al territorio della provincia - ogni quadrimestre, infatti, l’adunanza di Consiglio si effettuerà nelle aree territoriali Calatino - Etna Nord/Est- Etna Nord/Ovest – dell’ efficienza, dei servizi per gli iscritti, della formazione continua e delle attività culturali di varia natura finalizzate alla promozione dell'Architettura Contemporanea ed eco-sostenibile, mirate al coinvolgimento dei non addetti ai lavori e alla nuova diffusione di una cultura dell'architettura come strumento per qualificare gli spazi di attività dell'uomo.
«Proseguiremo quell’azione di rinnovamento già avviata – commenta il neo presidente Longhitano - per far sì che i prossimi anni possano vedere la nostra professione proiettata nel ruolo e nella considerazione che le sono dovute. Il prossimo quadriennio vedrà il nuovo Consiglio impegnato in nuove, diverse e più complesse problematiche, per dare risposte rapide, efficienti ed efficaci, che non possono certo prescindere da un’attenta analisi dei ruoli e delle funzioni, da raccordarsi anche con altri Ordini similari e collaterali, e in particolare con gli ingegneri, per aumentarne la forza contrattuale. Il tutto con il supporto delle nuove generazioni, per sostenere e acquisire gli strumenti con cui governare il futuro»
Un Consiglio proiettato sull’innovazione, preparato e motivato, all’insegna del rinnovamento, dell’apertura e di nuove strategie di comunicazione, per la costruzione di una “democrazia urbana” senza contrapposizioni alla politica e alla società civile. Con un solo e unico obiettivo: lo sviluppo del territorio.

8 ottobre 2009 u.s.


(tratto da I-press)

8 ago 2009

I progetti dei giovani catanesi in piazza; un'occasione per parlare di architettura.

















Si parla troppo poco di architettura. Credo che molta gente non conosca a fondo il significato di questa parola. Sicuramente molti non conoscono il significato della parola "Architetto" e sconoscono anche il ruolo che dovrebbe/potrebbe avere questa professione per migliorare la qualità della vita sia nella sfera privata della residenza che negli spazi pubblici, di lavoro o del tempo libero. Anche per questo la nostra terra non esprime da decenni opere di architettura di una certa qualità. Parliamoci chiaro, raramente ci viene chiesto di fare il nostro lavoro, di fare gli Architetti. Un Sindaco chiede un'attenzione particolare alla salvaguardia del patrimonio storico esistente. Un privato chiede opera di "abellimento" su un progetto già fatto o un cantiere già avviato. Un'azienda esige un look che "acchiappa"!. Ma l'architettura è un'altra cosa; o quantomeno è anche qualcos'altro.
E allora bisogna parlare di più di architettura, in ogni occasione. Trovare il modo e l'occasione di spiegare come l'architettura potrebbe esprimere il volto di una sicilia contemporanea, aperta alle innovazioni, attenta ai condizionamenti dovuti al clima mediterraneo ma, allo stesso tempo, fortemente ancorata alle proprie tradizioni ed al proprio passato.
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Facciamo un paragone: quando c'è un problema legato alla salute si pretende dal medico che sia bravo. Ma cosa vuol dire bravo? Vuol dire aggiornato con i più recenti sistemi di cura, con le più recenti tecniche, etc. Tali sistemi e tecniche sono il risultato di secoli di ricerca ed innovazione. In Architettura dovrebbe essere la stessa cosa.
In sintesi, si dovrebbe trovare il modo per stimolare un sottofondo culturale che potrebbe crescere, crescere, e crescere fino a quando la gente, domani, avrà la consapevolezza del significato corretto della parola "Architettura" così come della "Medicina", in modo da rivolgersi ad un professionista con un approccio corretto che permetta ad entrambi di ottenere il migliore risultato; tecnicamente, funzionalemtne e culturalmente adeguato ai nostri tempi.
Bisogna ammettere che noi siciliani abbiamo, tra l'altro una naturale propensione alla "lamentela" e mi rendo conto che il tono di questo articolo rischia di perdersi nel tunnel dell'autocommiserazione. L'intento non è naturalmente questo ma bisogna dirle certe cose e credo che il ruolo dell'Architetto in fondo sia anche questo: stimolare il dibattito culturale quando ci si rende conto che il bisogno è diventato necessità.

Un'occasione per fare tutto ciò ce l'hanno i giovani architetti catanesi. La Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Catania, di cui faccio parte da qualche mese, stà organizzando una mostra itinerante mirata a promuovere l'attività e la professionalità dei giovani iscritti. Questo è l'obiettivo diretto. Quello indiretto è portare l'architettura in piazza anche nei piccoli centri. Permettere ai nostri giovani colleghi di mostrare a clienti ed amici la propria esperienza e, nel frattempo spiegare loro come si possa qualificare i luoghi in cui si vive e si lavora grazie all'architettura intesa nel senso più completo e meno superficiale del termine (come lo intendevano gli antichi). I giovani che parteciperanno alla mostra (il termine per le iscrizioni scade il 28 agosto) potranno anche coordinare ed organizzare l'esposizione nel proprio comune; una occasione in più per assumere un ruolo con le amministrazioni e di coinvolgere gli amministratori illustrando gli obiettivi (diretti ed indiretti) dell'evento.

Per coloro i quali volessero maggiori informazioni ecco alcuni utili link:

- Articolo su ArchitetturaCatania "Mostra Giovani Architetti Catanesi" ;

- Pagina del sito della Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Catania da cui scaricare il regolamento e gli allegati per partecipare alla mostra;

- Pagina dell'evento su Facebook


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31 lug 2009

Conversione ed ampliamento di un antico palmento alle pendici dell'Etna


















ARCHITETTURA CONTEMPORANEA SICILIANA TRA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE
Vorremmo pubblicare più spesso post come questo. Abbiamo scritto molto su come l'architettura cotemporanea di qualità possa e debba essere l'unico strumento per valorizzare e rinnovare il territorio siciliano. Abbiamo scritto anche di come ciò possa avvenire nel pieno e totale rispetto del patrimonio storico architettonico locale e dei valori etno-antropologici che molti fabbricati antichi conservano come testimonianza del passato sui modi dell'abitare e del produrre. Forse abbiamo scritto poco su come alcuni interventi di nuovi edifici, in un comodo quanto assurdo stile "finto-antico" (non certo progettati da architetti) abbiano umiliato ed offeso il nostro territorio e l'architettura del passato in vero "stile siciliano" . Altre volte abbiamo parlato di "ampliamento" di edifici storici o "accostamento" agli stessi di nuovi corpi di fabbrica contemporanei (vedi post "ampli.... ", "Architettura alpina moderna o tradizionale" "Ampliamento=accostamento, progettare o duplicare", etc.), anche su questi temi il progetto in esame è assolutamente centrato in quanto il progettista non cade nella tentazione di "imitare" le forme del fabbricato originario ma si concentra ad esaltare le differenze (che devono esserci) tra due linguaggi diversi frutto di due epoche diverse. Ciò genera un dialogo in cui tutte le parti ne risultano arricchite.
L'intervento su un antico palmento rappresenta in modo esemplare la tesi secondo cui un approccio contemporaneo può, nel rispetto dei significati del luogo e dell'edificio, rinnovare i valori intriseci dello stesso legati alla sua storia accrescendone l'identità con il territorio, in questo caso etneo. Per questi motivi abbiamo riportato in esteso la descrizione del progetto così come fornita dall'autore, l'Architetto Giuseppe Fisichella.
per visualizzare la descrizione dettagliata del progetto clicca sul titolo

"In una zona collinare alle pendici del vulcano Etna, un palmento ottocentesco in pietra lavica dal solido volume regolare. Il manufatto edilizio misura 170 mq circa e ricade in un'area sottoposta a vincolo conservativo. Struttura finalizzata alla produzione del vino, testimonia la ricca presenza di costruzioni rurali in un territorio votato alla coltivazione della vite. L' architettura non è solo quella dell'abitare, ma anche quella del produrre. Pochi cedimenti all'ornamento e massimo utilizzo di superfici e volumi. L'intervento di conversione ed ampliamento si propone di recuperare l'esistente con un approccio di tipo filologico, nell'ottica di un cambio di destinazione d'uso verso un utilizzo residenziale e di ampliare l'edificio preesistente con un approccio di addizione, di chiara lettura contemporanea. Il progetto, rispettoso nei confronti dell'idea di forza che la struttura ancora riesce a trasmettere per la sua ingegnosità primitiva, manifesta consapevolezza per la perdita di un significato funzionale che deve lasciare posto ad un ciclo di vita nuovo. L'ambizione e tuttavia quella di riconciliare passato e presente condividendo la vocazione all'organicità. Il confronto con la forte tipicizzazione dell'esistente pone una problematica di dialogo e di integrazione con la parte aggiunta, risolta con un linguaggio diretto ma non antitetico. A rischio di conferire un aspetto eccessivamente 'preciso e pulito', il processo progettuale ricerca una forma pura e perfetta. In opposizione ai vincoli obsoleti trasmessi dal panorama edilizio attuale, viene proposta una nuova visione del costruito, rivendicando il diritto di sperimentare sulle forme e di lavorare, sviluppandoli, su modelli e prototipi dell'architettura contemporanea. Focalizzando l'attenzione sul rapporto fra oggetto ed utente, la tecnologia viene umanizzata, resa accattivante e sensuale con una matrice dialettica orientata verso la semplificazione delle forme, il piacere della materia, la capacità di seduzione del minimum. Fra gli obbiettivi salienti del programma, l'ambizione di utilizzare anche un linguaggio tecnologico alternativo a quello tradizionale, valorizzando il dialogo sinergico fra l'ambiente domestico e natura circostante. L'involucro edilizio di questa struttura è caratterizzato da un rivestimento realizzato con un dogato di legno montato con elementi tecnologici a scomparsa ed assemblato in modo da enfatizzarne la pulizia del volume. Architetto G. Fisichella "