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7 dic 2015

Etna, una risorsa per la Sicilia



L'Etna, "a Muntagna" come amiamo chiamarla, ha ricominciato a dare spettacolo, ne parlano tutti. Le immagini scattate da Marco Restivo hanno fatto il giro del mondo, fino ad arrivare sulle pagine del National Geographic. Sui social network, in poche ore si sono avuti migliaia di visualizzazioni e commenti. Come rimanere, infatti, impassibili di fronte alla potenza di tali immagini?
Il filosofo Empedocle, doveva avere presente l'Etna, quando elaborò la sua teoria dei 4 elementi da cui ha origine ogni cosa. Questa è la nostra forza, la nostra risorsa che rende famosa la Sicilia in tutto il mondo. Il nostro futuro è lì e forse sbadatamente non c'è ne rendiamo conto. L'Etna è un brand mondiale, la conoscono tutti, tutti vogliono visitarla, potrebbe essere la perla del Mediterraneo e nello stesso tempo essere una risorsa economica basti pensare alle potenzialità che hanno l'esportazione della pietra lavica e dei prodotti agricoli legati al vulcano (uva, pistacchi, castagni, limoni, etc). Un inglese direbbe che non siamo focalizzati, in pratica disperdiamo risorse economiche e progettuali in altri ambiti, quando invece potremmo concentrarle in pochi ambiti, producendo vera ricchezza.
Allora perchè non realizzare un luogo dove un turista possa conoscere il nostro vulcano e le sue bellezze, un'opera di architettura contemporanea, capace essa stessa di attrarre turismo? Ci sono paesi in Europa con un decimo della nostra storia e il triplo di turisti, solo perchè riescono a "vendere" bene i lori prodotti e fornire un'offerta di servizi adeguati. Ci auguriamo che coloro i quali redigeranno le prossime linee d'intervento del Piano Operativo Regionale, sappiamo distribuire i finanziamenti europei con più oculatezza.

3 dic 2015

I Murales sui Silos del porto di Catania: Interesni Kazki




A qualche mese di distanza dalla loro realizzazione, i murales realizzati sui silos del porto di Catania, non passano di certo inosservati.
Ricordiamo che le opere fanno parte del progetto “STREET ART SILOS” nato dall’incontro tra Angelo Bacchelli (Assessorato ai Saperi e Bellezza condivisa del Comune di Catania) e Giuseppe Stagnitta (Emergence Festival), realizzato da Emergence Festival con il contributo dell’Autorità Portuale di Catania, all'interno del Festival I-ART.
Le opere sono state realizzate 7 artisti provenienti da tutto il mondo: OKUDA (Spagna), ROSH333 (Spagna), MICROBO (Italia), BO130 (Italia), VLADY ART (Italia), DANILO BUCCHI (Italia) e INTERNESNI KAZKI (Ucraina)
parliamo oggi di un opera del duo Interesni Kazki, che hanno elaborato il Tema di Street Art Silos sui miti e le leggende dell’isola più grande del Mediterraneo.

La prima opera i cui ci si imbatte provenendo da Sud è quella realizzata da Aec (uno dei due componenti del duo) che interpreta in chiave moderno la leggenda di Ulisse che fugge nascosto sotto il ventre di una pecora da Polifemo accecato da una lancia.

Sullo stesso silos da lato opposto il collega Waone realizza un’opera che racconta la storia di Perseo e (il guerriero nudo) e la Gorgone Medusa. Il Triskelion (figura a 3 gambe) dall’alto, il simbolo del Sole “ruotante” parla dell’Eterna Ricorrenza, la ciclicità e la dualità del tempo (la clessidra). E la scritta sulla roccia è tratta da un antico manufatto etrusco. “Avendo una volontà debole, i figli della Dea Api vengono flagellati pesantemente” (Api è la Dea Sciita della Terra, essere figli di Api significa essere persone dotate di una disposizione mentale tangibile)

2 dic 2015

POST ARCH - un progetto per la promozione dell'architettura della Consulta dei giovani architetti di Roma

Riceviamo una segnalazione dalla Consulta dei Giovani Architetti di Roma, per promuovere una iniziativa, intitolata POST ARCH 
L'iniziativa appoggiata dal Consiglio dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia (OAR) propone una serie di attività con lo scopo di sensibilizzare e riaprire il dibattito sullo stato dell'arte dell'architettura Italiana oggi e rilanciare la figura professionale dell'architetto in ambito nazionale ed internazionale.
Tema cardine è quello della qualità, ormai perduta, dell'architettura e quali i mezzi per recuperarla.
Per riuscire nell'intento si vuole coinvolgere il maggior numero di architetti possibile chiedendo di rispondere, tramite l'invio di una cartolina, alla semplice domanda: “Cos'è l'architettura?”. La cartolina è sembrata essere un mezzo semplice ed immediato per coinvolgere e “rimettere in moto” un movimento ormai sterile e per generare una base fertile da cui ripartire. L'iniziativa vuole essere capace di cogliere, attraverso l’intervento di ciascun partecipante, l’attuale percezione della professione e dello stato dell'architettura.
A tale scopo si richiede la partecipazione attiva ed il patrocino del maggior numero di istituzioni possibili, sia pubbliche che private, con il fine di aprire il dibattito ed acquisire distinti punti di vista per riuscire, coralmente, a presentare delle concrete proposte capaci di correggere il quadro normativo ed ampliare l'ambito socio-culturale nel quale si muove la figura professionale dell'architetto oggi.

La call, che ha carattere nazionale, è indirizzata agli architetti ed agli studenti che potranno utilizzare una cartolina bianca per rispondere alla domanda “cos’è l’architettura?”.
La cartolina sarà trasmessa in forma digitale, via web, a tutti gli architetti d'Italia ed in forma cartacea, attraverso la rivista AR, agli iscritti all’OAR oltre ad essere distribuita in vari punti strategici della città di Roma.
Verrà richiesto a tutti i partecipanti di caricare l’immagine della cartolina nel sito web dedicato all’iniziativa e, nel caso del supporto cartaceo, di rispedire la cartolina preaffrancata via posta.
Per rispondere alla domanda richiesta e riflettere sul tema, la cartolina deve essere considerata un supporto libero nei contenuti e nella forma con disegni, foto, immagini, parole, simboli e qualsiasi altra forma espressiva.

Le cartoline pervenute saranno raccolte, analizzate ed esposte in una mostra evento a Roma presso la Casa dell’Architettura nella loro totalità e senza filtro alcuno sia nel formato digitale che in quello cartaceo. Simbolo di questa partecipazione e filo conduttore dell'esposizione sarà “la rete”: digitale, sociale e fisica.

In occasione dell'apertura della mostra si organizzerà una conferenza-dibattito, con crediti formativi professionali. Le cartoline forniranno il polso della situazione attuale, dalla cui analisi partirà il dibattito su come viene percepita l’architettura a livello nazionale. Per affrontare il tema della crisi dell’architettura in Italia e discuterne le possibili via d'uscita saranno invitati ad intervenire diversi attori con differenti punti di vista: architetti di diverse generazioni, esperienze, linguaggi e personalità del mondo professionale, istituzionale ed universitario.

POST_ARCH, raccogliendo e sintetizzando le conclusioni nate dalle iniziative realizzate, lavorerà nella diffusione dei punti fondamentali di discussione, portando la mostra ed il dibattito all'interno del territorio nazionale anche attraverso la pubblicazione di una raccolta scelta di POST_ARCH.
Ripetendo ciclicamente la call, per analizzare gli aspetti critici della professione dell'architetto, POST_ARCH si pone come osservatorio permanente dello stato e della crescita dell'architettura italiana.

CRONOPROGRAMMA

  • 18 dicembre 2015 consegna materiale per la pubblicazione sulla Rivista AR. Verrà dedicato al progetto un articolo di due pagine e l’inserzione della Call con cartolina da compilare.
  • Metà febbraio 2016 uscita on line della call.
  • Primi di marzo 2016 consegna postale della rivista AR a tutti gli architetti iscritti all’OAR (tiratura 18.000 copie) e diffusione libera di 7.000 copie cartacee delle cartoline.
  • 15 aprile 2016 scadenza della spedizione delle cartoline.
  • 6 maggio 2016 Conferenza e Inaugurazione della mostra a Roma presso la Casa dell’Architettura, in concomitanza di “Open House”. La mostra rimarrà aperta al pubblico per circa 20 giorni.
  • Possibili Futuri sviluppi: entro dicembre 2016 portare la mostra e la conferenza presso altri Ordini e Istituzioni interessate.







15 nov 2015

RADICAmenti: il nostro Concorso per giovani artisti!

E' finalmente online il bando del concorso multicategoria RADICAmenti, promosso dal comune di Sant'Alfio e dall'Associazione Spazi Contemporanei. Il concorso è articolato su tre categorie di espressione artistica: fotografia, pittura e scultura. Troverete sul nostro sito ufficiale la Scheda di iscrizione e il Bando: www.spazicontemporanei.it
scadenza 3 dicembre 2015

16 gen 2011

A FEBBRAIO RIAPRE IL NEGOZIO OLIVETTI A VENEZIA : IL CAPOLAVORO ARCHITETTONICO DI CARLO SCARPA


Il “Negozio Olivetti” sarà la sede veneziana del FAI, ospiterà eventi culturali,incontri e mostre e diventerà un punto informativo per itinerari artistici e storici a Venezia e in Veneto. Ubicato su due piani nel complesso delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco, di proprietà delle Assicurazioni Generali, il “Negozio” è stato allestito tra il 1957 e il 1958 su progetto dell’architetto Carlo Scarpa per iniziativa dello stesso Adriano Olivetti, con l’obiettivo di realizzare inizialmente un prestigioso punto di esposizione per prodotti di ufficio, diventato poi uno dei più apprezzati esempi di architettura del Novecento a Venezia. Da anni il negozio si trovava in condizioni non consone alla sua stupefacente qualità, nell'ultimo periodo, infatti, era affittato a un commerciante di oggetti non “all'altezza” del luogo. Giulia Maria Crespi, presidente del FAI, ha dichiarato: "E’ un grande onore per il FAI accogliere l’incarico di gestione del ‘Negozio Olivetti’ di Carlo Scarpa. Un autentico gioiello, un piccolo ambiente che si affaccia sulla piazza più bella del mondo, studiato e disegnato dal suo progettista in ogni minimo particolare, dove spazio e decorazioni si fondono in modo così armonico da farne un “capolavoro totale”!
La scheda del negozio Olivetti
l'intervista a Fulvio Irace, professore di Storia dell'Architettura al Politecnico di Milano

8 dic 2010

Arriva Natale: regali “cool” per le figlie e le nipotine!!!

Quest’anno girovagando su internet alla ricerca del regalo natalizio per mia figlia, mi sono imbattuta nelle case delle bambole di design. Il mio cuore da architetto si è riempito di una gioia e di una gratitudine immensa … finalmente le nuove generazioni cresceranno tra superfici minimali, colori neutri ed assenza di decorazioni!!! ……… finalmente LESS IS MORE!!!!

A parte gli scherzi, credo che questi giocattoli, lontani dallo stile sfarzoso e principesco delle antiche case patrizie o le dimore di palazzi reali, aprano un po’ la strada ad un diverso modo di concepire l’abitazione e l’arredamento. Infatti, all’interno di queste case, che spesso sono riproduzioni di ville esistenti (Arne Jacobsen Dollhouse), si trovano mobili e oggetti che sono delle vere e proprie opere d’arte firmate dai più grandi designer dei nostri tempi.


Per gli amanti dello “stile nordico” è molto interessante la “Villa Sibis” di SIRCH, un parallelepipedo dalle forme pulite e dalla grande luminosità, con tanto di dependance, piscina e mobili lineari in legno.

Per le “piccole donne” un po’ british, più concrete e dal budget più limitato ecco, invece, che le dollhouse si riempiono dei mobili dell’Ikea e trasmettono quell’area più vissuta della vita cittadina (vedi articolo sul The New York Times).

Inoltre, insieme ad un discorso prettamente estetico, comincia ad affacciarsi anche una valutazione di tipo ecologico; infatti, le ultimissime tendenze propongono delle dollhouse in materiali riciclati e/o riciclabili (legno, bambù …) e con la presenza sui tetti delle casette di pannelli solari, bidoni per la raccolta differenziata dei rifiuti, impianti eolico ed impianti per il compostaggio, nonché serre, dove il bambino può far crescere piante vere. Queste case-giocattolo diventano il vero simbolo di un nuovo modo di pensare che vuole focalizzare l’attenzione sulla natura da salvaguardare.

Ho sempre pensato che il futuro è nelle mani dei bambini ed è nostra responsabilità crescerli nel modo migliore possibile … per cui insegniamo loro la bellezza dell’Architettura Contemporanea!!!!

tratto da Italian Geek (Design)

22 nov 2010

ÇURFACE, Coffee + Surface

Ovvero il materiale sognato da tutti quelli che anche se si trovassero a far colazione con i pinguini si lamenterebbero di non gustare un buon caffè italiano!!!


Ebbene, per loro è stato realizzato questo materiale ottenuto dai fondi del caffè e plastica riciclata post-consumo. I “Creatori” (dato il merito possiamo usare la C maiuscola?) sono designer ed ingegneri della Re-worked, un’azienda che si occupa di coniugare design industriale e tecnologie verdi, insieme a Axion Polymers azienda leader nel Regno Unito nella rigenerazione di materie plastiche RAEE ed altri rifiuti post-consumo. Il nuovo materiale è stato presentato a marzo alla fiera londinese Ecobuild 2010, specializzata in tecnologie e materiali biocompatibili, catturando l’interesse dei visitatori con sedie e tavoli dalle forme veramente molto particolari.

La “materia prima”, ossia i fondi del caffè, proveniente da uffici, fabbriche e caffetterie, dopo essere stata ripulita e sterilizzata, viene miscelata con la plastica riciclata per ottenere delle lastre composte al 99% da materiale riciclato. A livello sensoriale gli stimoli sono molteplici e tutti particolarmente interessanti: infatti la sensazione tattile richiama le trame ed il calore del legno e della pelle; a livello visivo, naturalmente, il colore predominante è il marrone con tutta la gamma di nuance calde e avvolgenti; a livello olfattivo, e qui viene il bello, il materiale emana proprio l’aroma del tanto amato caffè!

La Re-worked è molto ottimista riguardo le potenzialità del nuovo materiale sia per quanto riguarda la semplice reperibilità della materia prima (ed i caffeinomani sanno di cosa parlo…) sia per quanto riguarda la facilità nel separare e riciclare gli scarti. E proprio per rendere più evidente il legame fra uso, consumo e riuso, l’azienda produttrice ha pensato di arredare bar e caffetterie.

In attesa dell’arrivo del materiale in Italia … buon caffè a tutti!


tratto dal sito: www.italiangeek.com



28 apr 2010

40 anni da Architetto

Si è svolta a Catania, presso l'hotel Excelsior, la consegna delle medaglie a 12 Architetti con alle spalle 40 primavere passate sul tavolo da disegno ed in cantiere.
Nel video-documentario “Architettura a Catania: 40 anni di memoria. Generazioni a confronto” proiettato durante la serata, veterani e giovani promesse dell'architettura hanno dibattuto sui tanti temi che coinvolgono la professione.
I premiati: Matteo Arena, Francesco Saverio Brancato, Ugo Cantone, Ivo Celeschi, Simone Fiducia, Giovanni Leone, Francesca Mastroianni, Giuseppina Santagati, Vito Messina, Franca Restuccia, Carmelo Borzì e Corrado Sultana.
Gli intervistatori: Sebastiano Adragna, Germana Bazzano, Eleonora Bonanno, Antonella Caponnetto, Lucia Coniglione, Simona Gerone, Sebastian Carlo Greco, Maria Manuli, Giuseppe Scuderi, Ivana Sorge, Sabrina Tosto.



Il promo del video trasmesso durante la serata, la cui regia è di Lidia Riolo, è visibile al seguente link.

4 apr 2010

Le BUBBLE HOUSES : TRA ARCHITETTURA ORGANICA E FENG SHUI


Uno stile di vita “organico” ispirato al microcosmo degli insetti e dei pesci e’ora di grande eco-attualita’ : le boubble houses .
Ritornate in auge negli ultimi anni – con innovazioni strutturali rispetto alle antenate degli anni ’60 – hanno un esempio celebre il Palais Bulles di Pierre Cardin .
Il famoso coutrier francese , di origine italiana , lanciando il “bubble dress” ( vestiti a bolle ) nel 1954 venne proiettato nell’olimpo dell’Haute Couture parigina , dopo un lungo tirocinio nell’atelier Christian Dior .
Nello stesso periodo il visionario architetto finlandese Antti Lovag seguiva la filosofia delle “bolle “ applicandola ai moduli abitativi . Nel 1968 l’archistar progetto’ il celebre palazzo per lo stilista , che in quell’epoca era all’apice della carriera . L’intera struttura e’ stata realizzata dal ’70 al ’75 ed e’composta da un’unita’ abitativa di 10 suites , un anfiteatro da 500 posti e una sala congressi .
Questa insolita meraviglia , che al primo impatto fa inorridire i piu’ , tutt’oggi svetta sulla baia di Cannes . Una residenza apparentemente sconvolgente , in realta’ molto avvolgente grazie alle sue forme sinuose che si amalgamano alla natura . Lo sguardo si perde nei meandri .
La teoria sostenuta da molti patiti del benessere vuole che nelle bubble houses , non essendoci angoli dove l’energia possa bloccarsi , il flusso Ch’i ( fondamentale nel Feng Shui ) scorra armonicamente , rigenerando i sensi . Un concetto che vale sicuramente la pena di provare .

17 mar 2010

18 marzo Archivio Storico Comunale Catania :Percorsi di architettura nei primi anni del Novecento


Le manifestazioni in oggetto hanno lo scopo di divulgare quanto di efficace è stato fatto, attraverso la ricerca archivistica, nell’ambito della storia architettonico-urbana di Catania. Con tale finalità, sono stati coinvolti alcuni studiosi di svariate tematiche, quali rilievo e rappresentazione, storia, urbanistica, materiali e tecniche costruttive, che negli ultimi anni hanno avuto modo di svolgere ricerche e riflessioni attraverso il materiale conservato presso l’Archivio Storico Comunale di Catania.

14 mar 2010

Report della 13a tappa della mostra "Comunicare Architettua" a Ortigia (SR)

Nella cornice di Palazzo Impellizzeri nel cuore di Ortigia a Siracusa si e' conclusa la 13a tappa della mostra


dei giovani architetti catanesi "comunicare Architettura" organizzata dalla Fondazione dell'Orine degli Architetti di Catania in collaborazione con Spazi Contemporanei. Presenti l'Arch. Luigi Longhitano presidente dell'Ordine degli Architetti di Catania, l'Arch. Carlotta Reitano Presidente della Fondazione dell'Ordine, l'Arch. Fabrizio Russo, delegato dei giovani, l'Arch. Alessandro Amaro membro del comitato organizzativo. Durante il convegno di presentazione della
Mostra sono inoltre intervenuti l'Arch. Zaira Dato, l'Arch. Eugenio M. Di San Lio,
l'Arch. Fabio Ghersi e alcuni dei partecipanti tra cui l'Arch. Sebastian Carlo Greco, l'Arch. Giuseppe Scuderi, l'Arch. Sebastiano Adragna e l'Arch. Sabrina Tosto.


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26 feb 2010

DEBUTTO TRIONFALE DI MUTI AL MET DI NY , MA I MELOMANI NEWYORKESI BOCCIANO IL MINIMALISMO IN SCENA


Fischi per le scene di Herzog & Meuron, gli architetti svizzeri del «nido», il teatro olimpico di Pechino, oltrechè del negozio Prada di Tokyo , fischi per i costumi di Miuccia Prada , più da greco antico che da unno , fischi, infine, per la regia di Pierre Audi, giudicata troppo statica e minimalista (..."less is more" di Mies van der Rohe ) .
Riccardo Muti al suo debutto al Metropolitan Opera di New York con Attila , una delle sue opere verdiane preferite e tradizionalmente tra le piu' gradite dai melomani americani , il maestro napoletano, 68 anni, è stato a lungo applaudito, mentre regia, scene e costumi sono stati bocciati sia dal pubblico sia dalla critica americana .
"Eccellente l'orchestra, ma la produzione non mi convince del tutto…manca qualcosa" commenta pensoso un anziano signore newyorkese .L'effetto per molti è stato addirittura scioccante.
Forse sono ancora in molti a non essere abituati a tanta innovazione e modernità.

13 feb 2010

Petizione contro il DDL 1865 per salvaguardare l'Architettura e gli Architetti in Italia


l'Associazione Spazi Contemporanei e il Movimento Amate l'Architettura hanno presentato una petizione contro il Disegno di Legge 1865 che propone l'ampliamento delle competenze ai geometri per la progettazione architettonica, struturale ed il risanamento conservativo (restauro) per edifici fino a 5000 mc (!).

Le due associazioni hanno inoltre inviato una lettera ai Presidenti dei Consigli Nazionali degli Architetti, degli Ingegneri e dei Geometri affinchè si affronti una volta per tutte il tema della presentazione di una disegno di legge per la riforma/riordino delle professioni e per la qualità dell'Architettura.

Per firmare la petizione cliccate sul seguente link:
http://www.petizionionline.it/petizione/per-la-salvaguardia-dellarchitettura-contro-il-ddl-1865/725

leggi il disegno di legge

3 dic 2009

In Italia (ex-culla dell'architettura) l'Architetto è sempre più inutile! ...

Riportiamo di seguito per intero il post pubblicato da "amate l'architettura" il movimento per l'architettura contemporanea gemellato con la nostra associazione culturale
Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il Disegno di Legge - collegato alla finanziaria - in materia di semplificazione dei rapporti tra Pubblica Amministrazione e cittadini, ora finalmente la politica ha ribadito con chiarezza quello che gia' avevamo cominciato a capire con il codice degli Appalti: 'IL PROGETTISTA IN ITALIA NON SERVE PIU' A NIENTE'. A questo punto abbiamo il dovere, noi architetti, di far sentire la nostra voce, inondiamo di mail il Ministro Brunetta r.brunetta@governo.it L'art. 7 del DDL sostituisce l'art. 6 del Testo Unico dell'edilizia n.380 del 6/06/2001, l'argomento e' l'attivita' edilizia libera, in pratica si liberalizzano gli interventi di manutenzione straordinaria. Per intenderci, d'ora in poi, il proprietario di un appartamento potra' eseguire lavori interni di qualsiasi tipo senza rivolgersi ad un tecnico e senza fare alcuna comunicazione all'Amministrazione. La cosa che piu' sorprende e' che il comma b stabilisce che gli interventi sono liberi sempre che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, mi sembra che non faccia una piega, dato che tutti i proprietari di immobili sono laureati in scienza delle costruzioni e quindi sanno benissimo se l'intervento riguarda le parti strutturali dell'edificio. Ricordo che il 'grande' prof. Michetti diceva: 'ci sono edifici nel centro storico di Roma che stanno in piedi grazie alla carta da parati', mi sembra evidente che le problematiche di ogni edificio siano complesse e non sempre e' cosi' facile stabilire la pericolosita' di un qualsiasi intervento, anche lo spostamento di un tramezzo. Il crollo di via Jacobini a Roma qualcosa dovrebbe averci insegnato, da li e' nato il fascicolo del fabbricato che aveva un importanza fondamentale soprattutto nel conoscere e monitorare qualsiasi intervento di modifica di un edificio, si sa la fine che ha fatto l'istituzione del fascicolo, ora si vuole andare oltre liberalizzare senza alcun controllo da parte di un Amministrazione eliminando la figura del progettista e direttore dei lavori. Credo che tutto cio' sia di una gravita' inaudita, e badate bene qui non si tratta di una difesa corporativa della nostra categoria, ma di un problema di sicurezza di noi tutti. Il ministro Brunetta dove abita ? se per caso abitasse in un palazzo dove l'inquilino del piano di sotto facesse dei lavori di manutenzione straordinaria eliminando una parte strutturale, sarebbe contento il ministro di precipitare nel vuoto? Chiediamo alla politica di essere seri, ma si puo' essere seri scrivendo una legge in cui si dice che: 'l'attivita' edilizia e' libera salvo piu' restrittive disposizioni previste dalla disiplina regionale e comunque nell'osservanza delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attivita' edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 e successive modifiche'. Ma chi puo' stabilire se tutti i requisiti di cui sopra sono rispettati se non il professionista e allora perché bisogna comunicare il nome dell'impresa e non quella del tecnico? Proviamo a farci rispondere dal Ministro, per queste ragioni abbiamo scritto a Brunetta come del resto ha gia' fatto l'Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, (vedi link). A proposito ma in tutto cio' cosa fa il Consiglio Nazionale degli Architetti? Forse dorme? Pertanto invitiamo tutti a scrivere al Ministro Brunetta, facciamo sentire la nostra voce: r.brunetta@governo.it oppure su facebook lettera aperta al Ministro Brunetta Prof. Renato Brunetta Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'InnovazionePalazzo VidoniCorso V.Emanuele II 00186 Roma Gentile Ministro, Siamo seriamente preoccupati dall'art. 7 del DDL in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese …, si sostituisce l'art. 6 del Testo Unico dell'edilizia n.380 del 6/06/2001, l'argomento e' l'attivita' edilizia libera, in pratica si liberalizzano gli interventi di manutenzione straordinaria. Siamo i primi ad affermare che bisogna combattere la burocrazia nella Pubblica Amministrazione, ma la strada giusta non e' certamente quella di eliminare la certificazione del tecnico. La cosa che piu' sorprende e' che il comma b stabilisce che gli interventi sono liberi, sempre che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, ma il governo ritiene che tutti i proprietari di immobili siano in grado di stabilire se l'intervento riguarda le parti strutturali dell'edificio o meno ? Le ricordo che il noto prof. Michetti, (uno dei piu' grandi strutturisti italiani), diceva: 'ci sono edifici nel centro storico di Roma che stanno in piedi grazie alla carta da parati', mi sembra evidente che le problematiche di ogni edificio siano complesse e non sempre e' cosi' facile stabilire la pericolosita' di un qualsiasi intervento, anche lo spostamento di un tramezzo. Il crollo di via Vigna Jacobini a Roma nel 1998 causo' la morte di 27 persone, qualcosa dovrebbe averci insegnato, da li e' nato il fascicolo del fabbricato, che aveva un importanza fondamentale soprattutto nel conoscere e monitorare qualsiasi intervento di modifica di un edificio, ma la politica ha deciso che non serviva, i cittadini bisognerebbe tutelarli da vivi non piangerli da morti. Ora si vuole andare oltre, liberalizzare senza alcun controllo da parte di un Amministrazione eliminando la figura del progettista e direttore dei lavori. Credo che tutto cio' sia di una gravita' inaudita, e Le ricordo che non vogliamo fare una difesa corporativa della nostra categoria, ma esprimiamo la nostra reale preoccupazione per difendere la sicurezza di noi tutti. Chiediamo alla politica di essere seri, ma si puo' essere seri scrivendo una legge in cui si dice che:'l'attivita' edilizia e' libera salvo piu' restrittive disposizioni previste dalla disiplina regionale e comunque nell'osservanza delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attivita' edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 e successive modifiche'; chi puo', secondo Lei, stabilire se tutti i requisiti di cui sopra sono rispettati se non il professionista e allora perché bisogna comunicare il nome dell'impresa e non quella del tecnico? Certi della Sua sensibilita' per le problematiche esposte, la ringraziamo per l'attenzione e siamo in attesa di un suo cortese riscontro. Cordiali Saluti amate l'architetturaMovimento per l'architettura contemporanea

3 ott 2009

In primavera la "Festa dell'Architettura"

Festa dell’architettura. Ovvero architettura per tutti. È attesa per la prossima primavera una nuova iniziativa che punta ad avvicinare il grande pubblico a questa materia spesso appannaggio di cerchie ristrette. L’evento proverà a portare i temi dell’architettura nella città, lontano dagli spazi riservati ai cultori della materia per far capire al pubblico che questo settore è un valore della comunità, un valore identitario. In più nel programma ancora tutto da definire spazio a diversi forum dove sarà possibile ascoltare anche l’opinione dei cittadini per coinvolgerli in una grande azione corale. Diverse le location prescelte per ospitare la Festa dell’architettura: in primo luogo il Parco della Musica ma anche il MAXXI, il Macro e l’idea è di rendere partecipi anche le diverse accademie straniere presenti in città. Due le iniziative in questi giorni che rappresentano un’anteprima della festa: una no stop di interventi prevista per oggi alla Casa dell’Architettura che coinvolge personalità di diversa provenienza culturale (da Achille Bonito Oliva a Alberto Abbruzzese, Renato Nicolini, Gianni Brogna) intorno al dibattito «Rome. Nome plurale di città» e una mostra collettiva, «Cities - Places visionaires» allestita all’Auditorium fino al 10 ottobre. Questa esposizione, che raccoglie importanti nomi della fotografia, affronta il tema dell’architettura attraverso un viaggio nella contemplazione e nell’esplorazione urbana. In più la mostra, gli scatti di Marco Zanta , Gabriele Basilico, Michael Wolf e Peter Schloer.
fonte: Il Giornale

28 ago 2009

ARCHITETTURA & DESIGN IN NEW YORK


New York e' di per se' il simbolo di una metropoli . All'inizio del xx sec. sono sorti i primi grattacieli , che sono poi diventati un simbolo della citta', come quello della Woolworth e soprattutto in seguito l'Empire State Building. Cattive lingue sostengono tra l'altro che questa citta' piena di vita, a partire dagli anni '50 avrebbe continuato a vivere della sua eredita' culturale e architettonica , come ad esempio il Seagram Building, costruito su progetto dell'architetto Mies van der Rohe , o anche il quartier generale dell'ONU e che da allora siano stati portati a termine ben pochi progetti innovativi, futuristici e coraggiosi. Nel Maggio del 2002 i lavori di eliminazione delle macerie a Ground Zero sono terminati e la citta' ha nuovamente iniziato a guardare al futuro con un gran numero di progetti innovativi come l'ampliamento del MoMA.
Cio' e' deducibile anche da un' osservazione piu' attenta dell'ambiente del design di New York , che e' caratterizzato dalla sovrapposizione di diversi ambienti creativi come l'architettura d'interno , il design di produzione, la moda , l'architettura, il cinema e la grafica.
I nuovi designer non sono semplicemente creatori , ma si occupano anche della produzione .Grazie all'informatica , essi sono in grado di controllare il processo di produzione dalla loro scrivania fino al prodotto finito e sono quindi indipendenti e aperti a nuove esperienze . Una testimonianza di tutto cio' la possiamo trovare per l'Architettura in giovani o consolidate realta' :Steven Holl Architects ,Polshek Partnership Architects ,Taniguchi and Associates ,1100 Architect , FXFOWLE Architects , Archi-Tectonics, Richard Meier & Partners Architects , LOT-EK ,SOM-Skidmore ,Owings & Merril , Rafael Vinoly Architects . O nel Product Design :Karim Rashid ,Third Eye Studios , Kabalab ,Brave Space , David Weeks Studio , 54Dean , StudioDror ,Iglooplay by Lisa Albin Design ,dform, 521 Design , Designfenzider Studio ,ducduc, Zia-Priven Design , J Schatz ,hivemindesign, jGoodDesign . Per l'Interior Design , Hariri & Hariri Architecture , Roy Design, Marcel Wanders Studio ,Lewis.Tsurumaki.Lewis ,Lynch/Eisinger/Design ,konyk ,Workhop For Architecture , Shop Architects ,Leven Betts Studio ,bonetti kozerski studio , Desai/Chia Architecture , nARCHITECTS , EOA-Elmslie Osler Architect , tang kawasaki studio , Messana O'Rorke Architects , AvroKO

20 ago 2009

Il nuovo modello abitativo "sostenibile" di RMJM : MiLoft


Alla fiera internazionale del Real Estate , MIPIM 2009, svoltasi a Cannes a marzo , e' stato presentato MiLoft ,il progetto presentato dallo studio britannico RMJM : un loft senza riscaldamento artificiale, in grado di conservare il calore delle persone che vi abitano.
Il progetto nasce con l’obiettivo di realizzare appartamenti che risultino economicamente accessibili per famiglie con difficoltà economiche, che non possono permettersi costosi attici in città, con potenziali positivi ritorni anche per i developer immobiliari che si fanno promotori dell’intervento.Al fine di ridurre consumi e relativi costi energetici, il progetto prevede l’utilizzo di tecnologie a zero emissioni e materiali sostenibili.
La tecnologia “Mechanical Ventilation Heat Recovery” (MVHR) – impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore – consente di immagazzinare e riutilizzare il calore generato all’interno della casa (prodotto dalle persone o dagli elettrodomestici) mantenendo la temperatura costante.
Analogamente, durante i mesi estivi, gli open space a doppia altezza di MiLoft potranno contare sulla ventilazione naturale, riducendo notevolmente l’utilizzo di condizionatori per il raffrescamento dell’aria.
Sul tetto è previsto un sistema di raccolta di acqua piovana riutilizzata per gli impianti idrico-sanitari.
A basso costo e a basso consumo energetico, le unità residenziali MiLoft sono disponibili in differenti dimensioni, da una a quattro camere da letto, nonché componibili in un’ampia varietà di configurazioni che consentono di creare blocchi residenziali di sei piani. Tecnologia da cui risulta anche un basso costo di realizzazione.

1 ago 2009

Un libro sotto l'ombrellone:Fuksas "Caos sublime".


Caos Sublime, titolo-manifesto ripreso dall’omonimo libro del 2001, per Massimiliano Fuksas incarna lo spirito e la poetica dell’architettura e del mondo moderno. Fuksas analizza questi temi dal punto di vista del mestiere quotidiano dell’architetto e allarga la prospettiva.Un librointervista col grande architetto urbanista che si racconta con il giornalista-amico Paolo Conti.
L’architettura è la forma espressiva e artistica più legata alla vita degli uomini e sempre più coinvolta nei grandi temi di discussione globali. Le città che crescono a dismisura in pochi anni, la scomparsa delle campagne, le periferie e gli insediamenti intensivi, l’abusivismo, i musei che rispondono all’esigenza di cultura di massa, si moltiplicano e rischiano di diventare in futuro aree industriali dismesse, i centri storici che si trasformano in shopping center, il problema della nuova committenza, sono solo alcuni dei temi che Massimiliano Fuksas affronta e che mette in rapporto con il mestiere quotidiano dell’architetto.
In un futuro che vedrà sempre più lo sviluppo delle megalopoli e della multiculturalità l'importante è ora «verticalizzare le strutture edilizie e fornire
all'utente un'abitazione con grandi spazi, finiture semplici e una
buon paesaggio». Basta insomma con le soluzioni tipo Zen di Palermo
o il Corviale di Roma, architetture «militaresche e che diventano luogo di ghettizzazione». Ma no anche alle piccole soluzioni, come le città giardino nei pressi delle città che provocano, spiega Fuksas «solo un grande disagio perchè mentre l'orario di lavoro diminuisce aumenta invece quello degli spostamenti.
Così capita che, per raggiungere la propria casa ai margini della metropoli, bisogna fare ore di fila in auto».
Bisogna dunque «trovare soluzioni per lo sviluppo di una metropoli di grande densità e che si deve sviluppare in altezza dove puoi avere cinema, parcheggi, il tutto per una società più complessa con un'identità fatta dalla non identità». Per la città del futuro, continua: «bisogna considerare la diminuzione degli
spostamenti anche con l'utilizzo della tecnologia virtuale. Insomma tenere conto della poetica dell'alta densità anche prevedendo grandi spazi verdi, addirittura boschi con migliaia di alberi ricavati da aree urbane recuperate al verde».
Sogna di utilizzare materiali sempre più «acquosi e trasparenti».
Ad esempio, dice, «con l'utilizzo di materiali come i cristalli liquidi l'architettura potrà dare anche informazioni, un po’ come nel film Blade runner». Tra i suoi amori la filosofia Zen con la sua visione della creatività come fatto istantaneo: «è importante la freschezza delle idee, di creare sul momento.
Abbiamo troppo mitizzato l'aspetto delle tecnica, ma il punto di arrivo per me resta sempre quello di dare emozioni, poesia».

-Caos sublime. Note sulla città e taccuini di architettura
Autori:Massimiliano Fuksas,Paolo Conti
2009 Rizzoli



7 giu 2009

MANIFESTO DELLA CITTA’ DEL FUTURO : CULTURA , COMUNICAZIONE , COOPERAZIONE


Maurizio Carta , ordinario di urbanistica presso la facolta’ di Architettura di Palermo e il suo gruppo di lavoro , nel libro “Creative City”(ed.List-2007), attraverso uno studio di best practices di creativita’per il cambiamento della citta’ contemporanea attuate ad Amsterdam , Barcelona , Bilbao, Bordeaux , Genova , Hamburg , Lyon , Lisboa , Marseille , Newcastle , Palermo , Rotterdam e Valencia , propongono un modello per una nuova cultura urbana : la “CITTA’ CREATIVA”.
Nel 2007 , per la prima volta nella storia , piu’ della meta’ della popolazione mondiale vive nelle citta’, che per il XXI sec.saranno quindi le protagoniste dello sviluppo delle nazioni .
Megalopoli , metropoli , micropoli , piccole capitali , saranno in competizione attraverso la produzione e la valorizzazione della propria identita’ culturale sia essa consolidata sia essa in evoluzione . I fattori complessivi – afferma Carta- delle citta’ creative si possono riassumere in tre “C” : CULTURA ,COMUNICAZIONE , COOPERAZIONE .
Cultura intesa come identita’ culturale , la sua diversita’prodotta dalla storia .
Comunicazione intesa come capacita’ di informare e coinvolgere gli abitanti e i molteplici utilizzatori e con l’utilizzo delle nuove tecnologie ridurre i fattori di congestione e degrado. Cooperazione intesa come accettazione esplicita delle differenze , esaltate anzi come valori da connettere verso obiettivi e risultati comuni .Tutti e tre i fattori tesi verso una forte tensione progettuale .
Dunque un manifesto contro le megalopoli omologate , che vede protagonista di una visione alternativa i piccoli centri urbani , definiti “ piccole capitali creative” .
Le citta’ che investono in ricerca , innovazione , cultura e cretivita’sono quelle all’avanguardia in Europa , dove si vive meglio , dove la cultura , l’arte , l’architettura e l’urbanistica hanno un ruolo determinante .

29 mag 2009

BENI CULTURALI :istituito l'Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio


Il Sottosegretario per i Beni e le Attività culturali, on. le Francesco Giro su delega del Ministro Sandro Bondi e alla presenza del Direttore Generale della per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanea arch. Francesco Prosperetti , ha istituito l’osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio previsto dal codice dei Beni Culturali.
L’Osservatorio promuoverà studi e analisi per la formulazione di proposte idonee alla definizione delle politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio italiano. Tra le sue funzioni avrà anche quella di proporre le linee guida per la redazione dei progetti di qualità architettonica incidenti sui beni paesaggistici e le modalità di identificazione dei paesaggi a rischio. Ancora tra i compiti assegnati all’Osservatorio vi saranno quelli di proporre l’adozione di parametri e obiettivi di qualità paesaggistica e gli orientamenti per le politiche di restauro, ripristino e riqualificazione paesaggistica di beni e aree degradate. Infine elaborerà ogni due anni un rapporto sullo stato delle politiche per il paesaggio.
Oltre al Ministro e al Direttore Generale fanno parte dell’Osservatorio un direttore regionale del Ministero, i dirigenti del servizio II e III della direzione della Parc, tre rappresentanti degli enti territoriali designati dalla Conferenza unificata, tre rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale individuate dal Ministro, più un esponente del Consiglio Nazionale degli Architetti e quattro esperti in materia di paesaggio di elevata professionalità, sempre individuati dal Ministro.
fonte:http://www.beniculturali.it/