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18 lug 2010

INTERSECTIONS



“DALLA METRO ALLA METROPOLI”, SETTE OCCASIONI PER “RICUCIRE” CATANIA

Domande di iscrizione entro giovedì 22 luglio 2010
aperte a professionisti e studenti d’Europa
.

CATANIA – La metropolitana di Catania sarà il tema principale di un workshop di progettazione architettonica aperto a tutti gli studenti, i laureati e i dottorandi delle Facoltà di Architettura e Ingegneria dei paesi membri dell’Unione Europea, agli studenti delle Accademie di Belle Arti, delle Scuole di Specializzazione e dei Master delle discipline di architettura del paesaggio e arte dei giardini.
Un’iniziativa – organizzata dalla Fondazione dell'Ordine degli Architetti della provincia di Catania, in collaborazione con la Ferrovia CircumEtnea (Fce)-Metropolitana Catania – intitolata “Intersections” perché tratterà il tema dei collegamenti, delle “intersezioni” appunto, tra la rete della mobilità metropolitana e il tessuto urbano etneo.
Il laboratorio si svolgerà a Palazzo Platamone dal 5 all’11 settembre 2010, mentre i termini per partecipare scadranno giovedì 22 luglio.
Oggetto di studio saranno le aree urbane che gravitano attorno a sette stazioni della tratta nord della ferrovia sotterranea catanese (Borgo, Milo, Cibali, San Nullo, Nesima, Fontana e Monte Po): la linea metropolitana appare, infatti, capace di riorganizzare e strutturare le diverse parti della città, ripristinando e ricucendo relazioni precedentemente interrotte e collegando tre mondi differenti: città storica, città diffusa e metropoli etnea.
«Intersections – afferma la presidente della Fondazione Carlotta Reitano – è la manifestazione d’esordio del Laboratorio Permanente sul Territorio – istituito dalla Fondazione – chiamato “Catania Urbs Clarissima”, appellativo citato in una stampa prospettica del ‘500. La finalità del Laboratorio è la promozione e diffusione dei valori dell'architettura e del patrimonio contemporaneo, nell'ottica della costruzione di una piattaforma di saperi per lo sviluppo di un progetto di alto profilo sulla città, condiviso da istituzioni e cittadini, imprenditori e progettisti.
L’iniziativa vanta la partnership del Comune di Catania e il patrocinio della Facoltà di Architettura e del Dipartimento di Architettura e Urbanistica (Dau) dell’Università etnea, dell’Ordine e della Fondazione degli Ingegneri della provincia di Catania, dell’istituto Inarch Sicilia.

Il bando di selezione, la domanda di partecipazione e ulteriori informazioni sono disponibili nel sito web www.intersectionsworkshop.com

Tratto da: i-Press



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11 mag 2010

Report Convegno PIANO CASA a Massannunziata

Il Convegno organizzato dal Lions Mascalucia e dall'Associazione Culturale Spazi Contemporanei ha dato vita ad un ampio confronto tra professionisti, enti pubblici e giovani architetti e ingegneri presenti nella sala della delegazione comunale di Mascalucia a Massannunziata lo scorso 23 Aprile. Gli interventi sono stati tutti corredati da slide show con immagini, testi e video a dimostrazione del fatto che i relatori ci tenevano ad essere il più chiari possibile su un argomento di così complessa realizzazione nei nostri centri urbani. Si è evidenziato il fatto che molte saranno le richieste da parte dei privati, che ne hanno le possibilità economiche, di realizzare degli aumenti di superfici ma la nota dolente ovviamente sono tutti i vincoli a cui il nostro territorio è sottoposto e coi quali ogni professionista deve far i conti prima di delegare agli enti le autorizzazioni.
Erano presenti in sala anche non addetti ai lavori che hanno avuto modo di potere colloquiare con i tecnici a fine Convegno.

E' stata inoltre inaugurata la Mostra Itinerante di Giovani Architetture Catanesi organizzata dalla Fondazione dell'Ordine degli Architetti P.P.C. di Catania e dall'Ass.Cult. Spazi Contemporanei.




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4 mag 2010

Workshop "Restauro e conservazione attiva del giardino storico mediterraneo"



Museo della Ville Storiche di Caltagirone (CT), Villa Patti, dal 26 al 30 maggio 2010 nell’ambito della manifestazione “In Giardino”- esposizione di piante mediterranee e arredo per il giardino.

Il workshop, patrocinato dal Comune di Caltagirone, dall’Ordine dei dottori agronomi e forestali della Provincia di Catania, dalla sezione siciliana dell'AIAPP e dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Catania, si rivolge a 35 fra studenti, laureati, dottorandi in architettura, architettura del paesaggio, ingegneria e agraria, professionisti, tecnici delle amministrazioni, personale dei parchi e studi di progettazione ambientale.
Il workshop si propone di recuperare il patrimonio dei giardini storici e di ripensarne l’utilizzo per la fruizione contemporanea.
Per ulteriori informazioni, consultare il sito: www.ingiardino.org


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6 mar 2010

Grande successo della mostra di architettura finlandese inaugurata ieri dalla fondazione dell'Ordine degli architetti di Catania

Si e' registrato un vero e proprio pienone al palazzo della cultura di Catania dove si e' inaugurata la mostra di architettura contemporanea finlandese organizzata dalla fondazione dell'Ordine degli Architetti di Catania. Presenti, tra gli altri il Presidente dell'Ordine Arch. L. Longhitano, il Pres. della Fondazione Arch. C. Reitano e del Sindaco. Il comitato organizzativo, rappresentato dall'architetto
M. Marchese e costituito dagli Archh. M. Zappala', A. Longhitano e A. Amaro, si e' dichiarato molto soddisfatto e si augura che l'affluenza possa mantenersi cosi' massiccia anche nei prosimi giorni di visita fino alla conclusione che avverra' giorno 20 marzo. Di forte impatto l'elevata qualità sia dei progetti che dell'allestimento. Ci auguriamo che cio' possa contribuire a promuovere tra la gente comune l'idea che l'architetura puo' davvero sia qualificare il territorio e la societa' che contribuire a migliorare la qualita' della vita.








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27 feb 2010

Restyling contemporaneo per La Rinascente a Palermo

Nuovo store laRinascente a Palermo nella centralissima Piazza San Domenico.
E’ ipercontemporaneo, lo firmano 4 architetti. Di Flavio Albanese esterni, piano terra e ultimo piano con ristoranti e terrazze. Di Vincent Van Duysen il reparto donna, di Cibic & Partners il piano casa e bambino, di Dordoni lo spazio uomo. 5000 mq su 5 piani in mostra dal 25 febbraio. Moda, design e benessere: tra i brand del Made in Italy e gli internazionali la selezione è curatissima. L’edificio, inedito per il capoluogo siciliano, è un’architettura all’avanguardia vestita di vetri opalini e retroilluminata da Led.


tratto da AT Casa ". testi di Di Mara Bottini Case da Abitare

11 feb 2010

Film su Frank Gehry il 12 febbraio al Museo Hofmann


Giorno 12 febbraio presso il Museo Fornace Hofmann in Via Stazione Isolamento (Caltagirone), verrà proiettato un film/documentario sull'Architetto Frank Gehry. La partecipazione è aperta a tutti con un piccolo contributo/aperitivo di 3€.

21 mag 2009

11x11 - Decima Intervista: SEBASTIANO AMORE

Nato a Catania il 16 Settembre 1980, ha studiato ingegneria e architettura presso l’Università degli studi di Catania, laureandosi con il massimo dei voti. Ha svolto, contemporaneamente agli studi, attività di collaborazione didattica presso i corsi di composizione architettonica e si è occupato di docenza a seminari di informatica grafica. Dodici le partecipazioni a concorsi progettuali nelle quali si è sempre classificato nelle prime tre posizioni e da cui sono seguite realizzazioni e riconoscimenti. Nel 2006 ha collaborato con l’architetto francese Andrè Thomas Balla per il concorso “Due progetti per S.Cristoforo Sud”, Catania, classificandosi primo; ha fondato nel 2007 un piccolo studio progettuale a Catania ed ha all’attivo un progetto per residenze di lusso sul Lago di Garda e una riconversione di container prefabbricati in abitazioni unifamiliari al centro di Catania. Ha esposto presso i saloni della Triennale di Architettura di Milano, al Salone del Mobile di Milano e al centro culture contemporanee Zo, Catania. Attualmente collabora con l’agenzia di architettura 5+1AA, occupandosi di un piano di recupero su Piacenza e di Alfa city, museo Alfa Romeo.

Per leggere l'intervista clicca sul Titolo

INTERVISTA

1- Spesso si fa una gran confusione nel definire il lasso di tempo che racchiude le opere di architettura “contemporanea”. La Storia contemporanea è il periodo storico che parte dal Congresso di Vienna ad oggi (193 anni). L’Arte contemporanea si riferisce all’arte creata nel presente ed include generalmente tutta l’arte creata dalla fine degli anni sessanta del XX secolo fino ai giorni nostri (circa 40 anni). La Musica contemporanea è quella composta nel XX e nel XXI secolo. Il Teatro contemporaneo è quello che si è sviluppato in un periodo compreso tra gli inizi del Novecento e i giorni nostri (circa 30 anni). Qual è, a tuo parere, l’intervallo temporale corretto che definisce l’architettura contemporanea?

30 anni, cioè il tempo medio di invecchiamento di un’architettura “contemporanea”.

2- Per una buona riuscita di opera ci vuole un buon architetto, un committente illuminato e una buona impresa. Per l’esperienza che tu hai potuto maturare all’estero, puoi indicare che peso hanno questi 3 fattori nella realizzazione di un’opera?

In una Architettura che si esprime come un alternarsi di azioni e reazioni, essere un buon architetto significa far avvicinare il committente alla qualità architettonica oggettiva, questo porta a coinvolgerlo e allo stesso tempo “interpretare” le sue esigenze, dialogo, non dobbiamo mai accettare qualcosa in cui non crediamo e che riteniamo ingiusto, ma spesso il lavoro viene prima di qualunque forma di orgoglio. Il cantiere, se vissuto, diventa secondario.

3- Riguardo l’architettura contemporanea, l’Italia negli ultimi anni sta tentando di recuperare il grosso divario con gli altri stati europei e lo sta facendo lentamente. Una importante tappa a livello nazionale è stata l’avvio del P.A.R.C. “Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, della qualità del progetto e dell’opera architettonica e urbanistica”. La Sicilia ha recepito le direttive ministeriali con l’istituzione del D.A.R.C. Sicilia e ad oggi l’attività del Dipartimento per l’Architettura e l’Arte Contemporanea rappresenta un punto di riferimento per tutti i professionisti e gli enti che operano nel settore avendo già all’attivo il patrocinio di ben 12 concorsi internazionali entro il 2009. Qual è il tuo parere sull’attività del D.A.R.C. e sui possibili cambiamenti e i contributi che la sua istituzione potrà apportare nella cultura isolana riguardo l’architettura contemporanea?

Ritengo che l’attenzione ai giovani architetti, di cui si fa forte riferimento, sia un motore che finalmente spingerà verso grossi cambiamenti il nostro paese.

4- Qual’è l’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nel tuo modo di progettare?

Tutti i capitoli della mia vita professionale sono stati influenzati da personalità. L’incontro con l’architetto francese André Thomas Balla, al corso di composizione architettonica, è sicuramente il momento di maggiore avvicinamento al “fare” architettura, in cui per la prima volta ho preso coscienza delle mie idee.

5- Quali sono gli aspetti che ritieni i più positivi ed i più negativi dell’architettura contemporanea?

La capacità di emozionare atemporalmente con piccoli gesti, minimali linee, accenni incompiuti, forti contrasti, trasparenze e finte leggerezze è l’aspetto positivo che l’architettura contemporanea trasmette. Di contro, un ingenuo progettista, potrebbe rendere superflui questi ingredienti, dunque ne concludo che l’architettura contemporanea è un gioco molto arduo e complesso di fascino e unicità.

6- L’architettura, al di là delle componenti artistiche, filosofiche e culturali, è anche un servizio professionale che viene reso ad un committente pubblico o privato in regime di mercato a seconda della “domanda” e dell’ ”offerta” del servizio stesso. Ritieni che la scarsa diffusione della cultura architettonica contemporanea in Sicilia e in altre parti d’Europa sia causata dalla mancanza di una “domanda consapevole” circa i necessari requisiti di contemporaneità di un’opera nuova?

Penso che la domanda dovrebbe essere posta in modo differente: perchè dovrebbe nascere una domanda consapevole se il panorama architettonico è quasi totalmente caratterizzato da una “architettura siciliana”? Penso sia solo questione di tempo e la cultura architettonica invaderà la Sicilia. Negli ultimi anni, dalla mia piccola esperienza, vedo una ricerca, con economicità, di timida contemporaneità ostacolata da regolamenti obsoleti. Io inizierei a sensibilizzare le amministrazioni comunali. La voglia esiste, occorre solo, sensibilizzare in materia di architettura, trasmettere alla “maggioranza” che quello che può essere costruito non è solo quello che “esiste” già.

7- Conoscendo la realtà siciliana ed in particolare di una delle città che conosci meglio, quale opera di architettura potrebbe risultare fondamentale per lo sviluppo del territorio?

Catania è ricca di luoghi ad “alto potenziale architettonico”, con sincerità penso che l’infrastruttura portuale sia una miniera d’oro inesplorata, ma ciò che più porterebbe allo sviluppo del territorio è la nascita di un campus universitario come luogo di vita, una città nella città, che completi l’università catanese e riesca a potenziare le innumerevoli infrastrutture a essa correlate.

8- Qual’è la principale differenza nell’organizzazione del lavoro all’interno dello studio professionale in cui operi rispetto a quella che si ha in Sicilia? (se l’intervistato opera all’estero)

Lo studio in cui opero è di media grandezza, tale da non essere settorializzato, ognuno si occupa e segue più passi dello stesso progetto e spesso più progetti contemporaneamente. Dove la ricerca progettuale si svolge sulla sottile linea di confine che separa e unisce il pubblico con il privato.
In Sicilia esistono studi così, ma a mio parere sono manchevoli di un ingrediente fondamentale.

9- Nella realizzazione di un’opera, grande importanza viene data all’effettiva esecutività del progetto; ritieni che l’Italia e la Sicilia in particolare siano ancora indietro rispetto agli standard qualitativi europei riguardo la qualità media dei progetti?

L'arretratezza delle nostre realtà purtroppo è innegabile. I fattori che ne determinano la causa credo siano molteplici: dalle amministrazioni locali, alle limitate conoscenze architettoniche dei committenti e spesso dei progettisti, all'irreperibilità o l'elevato costo dei materiali più innovativi, fino alle maestranze locali abituate ad operare sempre con le stesse tecniche.
In Sicilia la maggior parte delle volte ai protagonisti che operano nella progettazione e realizzazione di un'opera manca l'entusiasmo e il coraggio di "osare"; ma anche quando tale coraggio c'è, si troverebbe a scontrarsi non solo con un contesto architettonicamente molto radicato, ma anche, in casi frequenti, con committenti di ristrette vedute, regolamenti edilizi obsoleti, maestranze locali inesperte a "nuovi" modelli costruttivi (già radicati nel resto d'Europa) e vedrebbe elevare i costi di realizzazione a causa di materiali poco utilizzati e spesso irreperibili nel territorio.

10- L’avvento di internet ha reso di facile visione e diffusione le immagini dei progetti e delle opere costruite. Ritieni che il fascino e la seduzione visiva delle rappresentazioni grafiche ottenute con l’uso degli strumenti di visualizzazione digitale abbia in qualche modo condizionato i criteri progettuali e le tendenze compositive?

No, si fa e si pensa architettura sempre allo stesso modo, con la testa, con la differenza che la seduzione delle immagini spesso non corrisponde con la realizzazione. Questo porta ad una gara “fumosa” fra chi realizza immagini belle e spettacolari, discostandosi dall’essenza dell’opera architettonica.

11- Si ritiene che lo strumento del concorso di idee sia utile per la diffusione del principio di qualità e di trasparenza di un opera architettonica pubblica. Sei d’accordo con questa affermazione e ritieni che il livello di equità di giudizio offerto dalle commissioni giudicatrici sia mediamente accettabile?

Non posso che approvare l’affermazione, il concorso di idee è stato per me una miniera di soddisfazioni. In architettura si rincorre la funzionalità, il concorso è in assoluto il metodo più funzionale basato sulla competizione.

11x11 - Nona Intervista: LUCIA GIULIANO


Lucia Giuliano (Catania, 1972) si laurea presso la Facoltá di Architettura di Palermo nel 1999 discutendo la tesi “Residui di Cittá”, racconto e descrizione dei luoghi subalterni della cittá contemporanea. Dopo il master “Historia, arquitectura, arte y ciudad” svolto nel 2002 presso la Univesitat Politécnica de Catalunya di Barcelona, frequenta presso il dipartimento di Proyectos Arquitectónicos della stessa universitá il corso di dottorato di ricerca. Dal 2000 collabora stabilmente con lo studio Arata Isozaki y Asociados di Barcelona, lavorando ad alcuni dei progetti che l’architetto giapponese ha realizzato in Spagna, tra cui il complesso di residenze Isozaki Atea di Bilbao, l’edifico per uffici Distrito 38 a Barcelona in collaborazione con lo studio ForeignOffice Architects di Londra, il progetto di interni della decima pianta dell’Hotel Puerta America di Madrid,il complesso di 154 abitazioni pubbliche, promosso dal Comune di Madrid nel quartiere di Carabanchel, ed altri.
Insieme a Luca Bullaro e Chiara Rizzica nel 2001 vince il primo premio del concorso Misterbianco Città Possibile bandito dal comune di Misterbianco (Catania) e nel 2005 è ammessa alla seconda fase del concorso “5 Piazze Botaniche” bandito dal Comune di Catania e da In/Arch Sicilia.

Per leggere l'intervista clicca sul Titolo

Il link dell'Evento: 11x11

INTERVISTA

1. Spesso si fa una gran confusione nel definire il lasso di tempo che racchiude le opere di architettura “contemporanea”. La Storia contemporanea è il periodo storico che parte dal Congresso di Vienna ad oggi (193 anni). L’Arte contemporanea si riferisce all’arte creata nel presente ed include generalmente tutta l’arte creata dalla fine degli anni sessanta del XX secolo fino ai giorni nostri (circa 40 anni). La Musica contemporanea è quella composta nel XX e nel XXI secolo. Il Teatro contemporaneo è quello che si è sviluppato in un periodo compreso tra gli inizi del Novecento e i giorni nostri (circa 30 anni). Qual è, a tuo parere, l’intervallo temporale corretto che definisce l’architettura contemporanea?

Contemporaneo Qualche mese fa la facciata dell’Altes Museum di Shinckel a Berlino era dominata da un grande neon dell’artista Maurizio Nannucci che recitava a grandi lettere “All Art has been contemporary”.
L’architettura, come l’arte, é sempre espressione del proprio tempo e sempre rappresenta la contemporaneitá della societá che la produce.
L’architettura contemporanea di oggi é l’architettura che esprime il momento storico che stiamo vivendo.

2. Per una buona riuscita di opera ci vuole un buon architetto, un committente illuminato e una buona impresa. Per l’esperienza che tu hai potuto maturare all’estero, puoi indicare che peso hanno questi 3 fattori nella realizzazione di un’opera?

L’ideale é la coestistenza delle tre cose. Ognuna, infatti, puó avere un peso determinante sulla riuscita di un opera. Un bravo architetto puó comunque (o deve) sempre correggere il tiro di un cattivo cliente e di una cattiva impresa.

3. Riguardo l’architettura contemporanea, l’Italia negli ultimi anni sta tentando di recuperare il grosso divario con gli altri stati europei e lo sta facendo lentamente. Una importante tappa a livello nazionale è stata l’avvio del P.A.R.C. “Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, della qualità del progetto e dell’opera architettonica e urbanistica”. La Sicilia ha recepito le direttive ministeriali con l’istituzione del D.A.R.C. Sicilia e ad oggi l’attività del Dipartimento per l’Architettura e l’Arte Contemporanea rappresenta un punto di riferimento per tutti i professionisti e gli enti che operano nel settore avendo già all’attivo il patrocinio di ben 12 concorsi internazionali entro il 2009. Qual è il tuo parere sull’attività del D.A.R.C. e sui possibili cambiamenti e i contributi che la sua istituzione potrà apportare nella cultura isolana riguardo l’architettura contemporanea?

Mi sembra fondamentale che istituzioni come il D.A.R.C. promuovano e sostengano l’architettura contemporanea in Sicilia. Quello che bisogna evitare peró é rimanere chiusi nella nicchia degli architetti. L’architettura contemporanea all’estero funziona perché é voluta dalle amministrazioni e dalla gente comune. Senza questo gli architetti sono soli.

4. Qual’è l’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nel tuo modo di progettare?

Piú che un’esperienza in concreto é l’approccio al progetto, il processo e il modo in cui una squadra di persone é capace di portare avanti un’idea edi costruirla.

5. Quali sono gli aspetti che ritieni i più positivi ed i più negativi dell’architettura contemporanea?

Il piú positivo, l’infinita libertá di mezzi e tacnologie che ha a disposizione. Il piú negativo, l’infinita libertá di mezzi e tacnologie che ha a disposizione.

6. L’architettura, al di là delle componenti artistiche, filosofiche e culturali, è anche un servizio professionale che viene reso ad un committente pubblico o privato in regime di mercato a seconda della “domanda” e dell’ ”offerta” del servizio stesso. Ritieni che la scarsa diffusione della cultura architettonica contemporanea in Sicilia e in altre parti d’Europa sia causata dalla mancanza di una “domanda consapevole” circa i necessari requisiti di contemporaneità di un’opera nuova?

Mi sembra che quello che manchi sia proprio la consapevolezza della necessitá di spazi e luoghi contemporanei che accolgano le funzioni delle nostre cittá, che migliorino i servizi, la qualitá dello spazio urbano, delle infrastrutture.

7. Conoscendo la realtà siciliana ed in particolare di una delle città che conosci meglio, quale opera di architettura potrebbe risultare fondamentale per lo sviluppo del territorio?

Purtroppo non credo che una sola opera di architettura possa cambiare le nostre cittá; non basterebbe un Guggenheim come a Bilbao per trasformare la situazione di decadenza del nostro territorio. Io comincerei piuttosto dallo spazio pubblico, da microprogetti urbani disseminati nelle cittá, azioni di agopuntura su un territorio malato.

8. Qual’è la principale differenza nell’organizzazione del lavoro all’interno dello studio professionale in cui operi rispetto a quella che si ha in Sicilia? (se l’intervistato opera all’estero)

Conosco poco l’organizzazione di uno studio professionale in Sicilia. Lo studio in cui lavoro a Barcellona fa parte di una rete píu grande di studi sparsi nelle cittá in cui Isozaki ha progetti e cantieri (Milano, Shangai e Tokyo). A Barcellona ci occupiamo solo dei progetti locali, ma siamo parte di una trama piú grande e questo garantisce il confronto continuo con quello che si fa altrove

9. Nella realizzazione di un’opera, grande importanza viene data all’effettiva esecutività del progetto; ritieni che l’Italia e la Sicilia in particolare siano ancora indietro rispetto agli standard qualitativi europei riguardo la qualità media dei progetti?

Da quello che vedo siamo indietro

10. L’avvento di internet ha reso di facile visione e diffusione le immagini dei progetti e delle opere costruite. Ritieni che il fascino e la seduzione visiva delle rappresentazioni grafiche ottenute con l’uso degli strumenti di visualizzazione digitale abbia in qualche modo condizionato i criteri progettuali e le tendenze compositive?

Farei una distinzione importante tra le immagini e le rappresentazioni grafiche digitali e l’uso della tecnologia avanzata nella progettazione. Le immagini sono solo un mezzo di visualizzazione e diffusione, ma una bella immagine non fa il progetto.
Quello che é interessante oggi della tecnologia del computer é il livello di controllo e di manipolazione dello spazio a cui si puó arrivare. L’immagine non é, e non deve essere, il risultato. Anche se spesso é quello di cui ci si preoccupadi piú.

11. Si ritiene che lo strumento del concorso di idee sia utile per la diffusione del principio di qualità e di trasparenza di un opera architettonica pubblica. Sei d’accordo con questa affermazione e ritieni che il livello di equità di giudizio offerto dalle commissioni giudicatrici sia mediamente accettabile?

I concorsi sono utili quando le opere si realizzano.Ho visto troppi concorsi fatti in Italia che lasciano solo tracce di giurie e vincitori ma non costruiscono edifici. Isozaki ha vinto 10 anni fa il concorso per la nuova entrata degli Uffizi a Firenze. Ancora non é cominciato il cantiere. E forse non comincerá mai.
Se servono a costruire sul serio, i concorsi possono comunque essere un ottimo strumento per garantire la qualitá dell’architettura.

28 apr 2009

Studio HMA - Residenze contemporanee in Nuova Zelanda














Dopo il post su Melbourne (Australia), eccone uno sulle residenze contemporanee in Nuova Zelanda. Ha colpito la nostra atternzione uno studio di architettura nato dall'impegno di Max Herriot and John Melhuish che, dopo appena 10 anni di attività professionale, hanno aperto tre sedi dello studio e vantano una produzione di una indiscutibile qualità. Lo studio HMA (Herriot Melhuish Architectue) ha all'attivo diverse residenze tra le quali ne abbiamo selezionato alcune che a nostro parere dimostrano una straordinaria coerenza di approccio progettuale. Legno, volumi puri, grande pulizia
Attenzione, non parliamo di Archistar, nè tantomeno di progetti di estrema sperimentazione (come la Letter Box di Melbourne); è solo un semplice esempio di come in Nuova Zelanda due semplici architetti progettano case normali, per gente normale.

















16 apr 2009

Solinas Verd Arquitectos: ecco i giovani architetti italo-spagnoli che vincono tutto !















Esattamente un anno fa ArchitetturaCatania pubblicava un post su questi due giovanissimi architetti, ricordate? Si diceva che non erano ancora molto noti ma stavano per diventare delle star. per leggere il resto del post clicca su "Read More"


Ebbene, lo studio Solinas Verd Arquitectos ha ormai ultimato diverse realizzazioni di progetti vincitori di vari concorsi vinti tra il 2003 ed il 2008 (tra cui le residenze sociali di Iznájar, Córdoba). Inoltre negli ultimi mesi ha vinto l'ArchiBau Award 2008 a Monaco di Baviera con ben due progetti:

  • CATEGORIA "FACADES" - Primo Premio: Teatro di Vicar, Almeria (Spagna); Costruito nel cuore di un insieme urbano, l’edificio complesso è animato da una facciata impressionante creata attraverso lastre di rame di vari colori. “Questo progetto dimostra molta sensibilità attraverso il trattamento e la disposizione dei volumi, il gioco dei vuoti e della luce, l’utilizzo dello stesso materiale lavorato in maniera verticale ed orizzontale, la delicatezza dei colori in movimento che danno alla facciata luminosità e profondità e non per ultimo l’opera del parasole articolato », sono le conclusioni della giuria.
  • Categoria "GREEN BUILDING" - Premio del pubblico: Alloggi popolari, Umbrete (Siviglia, Spagna) - Queste 26 case urbane sono prototipi di alloggi sociali che propongono volumi e spazi vuoti prendendo spunto dall’architettura tradizionale domestica dell’Andalusia. Patii interni e vegetazione consentono una buona ventilazione dell’edificio.

Come se non bastasse, proprio in questi giorni sono stati resi noti i risultati della quinta edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile Fassa Bortolo 2009 che ha impegnato una giuria di prestigio internazionale presieduta dal prof. Thomas Herzog, architetto tedesco di fama mondiale. Indovinate chi ha vinto il primo premio? Ancora loro.

Facciamo i nostri migliori auguri a Simone Solinas, (Sassari 1971) e Gabriel Verd (Granada 1975) perchè rappresentano una nuova frontiera dell'architettura europea: giovane, transnazionale ed innovativa. Ci fa piacere inoltre vedere che lo studio, con sede a Siviglia, impiega un gran numero di giovanissimi collaboratori con cognome italiano.

Ancora una conferma: in Spagna fare architettura è possibile.... anche per i giovani! ... e in Italia?




Luglio 2008
Umbrete, Sevilla, Spain
26 VPO (edilizia residenziale pubblica);

Luglio 2007
Vícar, Almería, Spain
Theatre

Giugno 2008
Iznájar, Córdoba, Spain
18 VPO (edilizia residenziale pubblica);



Video con servizio a ura di una rete televisiva spagnola sul progetto di Umbrete

6 mar 2009

Qual è il ruolo dell'Architetto?

Girovagando su internet mi sono imbattuto in un interessante, anche se un po’ datato, articolo. Il pezzo, che riporto integralmente di seguito a firma di Leonardo Servadio, parla di un divertente sondaggio commissionato nel 2003 dall’Ordine degli Architetti della provincia di Torino. Il sondaggio ha lo scopo di far luce sulla percezione che la gente comune ha del ruolo dell’Architetto al giorno d’oggi.
Pur essendo un sondaggio (del quale non sono a conoscenza dei dati diretti e quindi non posso sapere quanto vasto sia il campione esaminato, il ceto sociale degli intervistati, etc…), che quindi ha poco di scientifico, i risultati ottenuti sono di indubbio interesse ed invitano ad alcune riflessioni.
Dal sondaggio emerge che l’Architetto è una figura estrosa, artistica, molto legata al passato, quindi adatta per lo più ad attività di Restauro. E' un professionista che non ha molto a che fare con l’Architettura o con il costruire del presente, tanto è vero che non viene tenuto granché in considerazione neppure per commissionargli qualche lavoretto, anche quando è un parente o un conoscente.
L’Architetto è roba da chiese e castelli ed, in ogni caso, non è in grado di far stare in piedi le cose che immagina. Lui è un puro creativo, come può esserlo un pittore o uno scultore (con buona pace di Vitruvio, all’Architetto non interessano firmitas ed utilitas). Quindi, se si deve fare qualcosa di concreto e che stia in piedi da solo, conviene chiamare l’Ingegnere o, ancora meglio, il Geometra, così si risparmia pure.

A seguire l'articolo originale.


L'architetto, questo sconosciuto
Avvenire, 20/11/2003
di Leonardo Servadio

Tra le tante glorie che han dato lustro alla cultura italiana nel mondo, non mancano quelle architettoniche. Dal Cremlino moscovita al Palazzo Reale madrileno, gli architetti italiani si sono fatti apprezzare ovunque. E qui da noi è diffusa la coscienza dell'importanza delle città d'arte, il cui pregio attira ondate di turisti. Vi sono opere per le quali, accanto agli architetti, si è mobilitato il popolo: basti pensare al Duomo milanese o al complesso della cattedrale fiorentina di S. Maria del Fiore. Ma stiamo parlando del passato. Oggi il rapporto tra gli italiani e l'architettura sembra assai smorzato. Lo testimonia un'inchiesta commissionata dall'Ordine degli Architetti di Torino.
Lo scopo è indicato dalla curatrice, Barbara Loera: «Conoscere le percezioni e le convinzioni - anche imprecise - dell'utenza reale o potenziale, facilita l'incontro di domanda e offerta di architettura ed eventualmente permette di formulare interventi tesi a sensibilizzare e informare l'opinione pubblica…».
In altri termini: il dialogo tra i professionisti e i committenti richiede un certo grado di conoscenza reciproca. È importante per gli architetti sapere che cosa pensano gli italiani della loro opera. Su questa base potranno cercare di formulare strategie per migliorare il grado di conoscenza, e forse anche per orientare la loro professione.
Non è un problema piccolo: all'epoca di Filippo Juvarra gli architetti erano probabilmente poche decine su tutto il territorio nazionale. Oggi le facoltà di architettura, ormai diffuse ovunque nel Paese, sfornano annualmente migliaia di laureati. Basti pensare che, per restare nell'ambito dell'inchiesta in questione, il 76,3% degli intervistati ha affermato di non essersi mai rivolto a un architetto nemmeno per un preventivo, e tra questi il 27,7% ha almeno un architetto in famiglia o tra i conoscenti.
Come mai? Non ne abbiamo bisogno? O non ci fidiamo di loro? O semplicemente qui da noi il numero di architetti è eccessivo? In Italia circolano più architetti che negli Stati Uniti: eppure lì si costruisce molto più che nel nostro Paese. Qui gli architetti fanno di tutto: scenografi e costumisti, designer e paesaggisti, conservatori, museografi, arredatori, insegnanti di storia dell'arte o disegno, amministratori di condominio... Qualcuno fa il progettista di nuovi edifici e il restauratore di quelli antichi. Forse è anche per questo che, come mostra l'inchiesta, quando gli italiani pensano all'architettura, vengono loro in mente anzitutto le chiese e i castelli, gli anfiteatri e i palazzi d'epoca.
Il passato, insomma, non il presente. Per l'oggi gli italiani guardano agli architetti come a figure volte innanzitutto a restaurare il patrimonio antico (35% delle risposte) ed eventualmente a pianificare le aree urbane (19%). Solo il 18,5% li vede come figure orientate a costruire nuovi edifici abitativi e ancor meno (12,3%) li associa al progetto di edifici pubblici. L'architetto è considerato una persona creativa, capace di proporre soluzioni originali. Una specie di artista. Ma quando si tratta di costruire strutture di grandi dimensioni e legate a aspetti funzionali, la preferenza si dirige verso gli ingegneri.
Alla domanda «quale sia l'ambito di intervento professionale più adeguato per un architetto, un ingegnere o un geometra», circa l'80% preferisce l'architetto per progettare una chiesa o un teatro e una maggioranza lo preferisce anche per la villetta o il parco. Ma quando si tratta di progettare un condominio, una scuola, un ospedale, una fabbrica, un grattacielo o un ponte, la maggioranza preferisce un ingegnere.
Evidentemente l'architetto non è visto come qualcuno che sa «far stare in piedi» solidamente l'oggetto progettato. Ma probabilmente questa opinione è condivisa in buona parte dagli architetti stessi, visto che la stragrande maggioranza di loro si rivolge agli ingegneri per i calcoli delle strutture: cioè per l'ossatura portante degli edifici che progettano. In ogni caso, l'architetto di oggi è poco conosciuto. Solo il 27,7% ha letto un articolo di architettura e una percentuale leggermente maggiore ha seguito un programma televisivo sull'argomento, negli ultimi 12 mesi. E una percentuale quasi irrilevante di intervistati è in grado di dire a memoria il nome di un architetto contemporaneo famoso.
Per giunta gli architetti più noti sono stranieri: Le Corbusier, il cui nome è stato menzionato dal 2,7% degli intervistati, e Frank Lloyd Wright, menzionato dall'1,6%. I più conosciuti tra gli italiani sono Gio Ponti (1,3%) e Pier Luigi Nervi (0,8%). Ma quest'ultimo, per giunta, era ingegnere, non architetto. Sulle 1001 persone intervistate, solo 179 sono state in grado di citare qualcuno (nelle tabelle le percentuali sono riferite a questi 179 che sono stati in grado di rispondere, per cui le cifre sono maggiori). Insomma, c'è ancora molto da fare perché l'architettura entri nel circuito di conoscenze degli italiani.

15 feb 2009

American House 08; bianca, mobile, contemporanea e .......... in vendita su e-bay!















Lo stravagante architetto americano William Massie ha realizzato un'opera che stà a metà strada tra una casa prefabbricata ed un opera d'arte semovente. E' stata battezzata "House 08" ed è attualmente in cerca di un proprietario visto che l'autore la ha messa in vendita dopo averla esposta presso alcuni musei di arte contemporanea. E' costituita da diverse sezioni in acciaio ed è caratterizzata dall'aspetto estremamente lineare che si interrompe solo in prossimità di una forma paraboloide che raccoglie le acque piovane sul lato di ingresso e da alcune bucature irregolari sul lato corto.
William Massie aveva annunciato che se non avesse trovato un acquirente l'avrebbe messa in vendita su E-bay. Detto fatto. Attualmente l'asta è in corso con una offerta massima di circa 450.000€ su una richiesta iniziale di 750.000 €. Date un'occhiata....

tratto da: materalicious e dwell
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Qui il resto del post



21 gen 2009

Residenze contemporanee (2)



A dimostrazione di quanto la Cina vada forte in architettura negli ultimi tempi (se mai fosse necessario dimostrarlo), ecco qualche esempio di case contemporanee realizzate nel 2007 a Nanjing city dallo studio emergente AZL Atelier Zhang Lei. Due residenze edificate con materiali e tecniche comuni: cemento e mattoni.

per leggere l'intero articolo clicca su "read more" .


La prima è la Slit House, in cui AZL riesce a riproporre la tipologia edilizia a falde della ville isolate adiacenti, utilizzando il cemento armato con cassaforme in listelli di legno di appena cinque centimetri di larghezza. Lo stesso disegno listato caratterizza la pavimentazione in legno del giardino ed altri dettagli interni. Un'ampia vetrata illumina gli spazi comuni e taglia l'edificio distinguendone le are funzionali.





La seconda è la Brick House, realizzata con i mattoni prodotti nella zona. Anche in questo caso l'utilizzo di un materiale semplice non impedisce di valorizzare l'edificio trattando e diversificando le superfici.



















Architectural record
chinese-architects.com

Photo © Iwan Baan

6 gen 2009

Un video per presentare il nuovo grattacielo di Herzog & De Meuron a New York

"56 Leonard Street" è il nome (e l'indirizzo) di un grattacielo attualmente in costruzione a New York alto 243m. I progettisti, gli svizzeri Herzog & DeMeuron lo descrivono come "una sovrapposizione di case accatastate vers ler stelle". La presentazione del progetto è stata affidata a "Tronic" ed è stato caricato su VIMEO da yuta.iguchi.

30 dic 2008

Zaha Hadid realizzerà il "Library & Learning Centre" dell'Università di Vienna












L'ufficio stampa londinese di Zaha Hadid, ci ha segnalato che lo studio "Zaha Hadid Architects" è stato selezionato per il progetto del "Library and e Learning Center" (LLC) presso l'Università di Economia di Vienna. L'annuncio ci perviene da Corinne Roberts che ringraziamo per averci fornito anche le immagini del progetto. per leggere il resto del post clicca su "read more"

La nuova Biblioteca e Centro di apprendimento sarà il centro dell 'Università e conterrà anche un laboratorio linguistico, camere, uffici amministrativi, centro per studenti, librerie, una caffetteria ed altro ancora.
Il "L.L.C." avrà la forma di un cubo con entrambe le facce opposte inclinate ed i bordi retti. Le linee geometriche della costruzione che si muovono verso l'interno, la rendono curvilinea e fluida, generando un "canyon" interno che funge da piazza centrale pubblica.








"Sono lieta di lavorare a Vienna perchè sento una stretta affiliazione con la città. E 'molto eccitante per noi lavorare per l'Università perchè il nuovo centro di ricerca L.L.C. sarà come un forum per lo scambio di idee" afferma Zaha Hadid.
Il Rettore dell'Università degli Studi di Economia e Business, Christoph Badelt, ha dichiarato: "Una biblioteca e un centro di istruzione deve essere più di una semplice biblioteca in senso classico: si tratta di un luogo di ricerca e un centro di assistenza, un luogo di lavoro e salotto, un luogo di comunicazione e di traffico hub, tutto nello stesso tempo. Con la sua splendida architettura, il disegno di Zaha Hadid riesce a combinare tutte queste principali funzioni di studio in modo meraviglioso. È una visione che incarna questo concetto innovativo di università ".


11 ott 2008

Ecco il disegno di legge sulla qualità architettonica. Esprimi le tue considerazioni...

Il Consiglio dei Ministri dello scorso 11 luglio ha approvato in via preliminare un disegno di legge sulla qualità architettonica, urbanistica, degli spazi urbani e del territorio, con nuove misure per i vari ambiti di intervento. In particolare, il provvedimento prevede la promozione dei concorsi di architettura, premi ai giovani professionisti che partecipano a tali concorsi, obbligo delle amministrazioni pubbliche di destinare il 2% della spesa per nuovi edifici - di importo superiore a un milione di euro - all’inserimento di opere d’arte, piano triennale per la qualità architettonica. L’obiettivo è di allineare il nostro Paese agli standard qualitativi europei attraverso l’apertura del mercato della progettazione ai giovani professionisti, la valutazione sul merito dei progetti e una maggiore trasparenza negli affidamenti.

Il documento riprende il disegno di legge presentato nella XIV legislatura dal Ministro Urbani. L’ambito di applicazione è particolarmente esteso. Riguarderà i progetti di trasformazione del territorio, ogni altro atto che prevede l’inserimento di nuove opere nei diversi contesti naturali ed urbani, gli interventi sul patrimonio edilizio esistente e la realizzazione e modernizzazione delle infrastrutture.

Per agevolare i giovani professionisti, lo schema prevede che siano loro riservati premi speciali nei bandi di concorso per opere di rilevante interesse storico-artistico e paesaggistico - ambientale. Il Ministero, in sede di progettazione di opere di propria competenza, utilizzerà sempre lo strumento del concorso di architettura, mentre le altre Amministrazioni potranno chiedere al Ministero di provvedere all’ideazione o alla progettazione di opere di rilevante interesse architettonico e paesaggistico. Sono inoltre previsti premi e riconoscimenti ai progetti e alle opere di architettura commissionati, ideati o realizzati da enti pubblici o privati, nonchè misure idonee a diffondere la conoscenza e a promuovere le opere di architettura di particolare valore artistico e l’alta formazione. Viene infine introdotto il Piano triennale per la qualità delle costruzioni pubbliche, predisposto dal Ministero che dovrà individuare le linee prioritarie di intervento mediante intese con il Ministero dell’istruzione o con le singole istituzioni universitarie, sentiti gli ordini professionali competenti.

Il documento è ora all’esame della Conferenza unificata. Anche ai fini del futuro dibattito parlamentare, il Ministro Bondi ha incaricato l’Ufficio legislativo di procedere ad una consultazione di tutti coloro che sono interessati al disegno di legge.

Inviando una e-mail all’Ufficio legislativo del Ministero dei Beni culturali, sarà possibile formulare osservazioni e proposte sul disegno di legge.




ArchitetturaCatania invita tutti i lettori a formulare osservazioni sul disegno di legge anche nei commenti di questo post o tramite mail all'indirizzo architetturacatania@gmail.com . Sarà cura della redazione sintetizzare le vostre considerazioni ed inviarle al Ministero con i nomi degli interessati.

25 set 2008

Cos'è l'architettura contemporanea?

In questo post si cercherà di definire l'Architettura contemporanea visto che, a quanto mi risulta, c'è una certa confusione sull'argomento. La prima volta che mi sono chiesto quale fosse esattamente l'intervallo temporale definito da questo termine fu all'università durante il corso di "Storia dell'Architettura Contemporanea". Sin da allora il titolo stesso del corso mi sembrò alquanto contraddittorio.
Se la "storia" è la disciplina che si occupa dello studio del passato e l'aggettivo "contemporaneo" si usa per indicare qualcosa che appartiene all'epoca attuale (al presente), come è possibile che l'architettura del presente appartenga già al passato? Qual'è la sottile linea di demarcazione che divide ciò che è dei giorni nostri e ciò che appartiene al passato?


In realtà in tutte le discipline artistiche dei giorni nostri con l'appellativo "contemporanea/o" ci si riferisce ad un intervallo temporale che comprende il periodo compreso tra oggi e gli ultimi decenni senza, tuttavia, una più precisa indicazione cronologica. Ciò esclude almeno in parte che questa disciplina possa essere interessata dalla "storia" poichè il breve lasso di tempo intercorso tra la produzione dell'opera e la lettura critica dell'opera stessa, della sua appartenenza ad orientamenti culturali generali e del ruolo di innovazione apportato dall'autore, non permettono la formulazione di giudizi precisi. Inoltre tutto ciò che appartiene alla "storia" deve riferirsi a "fonti", e cioè a tutto ciò che possa trasmettere del sapere con fondatezza. In architettura contemporanea, come in molte altre discipline che condividono lo stesso aggettivo, è difficile stabilire quali fonti siano attendibili perchè spesso tutti i soggetti sono ancora in vita, oltre agli stessi autori, i committenti, i critici, i giornalisti, gli scrittori, etc. Tale circostanza, vista la "storica" debolezza dell'animo umano e dei condizionamenti che il pensiero può subire nel trattare le "cose dei giorni nostri", non offre alcuna garanzia circa la fondatezza delle "fonti" che dovrebbero accertare i presupposti per cui un opera d'architettura o un autore possano "passare alla storia".Ma torniamo all'intervallo temporale che comprende ciò che è contemporaneo.
In genere con il termine "Architettura Contemporanea" ci si riferisce generalmente a quella prodotta odiernamente o recentemente in un intervallo di tempo non superiore agli ultimi decenni; indicativamente dagli anni settanta ad oggi.
Trovo interessante fare alcuni paragoni con altre discipline per comprendere quanto sia variabile l'estensione temporale dell'aggettivo "contemporaneo" riferendosi ad eventi ed opere del passato.
  • La Storia contemporanea è il periodo storico che parte dal Congresso di Vienna ad oggi (193 anni).
  • L'Arte contemporanea si riferisce all'arte creata nel presente ed include generalmente tutta l'arte creata dalla fine degli anni sessanta del XX secolo o, in alternativa, dalla presunta fine dell'arte moderna o periodo modernista fino ai giorni nostri (circa 40 anni).
  • La Musica contemporanea è quella composta nel XX e nel XXI secolo. Fra i sinonimi di musica contemporanea possiamo annoverare musica d'avanguardia e musica sperimentale (circa 100 anni).
  • Il Teatro contemporaneo è quello che si è sviluppato in un periodo compreso tra gli inizi del Novecento e i giorni nostri (circa 30 anni).

Insomma, discipline diverse, intervalli diversi. Eppure il termine è sempre lo stesso. Il motivo probabilmente risiede nella considerazione che un evento che per noi appartiene alla storia, era contemporaneo nel momento in cui è accaduto, pertanto nelle varie manifestazioni culturali del sapere, tale appellativo in realtà vale per ciascuna epoca se ricondotto al momento storico in cui esso viene utilizzato. Quindi l'architettura liberty degli inizi del novecento era contemporanea, ma lo era altrettanto l'architettura gotica o quella barocca nei rispettivi periodi di espressione. Probabilmente, visto che tutto è contemporaneo nel momento in cui viene vissuto, serve una prospettiva storica di durata variabile nelle varie discipline che serva a poter esprimere considerazioni e giudizi condivisi dal mondo della cultura con il dovuto distacco.

E tornando all'architettura..... qual'è questo intervallo? I quaranta anni trascorsi dagli anni ottanta ad oggi sono davvero sufficienti? Probabilmente oggi nessuno può rispondere a questa domanda. Personalmente credo che l'importante è fare chiarezza su un fatto: tutto ciò che appartiene alla storia dell'architettura è stato, a suo tempo, contemporaneo, ma non tutto ciò che si annovera come "architettura contemporanea" passerà alla storia.

Staremo a vedere......

Un'anticipazione: prossimamente un post sulla definizione giuridica di "Architettura contemporaea" nella normativa italiana in vigore.


22 lug 2008

A Chiavari (GE) un premio per l’architettura contemporanea sostenibile

Siamo alle fasi finali del concorso bandito dalla Società Economica di Chiavari, (un ente morale impegnato in ambito culturale) per l’assegnazione del premio F. DELMONTE. Il premio nasce dalla volontà di valorizzare gli interventi di architettura abitativa sostenibile nell’ambito dalla fascia costiera europea del Mediterraneo.

Come si legge nel bando di concorso “Le necessità di ridurre i consumi energetici e di mantenere e migliorare i livelli di comfort abitativo rappresentano, evidentemente, una delle più stimolanti frontiere dell’ chitettura contemporanea. L’edilizia abitativa, costruita ex novo o relativa al recupero funzionale del patrimonio esistente, risulta un ambito dove dette necessità sono maggiormente cogenti. A fronte di ciò è anche vero che, tali esigenze, rischiano di confliggere con i valori storici e paesaggistici di cui la fascia costiere del mediterraneo, culla della civiltà occidentale, è portatrice. Le ragioni e gli obiettivi del presente premio si originano dal convincimento che la rappresenti una sfida di grande portata. Il premio ha quindi l’obiettivo di proporre una ricognizione sulle realizzazioni più avanzate nel campo dell’architettura, fornendo un quadro di riferimento, quanto più ricco di soluzioni innovative e concrete. Per tale ragioni l’ente ha deciso di affiancare al concorso altre manifestazioni: un convegno su tali tematiche, la mostra e la pubblicazione, cartacea e telematica, che rendano conto delle acquisizioni emerse dall’operazione culturale in questione.”

Il premio è riservato ad opere realizzate tra il 2002 ed il 2007 nella UE, in zona definibile come “fascia costiera del Mediterraneo europeo”. Dopo la riunione del 26 maggio 2008 la Commissione Giudicatrice del Premio Delmonte ha ammesso solo sei finalisti alla seconda fase del concorso. Si tratta dell’ Arch. Walter Emanuele Angelico di Palermo, l’Arch. Ernesto Mistretta di Marsala (AG), l’Arch. Fabrizio Russo di Catania (CT), lo Studio Kahlo Olza Aruso di Pamplona (ES), lo Studio O.B.R. (Open Building Research) degli Archh. Paolo Brescia e Tommaso Principi di Genova, e l’Arch. Francesco Urgu di Cagliari.

Lo scorso 15 luglio era il termine per l’invio degli elaborati grafici per la partecipazione alla seconda fase. Si attende pertanto a breve l’esito dell’esame definitivo cui seguirà, il prossimo Ottobre una mostra in occasione della premiazione.

13 lug 2008

Sarà di cemento trasparente il padiglione italiano all'EXPO' 2010 di Shangai

Tra i 65 progetti presentati per il concorso per il padiglione italiano all'Expo di Shangai 2010, la Giuria ha scelto il progetto realizzato dal raggruppamento guidato dall'Arch. G. Imbrighi, a cui è assegnato un premio di € 50.000. Secondo e terzo posto rispettivamente allo Studio Valle e all'Arch. Massimiliano Brugia, a cui sono stati attribuiti rimborsi spese per 10.000 e 5.000 euro.
Grazie all'incontro organizzato da Inarch Sicilia lo scorso 1o luglio il pubblico catanese ha avuto la possibilità di conoscere tutti e tre i progetti descritti e raccontati dai rispettivi autori in anteprima nazionale.
Al di là del giudizio formale sulle tre proposte, credo che la vittoria di Imbrighi sia in gran parte dovuta all'utilizzo di un materiale nuovo che non è ancora stato consacrato dallo starsystem internazionale in un opera di prima grandezza. Si tratta del cosiddetto "cemento trasparente", un brevetto dell'Architetto Ungherese Áron Losonczi per LiTraCon (LitraconLight-Transmitting Concrete) a cui abbiamo già dedicato un post qualche mese fà. Vista la crescente curiosità sulle caratteristiche di questo nuovo materiale, vediamo un pò di cosa si tratta. per leggere il resto del post clicca su "read more"
Light Trasmitting Concrete è un conglomerato cementizio che ingloba fibre ottiche in una percentuale del 4%. Attualmente viene prodotto in blocchi prefabbricati di 60x30 cm con un'altezza variabile (a richiesta) da 25 a 500 mm. I colori disponibili al momento sono solo 3: bianco, grigio e nero. Come si presenta? Sono mattoni che, se posti contro luce, lasciano filtrare la luce naturale o artificiale indipendentemente dallo spessore.

Grazie alle fibre ottiche le ombre vengono trasmesse e sulla superficie si delinea il profilo degli oggetti (o delle persone) che si trovano sul lato esterno. Il mix di componenti può essere regolato a seconda delle esigenze e adattato ad hoc per lo specifico progetto. Il costo di produzione ancora molto alto, i tempi di produzione sono elevati e gli elementi attualmente in produzione hanno spessore ancora ridotto. Difficile forse che divenga un prodotto standardizzato di massa e su larga scala, quanto piuttosto è più probabile che imparando ad utilizzarlo, essendo flessibile nella produzione, si adatti di volta in volta a soddisfare diversi modelli di trasparenza richiesti dai progettisti.

in parte tratto da un post di V. Dal Buono "architetturadipietra"