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13 dic 2015

Si scorge una "Nuvola" all'orizzonte. Fuksas e il Nuovo Centro Congressi pronto per il 2016.

Il prossimo anno verrà probabilmente inaugurata la “Nuvola” di Fuksas. L’opera fa parte del complesso in costruzione per il nuovo Centro Congressi di Roma, immaginato, dal noto architetto, come una nuvola fluttuante all’interno di una grande "Teca" vetrata. Questa a sua volta contiene al suo interno una serie di servizi (sale meeting, il forum, il parcheggio multipiano) e sistemi di collegamento agli spazi dell'auditorium e della sala conferenza della "Nuovola". Accanto al Centro Congressi sorgerà un albergo, definito "Lama" di 56m di altezza dotato di 441 stanze Un’opera complessa, dunque, tanto da dover passare attraverso 10 varianti in 6 anni (i lavori furono, infatti, consegnati nel 2008). Per avere un’idea della dimensione fisica ed economica dell’opera diamo alcuni dati: Progettista: Fuksas Impresa aggiudicataria: Società Italiana per Condotte d’Acqua spa Localizzazione: Roma (41°49′50.72″N 12°28′17.9″E) Dimensioni Teca: (altezza 40 m, larghezza 70 m e lunghezza 175 m) Dimensioni Lama: (altezza 55 m, lunghezza 126 m e larghezza 14 m) Area: 55’000 m2 Spazi principali: Auditorium: 1'800 m2 Sala Conferenza: 1’330 m2 Foyer: 3'500 m2 Forum/foyer: 5'580 m2 Centro Commerciale: 3'300 m2 Costo iniziale: 270'000'000,00 € Costo secondo ultima variante: 413'000'000,00 € (affinchè il lettore abbia un’idea della grandezza dell’investimento, possiamo affermare che la “Nuvola” costerà allo Stato circa 3 volte il costo di realizzazione del museo Guggenheim di Bilbao) Riserve da parte dell’impresa: 188'157'000,00 € Primo accordo bonario concesso: 56'365'269,00 € Cofinaziamento: 142'000'000,00 € (Roma capitale e Ministero delle Infrastrutture) Parcella: 20'000'000,00 € Al di là delle critiche estetiche, circa il fatto che un’opera architettura debba ricercare la comunione tra estetica e funzione piuttosto che il clamore mediatico, visti i costi di realizzazione, ci auguriamo che l’Italia ne abbiamo quanto meno un ritorno economico e di occupazione. Qui di seguito postiamo una galleria di immagini recenti del cantiere e disegni tecnici (piante e sezioni del progetto).

21 lug 2008

Jean Prouvé, La Poetica dell'Oggetto Tecnico.

Uno spazio per mostre temporanee all'Ara Pacis, anzi sotto l'ara pacis! Dal 20 Giugno al 14 Settembre 2008, trovate l'esposizione dell'opera di Jean Prouvé (1901-1984), uno dei protagonisti del design e dell'architettura moderna: Roma lo ospita nello spazio del Museo dell'Ara Pacis di Richard Meier, che per la sua commistione tra antico e moderno rappresenta la sede ideale. Jean Prouvé è, infatti, un artista che ha percorso il secolo scorso con la sua capacità di legare artigianato ed imprenditorialità del lavoro, design e architettura. Uno stile in cui l'aspetto puramente formale del design assume un ruolo secondario per lasciare il posto all'utilità degli oggetti, alla loro economicità e all'uso ragionato dei materiali.
Prouvé iniziò a lavorare in qualità di fabbro ferraio, dunque con una conoscenza acquisita sull'esperienza e attraverso la continua ripetizione e la copiatura. Preferì a tutto la lamiera sottile, piegata e stampata, plasmata e smussata.
Di grande effetto, secondo me, i modelli e i prototipi che, esposti in pochi metri quadri della sala, fanno dell'oggetto e del particolare costruttivo una vera "poesia". Sedie, poltrone, tavole, scrivanie, banchi di scuola, letti e lampade, bizzarri elementi architettonici da lui ideati, e numerosi modelli di architetture post industriali. In mostra i pezzi più importanti realizzati dal francese, tra cui un raro esemplare della poltrona reclinabile Grand Repos del 1930.
La mostra attuale è in realtà rivisitata e ampliata rispetto alla stessa tenutasi l'anno scorso nella Mairie di Boulogne-Billancourt, a Parigi.