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11 dic 2008

Quasi quasi prendo l'autobus... (2)












Sono passati 5 mesi dalla pubblicazione del post sulla stazione-capolinea di Caceres e dagli accorati commenti che ne sono seguiti, ed ecco un'altro esempio di come un buon progetto di architettura possa trasformare una "pensilina di attesa" posta al centro di uno snodo per una linea di autobus locali, in un'opera d'arte a scala urbana (!) meta di apposite visite da turisti (non solo architetti) di tutto il mondo.

E' avvenuto nel 2003 nel piazzale dinanzi l’ospedale di Hoofddorp nel nord ovest dell’Olanda, dove lo studio di architettura olandese Nio Architecten di Maurice Nio ha realizzato qualla che alcuni chiamano "the amazing whale" a causa della sua forma che ricorda (con una buona immagiazione) la sagoma di una balena.
La struttura è realizzato completamente in schiuma di polistirene ed è la più grande struttura del mondo in materiale sintetico (lunga 50 metri, larga 10 e alta 5). Si è reso necessario l’utilizzo di un apposito sistema costruttivo attraverso la creazione in stabilimento delle parti finite, poi assemblate in cantiere, uniformate e levigate allo scopo di ottenere un unico oggetto.
Una mano di colore su tutta la superficie e la scultura cambia il volto della piazza.
Ovviamente la sua forma fluida totalmente "anticonvenzionale" ha diviso l'opinione pubblica (più quella italiana che quella nord-europea) e posso già immaginare i commenti di alcuni nostri lettori; ciò malgrado ritengo che esperimenti come questo abbiano una tale capacità di "rompere gli schemi" che magari, persino dopo le ricuciture della mediocrità, qualche frattura rimarrà pur sempre aperta.







16 lug 2008

Quasi quasi prendo l'autobus...



Ecco un esempio da sottoporre ai nostri committenti per dimostrare come un'opera di architettura contemporanea può catalizzare l'attenzione del grande pubblico anche nel più sperduto paesino d'entroterra mai citato in alcuna guida turistica.
Nella piccola cittadina di Casar de Caceres in Spagna, ad ovest di Madrid e non distante dal confine con il Portogallo, l'Arch. Justo Garcia Rubio è riuscito a realizzare una stazione degli autobus che fa davvero venire voglia di abbandonare l'auto.
Si tratta di un'architettura "total-design" realizzata in un unico materiale: il cemento, che si arrotola e si piega come un foglio per coprire l'area esterna di sosta degli autobus ed uno spazio interno attrezzato per uffici, caffetteria e servizi igienici.
Il risvolto generato dalle due parabole di copertura in parte sovrapposte, risolve il problema dell'irradiazione solare diretta sulla zona chiusa riducendo la dispersione termica. L'idea ci piace molto e a quanto pare piace anche ai giovani viaggiatori spagnoli, architetti e non, che fanno rimbalzare su interent decine di immagini della stazione di Caceres corredate dalle istruzioni per "come arrivare" (ovviamente in autobus).

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in parte tratto da
Judit Bellostes