21 giu 2012

Convegno "Vento del Sud" 28/06/2012 Catania


Presentazione del Progetto NEXT SICILIA INFORM@ promosso da A.I.D.E. e ITALIANI PER L'EUROPA finalizzato alla promozione culturale ed economica delle Regioni del Sud attraverso partner dei vari settori della vita sociale.


Interverranno i Rappresentanti dell'Associazione A.I.D.E., di ITALIANI PER L'EUROPA e alcuni Partner. 


Per Info: http://www.donneuropee.org/index.php?option=com_content&view=article&id=474:convegno-qvento-del-sudq&catid=34:agenda&Itemid=59

31 mag 2012

Per le popolazioni terremotate dell'Emilia

Sms solidale al numero 45500 (gestito dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Protezione civile nazionale) per donare due euro. 


Sono numerose le iniziative per poter concretamente aiutare gli sfollati e le popolazioni terremotate. 


Fino al 26 giugno è stata lanciata una raccolta fondi attraverso gli sms solidali che permetterà di ampliare le risorse dellaProtezione Civile che serviranno per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. 


Sono tanti i provider e gli operatori mobili che hanno aderito all’offerta: per quanto riguarda le donazioni via sms sarà possibile farlo attraverso le compagnie Vodafone, TIM, Wind, 3 Italia, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali Mobile e Nòverca.
Le chiamate solidali da rete fissa saranno possibili tramite un numero Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e Tiscali. Anche gli enti pubblici potranno contribuire tramite accredito sulla contabilità speciale n° 30864 presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna. La causale per tutte le modalità di donazione è sempre la stessa: Contributo terremoto 2012 in Emilia-Romagna.

25 mag 2012

JOSE' IGNACIO LINAZASORO a Siracusa

Qui il sommario Qui il resto del post

14 mag 2012

Buzescu....oltre la sfera del kitsch

Al peggio non c'e' mai fine. Si puo' andare a volte oltre le brutture che caratterizzano certe nostre realta'. Marmo rosa, piastrelle nero liquirizia, calcestruzzo, metalli nobili, deliziose colonne, ferri di cavallo enormi, il simbolo dei dollari come lampada da soffitto. Siamo a Buzescu in Romania, regno dei Rom. Forme mai viste si affollano ai due lati della strada; al centro delle pareti della casa si ergono capitelli variopinti quasi senza colonne. Ma la moda svanisce presto: schiacciate contro i finestrini dell’autobus, si riflettono ora a specchio le facciate degli antichi tetti delle pagode. La strada principale del paese ricorda una passerella. Tutto è sempre in movimento, anche le automobili che viaggiano vicino a noi. Uomini che lavorano tra mucchi di sabbia, betoniere, e impalcature improvvisate. Ogni possessore di un palazzo e anche il suo costruttore. Gli spunti estetici per i palazzi, sino al più piccolo particolare, provengono dagli edifici amministrativi della città vicina, Alexandria: le statue in gesso, che si ritrovano anche nell’enorme palazzo del dittatore. L’architettura dei palazzi, sarebbe un mezzo per mostrare questa identità. «È già singolare che i terreni più costosi e le costruzioni stanno sulla strada principale. Queste case servono solo alla rappresentazione». Un’architettura rappresentativa, quindi. In pratica come quella del palazzo di Ceusescu o quella degli edifici delle banche dell’Europa dell’est. Tra i rom, ci sono pareri contrastanti sulla questione dell’identità. I palazzi sarebbero «ancora una volta uno stereotipo della società bianca sugli zingari», così dice un’importante antropologa rom. Si tratta di un fenomeno marginale, che non avrebbe nulla a che fare con la vera identità e la forte povertà dei rom. Ma Celac vede nelle costruzioni di Buzescu la nascita di un movimento architettonico innovativo: «Il loro stile è come un’improvvisazione musicale. Si perde la libertà, quando si cerca di vederci regole e istituzioni».  Intanto, esiste uno studio di architettura gadje (che significa non-rom), che imita questo stile-collage. Maledetti architetti direbbe qualcuno

10 mag 2012

Super finestre

(Rinnovabili.it) – Gli edifici storici costituiscono il marchio distintivo di numerose città europee, simbolo vivente del ricco patrimonio culturale del Continente e riflesso più puro dell’identità della società. Al tempo stesso però costituiscono un’area in cui l’alto livello di inefficienza energetica sta contribuendo ad una consistente percentuale di emissioni di gas serra. Per risolvere il problema nasce il progetto 3ENCULT (Efficient energy for EU cultural heritage) che vede schierato un qualificato team di esperti internazionali nell’impresa di rendere gli edifici storici più energicamente più efficienti. 3ENCULT, che ha ricevuto quasi 5 milioni di euro dei fondi del Settimo programma quadro dell’UE (7° PQ), riunisce ricercatori provenienti da Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi, Austria e Regno Unito. La prima fase del progetto ha implicato la riqualificazione degli infissi della Waaghaus, antica pesa pubblica situata a Bolzano. Per questo progetto, il curatore dell’edificio Waltraud Kofler-Engl e il designer Franz Freundorfer hanno pensato e realizzato una finestra a risparmio energetico in grado di integrarsi in maniera ottimale nella facciata sia esteticamente che stilisticamente. Il risultato del progetto si chiama SmartWin Historic Window, e il primo prototipo è stato installato nella Waaghaus a febbraio 2012. Spiega Alexandra Troi, vice-direttore dell’Istituto per le Energie Rinnovabili (EURAC) presso l’Accademia Europea di Bolzano e coordinatore scientifico di 3ENCULT: “Con la nostra finestra, crediamo di avere trovato una soluzione per tutti gli edifici storici. La SmartWin Historic Window non è solo un infisso con un’alta prestazione isolante che si inserisce perfettamente negli edifici storici, ma è anche conveniente. Ora misureremo ed analizzeremo i diversi parametri di questo prototipo confrontandoli con quelli di una delle vecchie finestre del 1950”.

1 mar 2012

Tradizione e Modernità nel dispensario antitubercolare di Ignazio Gardella


Ignazio Gardella progetta e realizza il dispensario antitubercolare di Alessandria tra il 1934 e il 1938. 
Sono anni, quelli Trenta, che vedono la scena architettonica italiana impegnata nella parossistica ricerca di una identità cultural-fascista, divisa tra brandelli sostanziosi di accademismo tardo ottocentesco, razionalismo d’avanguardia percolato d’oltralpe ed assorbito per lo più dall’ambiente lombardo e la mediazione - tendente al monumentale - della scuola romana di Piacentini.
Certamente attratto dalle esperienze razionaliste e funzionaliste basate su principi etici e moderni, Gardella rimane tuttavia immune dagli schieramenti culturali, esercitando la sua lucida ed intelligente opera, attingendo allo stesso tempo dalla tradizione e dalla modernità.
Il dispensario antitubercolare di Alessandria è infatti l’esempio emblematico di un atteggiamento progettuale che cerca un idea di spazio moderno, salubre, chiaro e che usa - senza retorica - un sincretismo materico-formale di potente efficacia espressiva.
Adagiato su un’area un tempo periferica della città piemontese, il dispensario è un volume parallelepipedo compatto ed unitario, modellato planimetricamente sul rigore di un programma funzionale perfettamente interpretato.
Concepito geometricamente su un modulo di 35 x 35 cm in pianta e 25 x 35 cm in alzato, l’edificio è sviluppato su due livelli fuori terra rialzati da un piano seminterrato che accoglie gli impianti.
La pianta ha uno sviluppo rettangolare con il lato lungo parallelo all’asse est-ovest, così da sfruttare al meglio le potenzialità espositive del sito.
Al piano terra si accede attraverso una scala posizionata fuori asse a circa due terzi del lato lungo sul fronte sud. Una volta varcata la porta di ingresso si accede in uno spazio libero, abbastanza grande e luminoso, che accoglie la sala d’aspetto per i pazienti e che struttura il sistema distributivo degli ambulatori attigui che lo abbracciano su tre lati.
Posizionate in aderenza interna ai lati corti dell’edificio, due scale, di cui una di servizio, consentono una facile permeabilità al piano superiore. Questo piano accoglie gli uffici amministrativi, un piccolo reparto di degenza, l’abitazione del custode ed il solarium: riverbero spaziale della sala d’attesa del piano terra,  terrazza mediterranea, luogo per la cura en plein air dei malati.
I prospetti rispettano il rigore logico della pianta.
A nord il muro intonacato è articolato da una sequenza ritmica di finestre allungate in senso orizzontale con infisso tripartito che, a partire dal piano seminterrato, modulano il prospetto nella scansione verticale. Fanno da contrappunto a questa sequenza ritmica due pieni al piano terra ed una loggetta al piano primo in direzione est.
A est ed ovest la massa muraria è alleggerita da porte e finestre di diversa misura - sempre rispondenti al modulo - e da una piccola loggia, disposte in funzione delle esigenze interne.
Il prospetto sud infine è il risultato di una felice orchestrazione materica. Articolato sui due livelli (più quello seminterrato) dall’arretramento della facciata che crea potenti effetti di ombra-luce, è realizzato per favorire al massimo delle potenzialità il soleggiamento interno.
I materiali e le tecniche usate sono: il calcestruzzo armato per le strutture, il muro di vetrocemento (distribuito totalmente al piano seminterrato, quasi totalmente al piano terra e solo in piccola parte nel piano primo in direzione est), il muro in grigliato di mattoni (usato a misura del solarium nel primo piano), il muro intonacato (usato con parsimonia sia al piano terra all’estremo margine est del prospetto, che al piano primo a limitare il reparto di degenza) e la finestra a nastro (usata al piano terra per favorire l’affaccio verso l’esterno e al primo piano in direzione del piccolo reparto di degenza).
È proprio in questa dialettica composita del prospetto sud che si evince al massimo grado la capacità progettuale di Gardella di affiancare – sincronicamente -  tecniche, materiali e linguaggi eterogenei.
Il muro in grigliato di mattoni infatti, tema costruttivo antico e tipico degli aereatori dei fienili padani, dialoga con estrema efficacia con la finestra a nastro e il vetrocemento, propaggini linguistiche dell’ultima moda di quegli anni.



27 feb 2012

MILANO , DESIGN WEEK 17-22 Aprile : IL DESIGN AUSTRIACO IN MOSTRA


I riflettori sono puntati sul design austriaco e non soltanto perché sarà proprio uno studio di Insnsbruck, i Pudelskern, a curare la grande esposizione AUSTRIAN DESIGN-RAW AND DELICATE che si terrà alla PELOTA di MILANO durante il prossimo SALONE DEL MOBILE, dal 17 al 22 aprile. Un anticipo della grande tradizione viennese, dal Biedermeier in poi , sarà offerto all’asta da DOROTHEUM DI VIENNA il prossimo 29 febbraio, con la vendita di circa 170 oggetti significativi della storia del design austriaco, datati dagli anni 20 agli anno 60 del Novecento. Punto focale dell’incanto è una collezione di oggetti raccolti a partire dal 2008 da esperti di design austriaco del calibro di MARKUS PERNHAUPT, DAGMAR MOSER,CHRISTOF STEIN , RENATE E PATRICK KOVACS E HARALD BICHLER( RAUMINHALT DESIGN). Le forme degli esemplari sono spesso bizzarre come la sedia_oggetto in ferro laccato blu- “Vodool”, di Coop Himmelb(l)au , prodotta dal 1989 al 1993 per VITRA Ag/Basel in soltanto 20 esemplari e in asta per 8mila -10 mila euro-. Anche i prezzi sono interessanti come una sedia da camino di color arancione degli anni 30 , realizzata per i Fratelli Thonet da Josef Frank (1885/1967), il designer che ispirò IKEA ed H&M, quota 2mila -3mila euro.

NELLA FOTO LA SEDIA VODOOL realizzata in 20 esemplari, 1989-1993 -stima euro 8-10.000

21 feb 2012

La Provincia Regionale di Catania punta sui giovani professionisti



PRESENTAZIONE DEL BANDO PER CONTRIBUTI ALL'AVVIO DI NUOVE ATTIVITA'; PRIVILEGIATE LE SOCIETA' DI PROFESSIONISTI UNDER 40.
Si è tenuto il 20 Febbraio 2012 al President Park Hotel di Aci Castello il Seminario dal Titolo Incentivi ai giovani Professionisti, L’iniziativa della Provincia Regionale di Catania, organizzato dalla Fondazione Ordine Ingegneri della Prov. di Catania.
Erano presenti: Il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Prov. di Catania C.M.Grasso, Il Presidente della Fondazione dell'Ordine degli Ingegneri della Prov. di Catania S.M.Cascone, l'Assessore alle politiche finanziarie della Provincia Regionale di Catania A.Maesano, inoltre i relatori N.Cutuli e S.Messina, con la partecipazione di una giovane componete della Fondazione dell'Ordine degli Architetti P. P. e C. della Prov. di Catania M.G.Cammisa. Il Dirigente del Servizio Attività Produttive della Provincia regionale di Catania S.Messina ha spiegato come presentare la domanda di partecipazione, con quali termini e soprattutto ha esortato i giovani a farsi avanti nel dialogo con i politici, a chiedere e pretendere dalla classe dirigente un lavoro finalizzato alla qualità. Ha menzionato, lo stesso S.Messina, la grande importanza dei già utilizzati Voucher per la formazione, che rimangono, anche a mio parere, il mezzo più efficace e veloce per promuovere la cultura in una regione come la nostra.

“E’ una misura innovativa nella storia della Provincia di Catania, poiché è il primo stanziamento pensato, per i giovani professionisti autonomi e non, sino ai 40 anni, che all’inizio della carriera non hanno la possibilità economica di aprire un’attività – ha affermato il presidente dell’Amministrazione provinciale, Giuseppe Castiglione-. Con l’aiuto dell’Ente i soggetti interessati avranno un sostegno in più e potranno fruire del finanziamento per tentare di trovare, in totale autonomia, un impiego lavorativo accedendo al “bando” che sarà reso pubblico sul sito della Provincia. Con questo ulteriore iniziativa stiamo cercando di allargare il sostegno dell’Amministrazione a quanti più lavoratori autonomi, come già da tempo avviene con la categoria degli artigiani ai quali vengono erogati contributi a fondo perduto”. Il regolamento stilato e già esecutivo è rivolto a giovani laureati e diplomati, con specifiche qualità professionali, e promuove lo sviluppo dell’associazionismo tra liberi professionisti. E’ un atto di indirizzo approvato dal Consiglio provinciale che ha inserito nel bilancio corrente dell’Ente trecentomila euro, somma destinata all’attuazione del regolamento ed all’acquisizione di beni strumentali e di tecnologia per le attività e messa in sicurezza dei locali in cui si svolgerà l’attività professionale. Tratto da: http://lnx.cataniapolitica.it

9 feb 2012

Sostenibilità prima della Sostenibilità. Riflessioni su una casa di Luigi Figini


Molte persone credono oggigiorno che la eco-sostenibilità sia una prerogativa dell’architettura contemporanea,  acquisita solo negli ultimi anni grazie all’utilizzo di materiali e tecniche edilizie innovative e compatibili con l’ambiente.
Questa tesi non è del tutto dimostrabile poichè, si sa, buona parte dell’architettura antica, intrattenendo forti relazioni con l’ambiente e con i materiali del luogo, conserva alte prestazioni di sostenibilità ambientale.
Scopo di questo breve testo non è, tuttavia, argomentare le caratteristiche sostenibili degli edifici storici rispetto a quelli contemporanei, bensì riflettere sugli esiti costruttivi di una piccola casa degli anni Trenta, dimostrandone la sostenibilità raggiunta, prima ancora che l’argomento e il neologismo tanto in voga negli ultimi tempi, diventassero motivo di una dilagante moda dalla facile retorica costruttiva.
Edificata nel parco dei giornalisti di Milano tra il 1933 e il 1935 dall’architetto Luigi Figini, la casa in esame è un  emblema dei caratteri linguistici e sintattici del razionalismo moderno: pilotis, finestre a nastro, tetto giardino, pianta libera e pilastri arretrati, sono solo alcuni degli elementi formali che ne richiamano la matrice architettonica.
A differenza della maggior parte delle opere del razionalismo, però, centrate prevalentemente sullo studio  dell’integrazione architettura-ambiente come questione di carattere linguistico-formale, questo edificio ne verifica la dialettica alla luce dei temi del risparmio energetico, dell’autosufficienza climatica e della sostenibilità, raggiungendo un risultato formale ed una articolazione volumetrica di alto livello espressivo.
Figini la chiamava “casa thermos” e come si evince dalla sezione e dalle piante di progetto,  è un insieme raffinato di accorgimenti spaziali atti al controllo rigoroso della luce del sole e delle masse d’aria.
Nelle Note tecniche e pratiche e nelle Note Estetiche scritte in un quaderno datato 1933 così l’architetto milanese prescrive il programma funzionale e “climatico” per evitare l’eccessivo surriscaldamento estivo: “sarà riempibile d’aria fresca e pura al mattino, presa da nord. Poi chiudere ermeticamente e trattenere all’interno una temperatura Ti < Te (temperatura esterna). Aprire soltanto quando il termometro a sera segnerà una Te < Ti".
Alte prestazioni energetiche raggiunte mediante accorgimenti tecnici all’avanguardia quali:
- terrazzi isotermici a doppio solaio con intercapedine e bocchettoni per la ventilazione naturale (nella realtà non realizzato);
- vani interni a doppia altezza a cielo aperto (terrazze esterne) con la presenza di finestre e alberature in modo da agevolare il raffrescamento dell’aria di immissione esterna;
- “pareti acquario” per l’isolamento termico;
- solette aggettanti e/o muri rientranti, verso sud, per controllare l’ombra ovvero il raffrescamento delle pareti;
- pergolati;
- terrazze con vasche d’acqua o, addirittura, solai di copertura completamente allagabili nel caso di fortissimi soleggiamenti estivi.
Nello stesso quadernetto Figini affiancava alle note tecniche quelle estetiche,  indicazioni sulla forma e la geometria, affinché l’edificio apparisse moderno, proporzionato e di bell’aspetto,  immagine della persona che lo abita, “casa-persona” secondo una sua felice espressione.
Negli stessi appunti si leggono, infine, indicazioni inerenti la conservazione del combustibile, l’allontanamento dei rifiuti e il loro riciclaggio, parametri che misurano oggi, a ottanta anni di distanza, la qualità “sostenibile” ed il grado di “innovazione” di un edificio.

Fabio Guarrera  12- 2011




foto 1 (proprietà di CSAC Parma, MART Rovereto e Archivio AAF Milano)
foto 2 (proprietà di MART Rovereto e Archivio AAF Milano)

La citazione tratta dalle Note Tecniche e pratiche. Note Estetiche è di proprietà dell'archivio AAF di Milano. Già pubblicata in "Figini e Pollini", a cura di Gregotti e Marzari, Ed. Electa 1997

7 feb 2012

Catania Green Plan 2012, 4a edizione.

Si svolgerà il 10/11/12 Febbraio 2012, presso il MAAS mercati agro-alimentari di Catania, MIFLORPLANTARUM - Salone del Florovivaismo Mediterraneo, uno tra i più importanti appuntamenti specializzati del Sud Italia, che prevede la partecipazione di aziende del settore e della filiera florovivaistica provenienti da tutta Europa. La manifestazione MiflorPlantarum viene proposta per la 4^ volta nella stagione primaverile 2012 in collaborazione con ConfVivai, PadovaFiere (Flormart), Regione Siciliana e ANVE, Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori ed intende consolidare le economie relazionali nel settore del verde e del giardinaggio. Punto di forza di questa manifestazione sarà la proposta della produzione di eccellenza siciliana come riferimento per tutti coloro che operano nel settore del florovivaismo mediterraneo. Come nella tradizione consolidata delle più importanti manifestazioni internazionali di florovivaismo, una sezione dell’evento è rivolta alla progettazione del paesaggio, che in questa occasione affronta il tema della città verde sostenibile. Organizzato da Confvivai, CSEI Catania e Architerra, con il patrocinio di Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania, Comune di Catania, Ordini Professionali della Provincia di Catania (Dottori Agronomi e Forestali, Architetti P.P.C., Ingegneri), Bioarchitetura®, Dipartimento Gesa - Gestione dei Sistemi Agroalimentari e Ambientali - Università di Catania, Aiapp Associazione Italiana Architettura del Paesaggio sez. Sicilia, Fondazione Fiumara d’Arte, Fondazione dell’Ordine degli Architetti, Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri, Associazione Spazi Contemporanei, l’evento ha come obiettivo la promozione della filosofia green city nell’ambito dei processi pianificatori ed attuativi delle trasformazioni urbane, con particolare riferimento alla città di Catania.

Tratto da: Comunicato stampa ufficiale