A mio parere, per garantire la sopravvivenza cerebrare della nuova generazione di architetti, bisognerebbe demolire acun preconcetti che negli ultimi anni hanno imbalsamato la creatività e la progettualià nella libera professione. Uno di questi riguarda un pensiero diffuso tra i committenti secondo cui vale l'equazione "architettura rurale" = "architettura tradizionale" = "casa in c.a con rivestimento in pietra e tetto in coppi siciliani". per leggere il resto del post clicca su "read more"Non è proprio così e per dimostrarlo basta approfondire il senso della parola "rurale". In Germania il distretto rurale è una unità amministrativa costituita da un gruppo considerevole di comuni localizzati nella stessa regione geografica. Le chiese rurali, istituite nel Medioevo in tutta europa, servivano a diffondere il culto cristiano nelle campagne. Insomma sembrerebbe che l'appellativo rurale stia a significare un legame con il territorio nell'accezione naturale del termine. Quindi per architettura rurale dovremmo immaginare un'architettura in cui il rapporto con la natura circostante sia tra le linee guida inizali del progetto fino a divetare, in alcuni casi, la "natura" del progetto stesso. Ebbene, questo obiettivo può essere raggiunto esprimendo forme e tecnologie contempranee utilizzando, perchè no, materiali appartenenti alla tradizione. Ecco alcuni esempi con la promessa di approfondire il tema con altri rifermenti progettuali quanto prima. (vedi ArchitetturaRurale Contemporanea / 2 del 4 nov 08)

























