31 lug 2011

Buone Vacanze!

Auguriamo a tutti i nostri fedeli lettori buone vacanze!!!

15 lug 2011

IL COMPASSO D'ORO PER LA PRIMA VOLTA IN SARDEGNA CON IL PROGETTO "DOMO"DELLA CASA EDITRICE ILISSO


Il progetto multidisciplinare "DOMO", svoltosi in ambito regionale e presentato lo scorso aprile al Salone del mobile di Milano, ottiene un importante riconoscimento nazionale con l'attribuzione del "Compasso d'Oro 2011". A ricevere l'ambito premio Vanna Fois, Anna Pau e Annalisa Cocco(coordinatrice del corso di product design allo IED di Cagliari, giù con me nella foto) che, insieme a Roberta Morittu, Giuliana Altea e Antonello Cuccu, hanno curato "Domo" per Ilisso.
Che cos'è Domo? «È un progetto del 2009 in occasione della XIX Biennale dell'artigianato sardo», ha spiegato la curatrice nuorese Vanna Fois«Prevedeva la realizzazione di 89 progetti che hanno dato vita a oltre 250 manufatti per 11 differenti ambiti artigiani con il coinvolgimento di 60 botteghe regionali e 33 designer di differenti specializzazioni e nazionalità». Manufatti che discendono da arcaica cultura materiale sarda, oggetti intimamente legati alla natura dell'Isola, messi in relazione con le istanze più aggiornate del design e del gusto. Sotto la regia dell'Ilisso hanno contribuito grafici, storici dell'arte, critici, fotografi. Tutto il lavoro è confluito in una mostra che si è svolta a Sassari negli spazi dell'ex Convento del Carmelo tra giugno e agosto del 2009 e infine in un grande catalogo.
Il volume (un vero libro-oggetto che entra a far parte della collezione storica del Compasso d'Oro ADI e che è in mostra nelle vetrine dei premiati al Macro) rende conto di ogni passaggio, ponendosi a testimone di un percorso complesso. «Il titolo Domo scelto per la mostra - ha concluso Vanna Fois - rende omaggio all'epicentro simbolico della cultura della Sardegna, la casa».
nella foto in alto il LIBRO-oggetto-- nella foto sotto la designer Annalisa Cocco

A CAGLIARI CENSURATO LO SPETTACOLO "CAMP"DELLE LUCIDOSOTTILE


Dopo l'annullamento da parte della Provincia di Cagliari dello spettacolo previsto all'Orto Bottanico dal 15 al 17 Luglio la compagnia delle Lucidosottile rilascia questa dichiarazione che pubblico integralmente!

"Ringraziamo l'Assessore Provinciale alla Cultura, Francesco Siciliano, per il suo accorato sostegno, e la sua offerta di mettere a disposizione della nostra Compagnia uno spazio alternativo all'Orto Botanico, ma lo spettacolo "Holy Peep Show" è stato concepito, scritto e studiato appositamente per quello spazio, e un suo spostamento comporterebbe un sensibile aggravio dei costi di produzione (relativi alla parte tecnica) che non siamo in grado di sostenere. A questo punto siamo dunque disposti a rinunciare al contributo di undicimila euro che ci era stato concesso dalla Provincia di Cagliari, proprio per evitare di aggravare la nostra situazione economica. Peraltro, l'annullamento dello spettacolo ci costerà 17 mila euro, cioè un terzo del contributo che annualmente ci viene riconosciuto dalla Regione Sardegna per la nostra attività. A questo punto, uno spostamento in uno spazio diverso dall'Orto Botanico aggraverebbe soltanto la situazione.

I rapporti con l'Orto Botanico sono sempre stati chiari: il via libera all'operazione "Holy Peep Show" è arrivato nel mese di maggio.

I problemi sono sorti la settimana scorsa con l'uscita dei manifesti "sei per tre". A quel punto ci è stato richiesto di cambiare l'immagine che presentava lo spettacolo. In caso contrario, ci è stato comunicato che l'Orto Botanico non sarebbe stato più nella nostra disponibilità. Solo dopo il nostro rifiuto a cambiare l'immagine dello spettacolo (cambio che avrebbe comportato anche un'ulteriore spesa economica) è arrivata la motivazione del Rettore dell'Università di Cagliari, Giovanni Melis, secondo cui l'Orto Botanico (concesso senza problemi negli ultimi mesi ad altre compagnie e associazioni culturali) non sarebbe agibile.

Ora noi chiediamo al Rettore di intervenire sulle cause dell'inagibilità e consentirci di portare in scena lo spettacolo all'Orto Botanico, così come concordato da mesi con i responsabili della struttura. A questa produzione la nostra compagnia lavora da due anni, coinvolgendo 67 professionisti.

La nostra compagnia è dal 2004 è riconosciuta dal MIBAC e un nostro rappresentante siede nel Consiglio Direttivo Nazionale della sezione Agis Danza. Siamo una realtà conosciuta ed apprezzata a livello nazionale, come testimonia la nostra attività e la nostra rassegna stampa.

La cancellazione dello spettacolo metterà in seria difficoltà la nostra Compagnia. Per questo chiediamo a tutte le forze politiche e sociali che credono nella libertà dell'espressione artistica, ai nostri colleghi e ai cagliaritani, di convincere il Rettore Melis a rivedere la sua decisione e a consentirci di portare in scena regolarmente "Holy Peep Show" dal 15 al 17 luglio."

LO SPETTACOLO:
Holy Peep Show è contaminazione tra tre dimensioni: la cultura religiosa "popolare"stereotipata e annidata nella coscienza collettiva occidentale, la fiaba di Pinocchio di Collodi, ricca di simbologia e fortemente legata agli archetipi più vicini alla sociologia attuale, e la rielaborazione provocatoria e irriverente poetica della compagnia LucidoSottile, che sceglie di giocare con gli archetipi dei personaggi della fiaba italiana più conosciuta nel mondo, per connetterli ad alcune delle più suggestive figure sacre della spiritualità cristiano- cattolica.
Lungo gli otto camminamenti del percorso guidato dai Padri Spirituali, i personaggi nelle stazioni di apparizione assumono forma, carattere, personalità, e si "manifestano" in tutta la loro umana/sacralità.
I Padri Spirituali, di una religione non definita, ironicamente vicina al New Age e alle innumerevoli correnti legate alle " scuole di illuminazione", accolgono il pubblico (i pellegrini), e lo guidano attraverso l'Orto Botanico in direzione delle postazioni dove si incontreranno personaggi come Santa Agata Maria Mercedes Lopez nell'interpretazione del Grillo Parlante, San Francesco nei panni di Geppetto, I tre pastorelli di Fatima nel Campo dei Miracoli, una danzante Bernadette / La Balena o "il terribile pesce cane" come scrisse Collodi, impreziosita da una istallazione in cima alla fontana Pampanini realizzata dal pittore e writer, Federico Carta noto Crisa. Per arrivare poi a Gesù nel ruolo di Pinocchio, Sant'Efisio come Lucignolo nel paese dei Balocchi, fino a passare nel campo dei cactus spinati dove troveremo i Santi Padri Pedofili nel ruolo del Gatto e la Volpe, per concludersi con La Madonna che interpreta il ruolo della Fata Turchina.
Tante sono le suggestioni, i velati riferimenti, quanto le provocazioni, esplicite o suggerite dalle LucidoSottile, Tiziana Troja e Michela Sale Musio, note al pubblico come Le Lucide. Aspra è la loro polemica contro le ultime dichiarazioni della Chiesa Cattolica in merito ai fatti di cronaca recenti, riguardanti gli occultamenti degli episodi di pedofilia, gli scandali sessuali, lo sperpero di denaro, trasformazione dei luoghi deputati alla preghiera in vere e proprie mete commerciali, che ben poco hanno in comune con la spiritualità.
Risultano visibili e semplici, i raccordi registici e le simbologie che vedono tra gli altri una Bernadette, figura purissima strumentalizzata e torturata dalle suore compagne del convento, invidiose delle sue visioni, aggirarsi confusa a racimolare denaro per dare sostentamento al suo paesello (Lourdes) che le LucidoSottile simboleggiano nella "Balena che tutto divora" , il pesce, simbolo della religione cattolica, evidenziando la sua brama continua ad accumulare ricchezze materiali, a dispetto della reale situazione di povertà che dilaga nel mondo.

Un generoso San Francesco, spirito guida della compagnia LucidoSottile, che si spoglia per donare i suoi vestiti da ricco borghese ai poveri, e decidendo di dedicare la sua vita alla preghiera in povertà, così Geppetto , diventato padre ,si priverà della sua giacca, unico riparo per il gelido inverno, per nutrire suo figlio neonato e affamato; e Gesù/Pinocchio, nei panni di un politico intento a ripassare il suo discorso pre-ettorale, pregno di promesse impossibili, sotto lo sguardo attento e i consigli di Maria Maddalena che lo invita ad essere il più sincero possibile, per il bene dell'umanità.
Cinquanta prestigiosi interpreti nel cast artistico, tra cui spiccano i Sikitikis, le Balentes, Ombretta Pisanu, gli attori:Angelo Trofa, Valentina Fadda, Vanessa Podda del Gruppo Batisfera, Andrea Ibba Monni e Gà di Ferai Teatro, Antonella Puddu, Daniele Meloni. I danzatori: Valentina Puddu, Michela Laconi ,Gabriele Vaccargiu. Dayana Drag Queen e Tina Pika Drag. Ilenia Cugis, Susy Monni, Alberto Lorrai, Margherita Delitala e numerosi altri insieme ad una ventina di comparse di questo villaggio incantato.
La grafica e l'immagine di Holy Peep Show sono curate da Daniele Coppi.
Dieci tecnici tra Sound Design, Light Design e assistenti.

Una produzione "gigantesca" per una compagnia, che nonostante i successi di pubblico e di critica nazionale, i numerosi riconoscimenti, non riesce a farsi spazio nell'impelagato mondo degli affidamenti alla Cultura della Regione Sardegna.
IL VIDEO di PROTESTA

13 lug 2011

XXII COMPASSO D'ORO 2008-2010 : TRA I PREMIATI ANCHE LA SARDEGNA


Il premio Compasso d'Oro, fondato da La Rinascente nel 1954 da un'idea di Gio Ponti e successivamente ceduto all'ADI (Associazione per il Disegno Industriale), ha celebrato quest'anno la sua XXII edizione premiando i migliori prodotti, servizi, studi e ricerche del triennio 2008-2010. La premiazione è avvenuta ieri pomeriggio al MACRO di Roma, nella sede del Testaccio, la Pelanda.

Le regole del premio, ormai consolidate dalla XIX edizione, prevedono una preselezione operata da un Osservatorio Permanente del Design, composto da esperti di settore che hanno il compito di monitorare la situazione del design italiano e i cui risultati confluiscono nei volumi annuali ADI Design Index. Solo all'interno dei progetti pubblicati negli Index la giuria internazionale nominata dall'ADI opera le sue scelte.

Quest'anno, presieduta da Arturo Dell'Acqua Bellavitis (Italia) e composta da Chantal Clavier Hamaide (Francia), Umberto Croppi (Italia), Guto Indio Da Costa (Brasile), Pierre Keller (Svizzera), Cecilie Manz (Danimarca), Clive Roux (USA), Shiling Zheng (Cina), la giuria ha assegnato 19 premi a prodotti, mentre 9 premi alla carriera, 3 premi internazionali e 1 premio speciale sono stati conferiti direttamente dal comitato esecutivo ADI. Inoltre, uno speciale comitato ha assegnato 3 premi Targa Giovani, riservati agli studenti delle scuole di design.

Ecco la lista completa dei 19 Compassi d'oro 2011
1. Pasta Pot di Patrick Jouin per Alain Ducasse per Alessi (Index 2008)

2. Tonale di David Chipperfield per Alessi (Index 2010)

3. Steelwood Chair di Ronan&Erwan Bouroullec per Magis (Index 2008)

4. Smith di Jonathan Olivares per Danese (Index 2008)

5. Myto di Konstantin Grcic per Plank Collezioni (Index 2008)

6. Teak Table di Alberto Meda per Alias (Index 2008)

7. Fiat 500 di Fiat Group Automobiles Design per Fiat Group Automobiles (Index 2008)

8. Hope di Francisco Gomez Paz, Paolo Rizzatto per Luceplan (Index 2010)

9. DRM Design Research Maps di Stefano Maffei, Paola Bertola, Massimo Bianchini, Beatrice Villari (Dipartimento INDACO – Politecnico di Milano) per Rete SDI - Sistema Design Italia, CPD- Conferenza dei Presidi di Design, CDD –Coordinamento dei Dottorati in Design (Index 2008)

10. Frida di Odoardo Fioravanti per Pedrali (Index 2009)

11. Napoli Teatro Festival Italia di Tassinari/Vetta - Leonardo Sonnoli e/and Paolo Tassinari per Fondazione Campania dei Festival (Index 2009)

12. Multiverso - Icograda Design Week Torino 2008 di Zup Associati per AIAP (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva) e/and Icograda (International Council of Graphic Design Associations) (Index 2009)

13. Nuur di Simon Pengelly per Arper (Index 2010)
14. Elica di Brian Sironi per Martinelli Luce (Index 2010)
15. Yale di Jean-Marie Massaud per MDF Italia (Index 2010)
16. DOMO XIX Biennale dell'Artigianato Sardo di Italo Antico, Alessandro Artizzu, Lee Babel, Berselli Cassina Associati, Andrea Bruno, Vittorio Bruno, Maria Calderara, Annalisa Cocco, Antonello Cuccu, Adriana Delogu, Lia Di Gregorio, Angelo Figus, Giuseppe Flore, Antonio Fogarizzu, Valentina Follo, Giulio Iacchetti, Nilla Idili, James Irvine, Setsu & Shinobu Ito, Ugo La Pietra, Marta Laudani e/and Marco Romanelli, Paolo Marras, Tomoko Mizu, Roberta Morittu, Palomba Serafini Associati, Eugenia Pinna, Gianfranco Pintus, Pierluigi Piu, Florence Quellien, Salvatore+Marie, Alessio Tasca, Paolo Ulian, Nanda Vigo per Ilisso Edizioni (Index 2010)
17. Rossa. Immagine e comunicazione del Lavoro 1848-2006 di N!03 con Stefano Vellano, Luigi Martini per Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario CGIL (Index 2008)

18. Sunset di Hangar Design Group per Movit - Pircher Oberland (Index 2008)
19. Lab 03 di Ludovica + Roberto Palomba per Kos (Index 2009)

Inoltre sono stati assegnati 77 menzioni d’onore. A questi si aggiungono 9 premi alla carriera a protagonisti del design italiano, 3 premi assegnati a figure internazionali e un premio speciale. Infine, 3 targhe e 10 attestati ai migliori progetti realizzati dagli studenti delle scuole di design italiane.


SITO web ADI

04 lug 2011

100 ANNI DI COSTANTINO NIVOLA ,LO SCULTORE SARDO CHE FECE FORTUNA IN AMERICA


Sarà Paolo Fresu in trio con Dhafer Youssef e Eivind Aarset ad aprire il centenario della nascita dell’artista Costantino Nivola (Orani, 5 luglio 1911), che culminerà con l’inaugurazione dei nuovi spazi espositivi del Museo Nivola
Costantino Nivola, scultore di fama internazionale, è nato a Orani il 5 luglio 1911.Artista controcorrente, dalla complessa personalità, influenzato dalla molteplicità di componenti culturali e antropologiche assorbite, Costantino Nivola (Orani, Nuoro, 1911 - Long Island, 1988) fin dal principio della sua carriera si rivela in antitesi all’estetica del modernismo a favore di un’arte anonima e totale. Dal valore universale. Sintesi e purezza della forma sono le prerogative del suo codice scultoreo -in particolare per quanto riguarda l’ultimo decennio- che nulla ha a che vedere col purismo, bensì è il risultato del connubio tra mediterraneità e avanguardie storiche, nello specifico Brancusi e Moore. Attraverso una sintesi di arcaismo, sperimentazione e quell’asprezza del primitivismo che trova nel concetto di femminilità un ruolo centrale. E che mai lo imbriglierà all’interno di schemi precostituiti.Il trasferimento negli States e l’incontro con Le Corbusier nel 1946 segnerà la svolta del suo percorso. Ne sono esempio i Paesaggi urbani di NY -dove l’artista, edulcorando la componente espressionista, si rivela una sorta di precursore della cultura pop - e una mezza dozzina di sand-cast (modellazione della materia attraverso una matrice di sabbia) degli anni ’50, tra cui uno Studio per lo showroom Olivetti di NY, impresa di decorazione architettonica affidata all’artista nel 1954.
Dai primi anni ’60 Nivola si dedica alla lavorazione della creta, mostrando la capacità di calarsi in una dimensione particolarmente intimista. Dai Letti -miniature a tutto tondo, metafore dell’esistenza e simbolo del rapporto uomo-donna- alle Spiagge e alle Piscine, altorilievi talvolta graffiti che risentono dell’influenza di Arturo Martini, modellate frapponendo una sottile tela alla materia. Una riflessione sull’identità, costante nel percorso di un artista violentemente sradicato dalla propria cultura, che subisce profonde mutazioni e conseguenti adattamenti non poco sofferti, così come si deduce a alcuni suoi scritti, Passa l’adolescenza facendo il manovale: è il suo primo incontro con la calce, la pietra, la terra e la sabbia. Mario Delitalia, noto pittore oranese, lo introduce al mondo dell’arte. Nel 1931 Nivola lascia Orani per recarsi a Monza dove si scrive all’Istituto statale per le industrie artistiche. Li conosce Ruth Guggenheim, la donna che starà con lui per il resto della sua vita. La giovane coppia è costretta a scappare in Francia: sono gli anni delle leggi razziali e lei è ebrea. Subito dopo la coppia si trasferisce negli Stati Uniti d’America. E qui che l’artista fa fortuna. Ma la passione per la Sardegna lo riporta spesso nella sua terra d’origine. Il 5 maggio 1988 Nivola muore a East Southhampton (USA), un girovago che ha fatto fortuna nel mondo, pur rimanendo sempre con lo sguardo rivolto verso la sua terra, la Sardegna: una passione che ha coinvolto anche la sua vedova, Ruth Guggenheim Nivola, che ha voluto essere presente all’inaugurazione della mostra. Udo Collu, presidente della Fondazione Nivola spiega: "C’è il progetto del Parco museo di Costantino Nivola che attende l’approvazione del POR. Il progetto è stato redatto dal famoso architetto statunitense Peter Chermayeff, allievo di Nivola e ideatore del più grande acquario del mondo, a Osaka in Giappone." Numerose le visite illustri giunte al museo da ogni parte. Tra gli stranieri la maggioranza è di americani, allievi a artisti, che hanno ammirato alcune delle sue opere oltre Oceano o nel sito Internet a lui dedicato. Le sue creazioni peraltro appaiono nei principali scali aeroportuali dell’Isola ed al palazzo della Regione di Cagliari.