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14 mar 2009

Docenti universitari e libera professione

Sul sito AMATELARCHITETTURA, che ci piace considerare un nostro "alterego", è in corso un vivacissimo, interessante ed attuale dibattito in merito alla normativa in vigore sull'incompatibilità tra la docenza universitaria a tempo pieno e l'attività di libera professione compresa la partecipazione a concorsi di idee e/o la sottoscizione di incarichi per lavori pubblici.
Vi invitiamo a leggerlo con attenzione, ecco il link: "a proposito della torre di Purini all'EUR"
Riportiamo di seguito una deliberazione dell'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici del 2002 che sembra non lasciare dubbi sull'argomento (clicca su "read more").


Deliberazione n. 179 (AG 42/02) del 25/06/2002
Articolo 17 - Codice 17.2

Ai sensi del D.P.R. 382/1980, l'attività di docente universitario a tempo pieno è incompatibile con l'attività professionale di progettazione e direzione lavori, mentre l'attività di docente universitario a tempo parziale consente lo svolgimento di dette attività, stante il regime speciale previsto dall'indicato regolamento.
Non risulta conforme alla normativa vigente l'affidamento al personale docente universitario, non appartenente all'Ufficio tecnico dell'Ateneo, di incarichi di progettazione remunerati con l'incentivazione di cui all'art. 18 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.

Stante il carattere tassativo dell'elenco dei soggetti aventi diritto ad essere affidatari di incarichi di progettazione, contenuto nell'art. 17 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., risulta non conforme al dettato normativo l'affidamento di detti incarichi a dipartimenti universitari, fatta salva la possibilità per gli stessi di costituire apposite società in base all'autonomia riconosciuta alle Università dalla legge 168/1989.


21 mag 2008

Località balneare cambia colore.

Siamo a Capo d'Orlando (ME)"Settimana del colore". Lunedì 19 Maggio 2008 il lido di San Gregorio cambia colore; infatti, "sotto le direttive del Vice Presidente del Consiglio (...) comunale e con la collaborazione di un consigliere (...) viene messo in atto il piano colore che propone di riqualificare il borgo marino con piani particolareggiati e contribuirà a rendere la zona un’importante isola turistica, dando un impulso non indifferente all’economia e mettendo in grado i residenti di sfruttare al meglio ed appieno le pontenzialità che esso incarna. Il tutto grazie anche alla partecipazione gratuita di un architetto e di due ditte presenti nel territorio..." questo è quello che si legge su un quotidiano on line della zona del messinese. Viene detto che "questo è il primo intervento studiato dall’Amministrazione Comunale che sarà completamente gratuito e servirà a cambiare il volto delle abitazioni presenti sul tratto di litorale". (...) "Sotto la costante direzione dell’Architetto Basilio Contiguglia e grazie alla ditta “Vivi Color” che fornirà i materiali, ben venticinque edifici cambieranno colore".
Io non so cosa pensare. Evento positivo? La ditta si fa pubblicità e va bene, la gente del borgo godrà di una buona stagione turistica rilanciata dal nuovo volto, l'intervento sarà di qualità e seguito da un professionista, l'amministrazione risparmia un pò. Siamo proprio in un periodo di crisi nera. Comunque non è l'unico paese in Italia. Molti sono i piccoli centri che "si industriano" in ogni modo per potere migliorare la propria immagine e salvaguardare il patrimonio culturale, paesagistico e artistico coinvolgendo le ditte, le imprese, sponsor e investitori stranieri. Ammirevoli.
Auspico che a questo stesso punto possa arrivare, per esempio, parte della riviera iblea con le sue caratteristiche dune sabbiose, tipiche della costa che va da Scoglitti alla foce del fiume Dirillo. Salvaguardare questo tratto di costa sembra a molti superfluo, uno spreco. Io non lo credo. Certo gli itinerari naturalistici e il sistema ad essi connesso non sono abbastanza remunerativi e poi non sono difesi da tutti, dunque vanno eliminati?



http://www.messinawebtv.it/site/singola.php?contentId=8545

22 feb 2008

Incarichi all’asta: chi offre di meno?

Con l'entrata in vigore della nuova normativa sugli affidamenti di incarichi, anche la progettazione per conto di enti pubblici è condizionata in modo enorme dallo sconto offerto dal professionista. E' ovvio che nella maggior parte dei casi e con le dovute e rispettabili eccezioni, ciò significa che la qualità del servizio offerto diminusce proporzionalmente alla parcella.
Mi è già capitato diverse volte nel corso dell'ultimo anno di contrattare il costo di una progettazione nè più nè meno come avrei fatto io stesso con per acquistare il pesce al mercato. Il principio è più o meno lo stesso: c'è sempre una bancarella vicina che ti offre "quasi" la stessa cosa ad un prezzo minore e più tempo passa meno costa il prodotto. Il principio è giusto e per la verità ne condivido le finalità perchè mira a creare più occasioni ai giovani e ad instaurare un mercato di libera concorrenza coerentemente a quanto accade in europa. Il problema è che in Italia, nel meridione in particolare, non esiste la cultura dell'architettura contemporanea ed è quanto meno estenuante convincere il proprio committente (pubblico o privato) che spendere qualcosa in più per una maggiore ricerca compositiva non è una cosa inutile "da architetti filosofi" ma un valore aggiunto di cui si coglieranno i benefici forse solo un pò più in là nel tempo.