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24 mag 2011

ARCHICOMUNICA

L’ Architettura incontra la Comunicazione
10 -11 GIUGNO 2011


CATANIA
PALAZZO DELLA CULTURA
CORTILE PLATAMONE
VIA VITTORIO EMANUELE II, 121

Archicomunica, due giornate sull’incontro tra architettura e comunicazione in ambito strategico, mediatico e visivo. Agli incontri sono invitati a partecipare Architetti e Ingegneri della Provincia di Catania.

La domanda di partecipazione è scaricabile dai siti web: http://www.ordinearchitetticatania.it/ o www.fondazioneordinearchitetticatania.it
e dovrà essere inviata all’indirizzo mail archicomunica@fondazioneordinearchitetticatania.it entro le h 24.00 dell’ 8 giugno 2011.

Il numero dei partecipanti ammessi è max 30.
La quota di iscrizione è di € 80,00.
Ad ogni partecipante verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
INFO: +39 349 82 57 253

Evento patrocinato anche da SPAZICONTEMPORANEI

11 feb 2011

Architects meet in Selinunte: Prospettive per il prossimo futuro.

Dall’ 11 al 14 marzo ci sarà a Selinunte un grande incontro di architettura a cui ha lavorato l’Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC).
Il convegno è concepito come un flusso ininterrotto di informazioni. La corrente principale di questo flusso sono le esposizioni dei TALENTS, cioè di venti gruppi under 35 di altrettante diverse nazionalità selezionati come i migliori operanti a livello internazionale, i quali durante i tre giorni si alterneranno sul palco. Gli interventi dei TALENTS saranno intervallati dagli interventi dei CRITICS, cioè direttori delle riviste partner dell’evento e critici di riconosciuto livello internazionale, e dalle conferenze degli SPECIAL GUEST, cioè quattro studi di architettura operanti a livello internazionale e noti per la loro ricerca architettonica.

INFO ITALIA: Zaira Magliozzi, segreteria@presstfactory.com;

Federica Russo, infoeventi@presstfactory.com

INFO ESTERO:Bernardina BORRA, borra@demoarchitects.com

Vedi il Video di presentazione: Promo

4 gen 2011

Daniel Libeskind e il Ponte sullo Stretto di Messina


E' un architetto di fama mondiale chi si occuperà della gran parte delle opere connesse al Ponte sullo Stretto di Messina, parliamo di Daniel Libeskind, polacco di origini, visse per alcuni anni a Tel Aviv per poi trasferirsi prima a New York e poi a Londra. Egli è tra i principali esponenti del decostruttivismo nell'architettura americana; tra le sue opere più conosciute ricordiamo: il Museo Ebraico di Berlino (Germania), la London University Post Graduate Centre a Londra (Inghilterra), la Ricostruzione di Ground Zero a NYC (USA) nel quale è attualmente impegnato.
Il Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli ha espresso grande soddisfazione per la consegna del progetto definitivo alla Società per lo Stretto di Messina per la realizzazione del ponte e di oltre 40 km di raccordi stradali e ferroviari.
Il progetto comprende 8000 elaborati che confermano tutte le impostazioni tecniche ed i costi di costruzione del progetto preliminare redatto dalla società Stretto di Messina ed approvato nel 2003 dal Cipe. In particolare le opere progettate dall'archistar, comprese nel progetto definitivo, riguardano il lato calabrese del ponte e, nello specifico, l'area del centro direzionale presso la località Piale (Villa San Giovanni), la fascia dal blocco di ancoraggio alla torre del ponte (Cannitello), il lungomare di Villa San Giovanni con l'obiettivo di offrire un ulteriore valore aggiunto agli aspetti paesaggistici e urbanistici della costa calabrese interessata dalla realizzazione del ponte e dei suoi collegamenti. I dettagli sono stati stabiliti dall’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, insieme con il direttore generale della società, Giuseppe Fiammenghi, che hanno incontrato a Roma il celebre architetto.

"Con l'intervento dell'architetto Libeskind si aprono nuovi scenari di assoluto rilievo non solo per l'area polifunzionale del centro direzionale del ponte, destinata ad ospitare strutture espositive, commerciali, congressuali ed alberghiere, ma anche per il lungo mare di Villa San Giovanni", ha commentato Ciucci, aggiungendo che "il progetto potrebbe essere arricchito con alcuni interventi sul lato messinese nel segno della continuità tra le due coste".

20 apr 2010

Convegno PIANO CASA con Lions Club Mascalucia


"Piano Casa_prospettive per il territorio" 23 APRILE 2010
Via del Bosco 19 Massannunziata
ore 17:30

Convegno dibattito organizzato da Lions Club Mascalucia in collaborazione con l'Ass.Cult. Spazi Contemporanei, col patrocinio del Comune di Mascalucia, l'Ordine degli Architetti PPC di Catania e la Fondazione dell'Ordine degli Architetti PPC di Catania.

Dopo l'approvazione definitiva del Piano Casa in Sicilia si mettono a confronto esperti, istituzioni e giovani professionisti.
Il Convegno intende chiarire anche ai non addetti ai lavori le importanti novità sul mondo dell'edilizia esistente, infatti "La norma ottiene un doppio obiettivo: da un lato la riqualificazione degli immobili, anche per migliorarne la sicurezza (...); dall'altro permettere l'attivazione di investimenti privati che contribuiranno a far ripartire la nostra economia" secondo quanto espressamente manifestato dai legislatori regionali.

In occasione del Convegno Inaugurazione della XVI tappa: Mostra Itinerante Giovani Architetture Catanesi visitabile dal 21 al 26 Aprile 2010.

Qui il resto del post

14 gen 2010

Il vecchietto e l'architetto...

... In un paesino di pescatori della sicilia jonica un vecchietto, avvicinandosi alla recinzione di un cantiere appena avviato per restaurare una vecchia casa, osserva un tale che gli sembra essere uno importante perchè dirige i lavori ed è vestito pulito.

Il vecchietto, pur non conoscendo il tale, lo saluta togliendosi la coppola in senso di rispetto: "buongiorno geometra" accompagnando il saluto con un cenno della mano alzata e un lieve abbassamento del capo in perfetto stile "voscenza binirica!".

Il tale, pur essendo in realtà un architetto fresco fresco di laurea, decide suo malgrado di non prendersi la questione e decide di rispondere educatamente al saluto con un malcelato sorriso di circostanza.

L'indomani, visto che il vecchietto era di spirito abitudinario, avviene la stessa scena del saluto educatamente ricambiato... e così tutti i giorni per una settimana di fila.

La settimana successiva, l'architetto che non ce la faceva più a resistere, risponde al saluto aggiungendo: "senta... così.., non è che io ci tenga ma... tanto per essere precisi, io non sono geometra ma sono architetto!".

Il vecchietto, dimostrando a gesti un grande apprezzamento per una tale rara modestia ribatte: "e va beh.... quasi geometra!" ... e se ne và.


9 gen 2010

Architetti in crisi nel 2009

"PALERMO - Dopo la crisi, liberi-professionisti a rischio povertà anche in Sicilia. Il settore più colpito, secondo il dato nazionale rilevato da Contribuenti.it, , che riporta la chiusura di 300 mila studi, è quello delle professioni dell’area giuridico-economica.
In Sicilia, il 50% degli avvocati, in un anno, guadagna meno di 9 mila euro. Oltre alla crisi, sul futuro della categoria ha pesato l’accesso illimitato alla professione che ha fatto lievitare la concorrenza e fatto scendere le tariffe a livelli indecorosi.
Ma nella nostra Isola, a soffrire sono anche Ingegneri ed Architetti. I primi hanno subito una riduzione del fatturato del 40%, a cui seguono anche le difficoltà dei secondi. “Per rilanciare il settore- commenta Gaetano Fede, Presidente della Consulta Regionale degli Ingegneri - bisognerebbe adottare alcune misure, non definitive, ma molto importanti, come il Piano Casa, che significherebbe lavoro per la categoria e per l’indotto”. La difficoltà della categoria è confermata anche dalle misure della Cassa di Previdenza degli Ingegneri, che da sempre rigorosa con gli iscritti nel chiedere il regolare e puntuale pagamento delle quote contributive, viste le gravi difficoltà attuali, ha scelto di posticipare il pagamento dei contributi ad aprile 2010.
“Molti studi professionali- afferma Rino La Mendola, Presidente della Consulta Regionale degli Ordini degli Architetti - che prima attingevano alle commesse pubbliche, oggi hanno dirottato i loro interessi nel campo privato, che era già abbastanza povero e caratterizzato da un’offerta certamente superiore alla domanda. Le crescenti difficoltà di accesso al settore dei lavori pubblici, determinate da una legislazione di settore che, inseguendo e, talvolta, mal recependo le direttive europee, ha, di fatto, trasformato il professionista in un imprenditore che, per accedere agli incarichi professionali, è costretto a passare per gare fondate su parametri selettivi di tipo quantitativo, come il ribasso dell’onorario il quale, dopo le recenti riforme, può raggiungere percentuali altissime... del 70 o anche dell’80%. Un’altra ragione della crisi, è determinata dalla riforma universitaria, che ha aumentato il numero di qualificazioni professionali. Tuttavia, anche l’architetto deve fare i conti con un mercato, che, a fronte di una scarsa domanda, propone una notevole offerta di professionisti. Basti pensare che solo in Sicilia operano più di 12.000 architetti…”."

8 ott 2009

"Architettura contemporanea ed eco-sostenibile" tra i principali punti programmatici del nuovo Consiglio dell'Ordine degli Architetti di Catania

Dopo appena un anno dalla nascita dell'Associazione Spazi Contemporanei e dall'attività del gruppo di redazione di questo blog, è con immenso piacere che leggiamo il primo comunicato del nuovo consiglio dell'Ordine di Catania in cui, per la prima volta, si parla di promozione dell'architettura contemporanea ed eco- sostenibile.
Non vogliamo per questo riconoscerci alcun merito anche perchè l'obiettiva necessità di affrontare i temi della qualità in architettura è ormai indiscutibile ed è una strada che un'Ordine rappresentativo di più di 1500 colleghi non poteva ignorare oltre. Siamo solo felici di avere intrapreso questa strada per primi e, adesso, cominciamo a sentirci meno soli.
Ci limitiano pertanto a pubblicare per intero il comunicato sampa diramato stamane dopo l'insediamento del neo-Presidente Arch. Luigi Longhitano e del nuovo Consiglio dell'Ordine.

ORDINE ARCHITETTI CATANIA, NOMINATO NUOVO PRESIDENTE GIGI LONGHITANO
«Un Consiglio proiettato sull’innovazione, preparato e motivato
all’insegna del rinnovamento, dell’apertura e di nuove strategie di comunicazione»
CATANIA - Sarà Luigi Longhitano a presiedere l’Ordine degli Architetti della Provincia di Catania per i prossimi quattro anni, succedendo a Tony Licciardello in carica per ben 12 anni. La nomina in seno al nuovo consiglio – allargato rispetto al passato e composto oggi da 15 membri – è avvenuta ieri sera, 7 ottobre.
Questa mattina, 8 ottobre, presso la sede dell’Ordine etneo l’insediamento ufficiale del presidente Longhitano, libero professionista di 51 anni, e delle altre cariche che guideranno gli oltre 1.500 iscritti: Giuseppe Scannella, libero professionista di 56 anni, ricoprirà la carica di vice presidente vicario, Angelo Buccheri, libero professionista di 54 anni sarà il segretario e Paola Pennisi, 44 anni, sarà vice presidente aggiunto nonché tesoriere fino a dicembre, mentre a partire dal 2010 la responsabilità della tesoreria verrà riconsiderata in funzione degli sviluppi organizzativi in seno al Consiglio, come tiene a precisare il neo presidente Longhitano.
Una compagine, questa, racchiusa dentro lo slogan che ha contrassegnato la campagna elettorale: “ + Architetti, + idee… Catania”, nel segno di un’attenzione al territorio della provincia - ogni quadrimestre, infatti, l’adunanza di Consiglio si effettuerà nelle aree territoriali Calatino - Etna Nord/Est- Etna Nord/Ovest – dell’ efficienza, dei servizi per gli iscritti, della formazione continua e delle attività culturali di varia natura finalizzate alla promozione dell'Architettura Contemporanea ed eco-sostenibile, mirate al coinvolgimento dei non addetti ai lavori e alla nuova diffusione di una cultura dell'architettura come strumento per qualificare gli spazi di attività dell'uomo.
«Proseguiremo quell’azione di rinnovamento già avviata – commenta il neo presidente Longhitano - per far sì che i prossimi anni possano vedere la nostra professione proiettata nel ruolo e nella considerazione che le sono dovute. Il prossimo quadriennio vedrà il nuovo Consiglio impegnato in nuove, diverse e più complesse problematiche, per dare risposte rapide, efficienti ed efficaci, che non possono certo prescindere da un’attenta analisi dei ruoli e delle funzioni, da raccordarsi anche con altri Ordini similari e collaterali, e in particolare con gli ingegneri, per aumentarne la forza contrattuale. Il tutto con il supporto delle nuove generazioni, per sostenere e acquisire gli strumenti con cui governare il futuro»
Un Consiglio proiettato sull’innovazione, preparato e motivato, all’insegna del rinnovamento, dell’apertura e di nuove strategie di comunicazione, per la costruzione di una “democrazia urbana” senza contrapposizioni alla politica e alla società civile. Con un solo e unico obiettivo: lo sviluppo del territorio.

8 ottobre 2009 u.s.


(tratto da I-press)

8 ago 2009

I progetti dei giovani catanesi in piazza; un'occasione per parlare di architettura.

















Si parla troppo poco di architettura. Credo che molta gente non conosca a fondo il significato di questa parola. Sicuramente molti non conoscono il significato della parola "Architetto" e sconoscono anche il ruolo che dovrebbe/potrebbe avere questa professione per migliorare la qualità della vita sia nella sfera privata della residenza che negli spazi pubblici, di lavoro o del tempo libero. Anche per questo la nostra terra non esprime da decenni opere di architettura di una certa qualità. Parliamoci chiaro, raramente ci viene chiesto di fare il nostro lavoro, di fare gli Architetti. Un Sindaco chiede un'attenzione particolare alla salvaguardia del patrimonio storico esistente. Un privato chiede opera di "abellimento" su un progetto già fatto o un cantiere già avviato. Un'azienda esige un look che "acchiappa"!. Ma l'architettura è un'altra cosa; o quantomeno è anche qualcos'altro.
E allora bisogna parlare di più di architettura, in ogni occasione. Trovare il modo e l'occasione di spiegare come l'architettura potrebbe esprimere il volto di una sicilia contemporanea, aperta alle innovazioni, attenta ai condizionamenti dovuti al clima mediterraneo ma, allo stesso tempo, fortemente ancorata alle proprie tradizioni ed al proprio passato.
per leggere il resto del post clicca sul titolo

Facciamo un paragone: quando c'è un problema legato alla salute si pretende dal medico che sia bravo. Ma cosa vuol dire bravo? Vuol dire aggiornato con i più recenti sistemi di cura, con le più recenti tecniche, etc. Tali sistemi e tecniche sono il risultato di secoli di ricerca ed innovazione. In Architettura dovrebbe essere la stessa cosa.
In sintesi, si dovrebbe trovare il modo per stimolare un sottofondo culturale che potrebbe crescere, crescere, e crescere fino a quando la gente, domani, avrà la consapevolezza del significato corretto della parola "Architettura" così come della "Medicina", in modo da rivolgersi ad un professionista con un approccio corretto che permetta ad entrambi di ottenere il migliore risultato; tecnicamente, funzionalemtne e culturalmente adeguato ai nostri tempi.
Bisogna ammettere che noi siciliani abbiamo, tra l'altro una naturale propensione alla "lamentela" e mi rendo conto che il tono di questo articolo rischia di perdersi nel tunnel dell'autocommiserazione. L'intento non è naturalmente questo ma bisogna dirle certe cose e credo che il ruolo dell'Architetto in fondo sia anche questo: stimolare il dibattito culturale quando ci si rende conto che il bisogno è diventato necessità.

Un'occasione per fare tutto ciò ce l'hanno i giovani architetti catanesi. La Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Catania, di cui faccio parte da qualche mese, stà organizzando una mostra itinerante mirata a promuovere l'attività e la professionalità dei giovani iscritti. Questo è l'obiettivo diretto. Quello indiretto è portare l'architettura in piazza anche nei piccoli centri. Permettere ai nostri giovani colleghi di mostrare a clienti ed amici la propria esperienza e, nel frattempo spiegare loro come si possa qualificare i luoghi in cui si vive e si lavora grazie all'architettura intesa nel senso più completo e meno superficiale del termine (come lo intendevano gli antichi). I giovani che parteciperanno alla mostra (il termine per le iscrizioni scade il 28 agosto) potranno anche coordinare ed organizzare l'esposizione nel proprio comune; una occasione in più per assumere un ruolo con le amministrazioni e di coinvolgere gli amministratori illustrando gli obiettivi (diretti ed indiretti) dell'evento.

Per coloro i quali volessero maggiori informazioni ecco alcuni utili link:

- Articolo su ArchitetturaCatania "Mostra Giovani Architetti Catanesi" ;

- Pagina del sito della Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Catania da cui scaricare il regolamento e gli allegati per partecipare alla mostra;

- Pagina dell'evento su Facebook


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1 lug 2009

Seminario sui nuovi materiali dell'Architettura Contemporanea a Catania

Spazi Contemporanei e la Fondazione dell'Ordine dgli Architetti di Catania, Martedì 7 Luglio alle ore 15:00 presso la sede dell'Ordine a Lrgo Paisiello 7, terranno un seminario tecnico dal titolo “Nuovi materiali per l’architettura contemporanea”. Il seminario, nasce dall’esigenza di diffondere l’uso dei nuovi sistemi costruttivi in elementi metallici in Sicilia, accostandoli ai materiali della nostra tradizione.
Talvolta, la diffusione del pensiero architettonico contemporaneo, si scontra con la scarsa propensione al cambiamento , dovuto sicuramente a una debole conoscenza delle sue versatili sfaccettature . Troppo spesso i committenti condizionano le scelte progettuali degli architetti, perché non conoscono altri sistemi che non siano le coperture in “coppi” e le facciate “intonacate”. E’ per questi motivi che occorre estendere il presente invito a tutti coloro che potranno approfittare di tale occasione per vedere alcune realizzazioni con soluzioni innovative.
L’esigenza di organizzare questo incontro divulgativo e’ nato durante l’evento , dello scorso 23 maggio, “ 11x11” organizzato in sinergia tra la Fondazione OACT e la nostra associazione Spazi Contemporanei , che ha contribuito a rinnovare il dibattito sul divario che esiste attualmente in architettura tra gli standard qualitativi europei e quelli siciliani. Tale divario spesso è dovuto alla scarsa diffusione di nuove tecnologie costruttive (a secco) che consentono di ottenere il miglior risultato formale e funzionale con grande attenzione ai principi della eco-sostenibilità dell’intervento e della riciclabilità.
Ospite dell’evento è la ditta “I Lattonieri” che , specializzata nella posa della lattoneria in rame/zinco/alluminio ed inox illustrerà, grazie alla collaborazione del gruppo Alpewa , che ha selezionato in Europa i migliori marchi fra i produttori di sistemi per coperture e facciate metalliche , tutti i sistemi e le tecniche di posa mostrando esempi concreti di realizzazioni.

11 feb 2009

Lettera aperta ai presidenti degli Ordini degli Architetti

Abbiamo scoperto che l'Associazione Culturale SPAZI CONTEMPORANEI ha un "avatar".
Si tratta della neo-nata Associazione AMATE L'ARCHITETTURA, un movimento per l'architettura contemporanea con sede a Roma con cui riteniamo di avere parecchie cose in comune.
Una delle prime iniziative di questo movimento è stata l'invio di una lettera aperta a tutti gli Ordini degli Architetti delle Provincie d'Italia che ci sembra doveroso riportare di seguito integralmente : (per leggere il resto del post clicca su "read more")



A tutti i Presidenti
degli Ordini degli Architetti di Italia

e p.c. al Presidente
del Consiglio Nazionale degli Architetti
Raffaele Sirica

Cari Presidenti
negli ultimi tempi, nel nostro paese, lo sport preferito dai mass media nazionali è quello di attaccare indiscriminatamente gli architetti. Ogni opera di Architettura contemporanea, (dalla nuova sede Bocconi di Milano, al ponte di Calatrava sul Canal Grande a Venezia, dalle torri di Piano e Fuksas a Torino, all’Ara Pacis di Meier a Roma, etc…..), viene vista come una calamità che distrugge il nostro territorio, Celentano ha definito in televisione, in prima serata, gli architetti: “la più grande sciagura”.
Ci sono anche libri quali: “Contro l’Architettura” di Franco La Cecla, Bollati Boringhieri editore, (presentato al Tg 1 della domenica davanti a 6 milioni di telespettatori), che teorizzano che l’Architettura abbia esaurito la sua funzione. Gli architetti vengono descritti come: “artisti che si occupano di abbellimento formale, di decoro di cose carine, che svolgono il loro lavoro con incompetenza, superficialità ed esibizionismo”, si arriva alla conclusione che l’Architettura è socialmente inutile e addirittura estremamente dannosa.
Tutto ciò ha portato a creare nell’opinione pubblica un sentimento di avversione per qualsiasi opera di Architettura contemporanea, con la convinzione diffusa che oggi gli architetti non sono più validi come quelli di un tempo. Questo giudizio distorto porta a credere che le nostre città italiane, (Roma su tutte), devono rimanere così come sono, non devono essere “macchiate” dalla contemporaneità, al massimo, se si deve costruire, lo si deve fare in “stile” per non disturbare il contesto, il “nuovo” non si deve vedere.
Ovunque si parli di Architettura, lo si fa senza alcuna cognizione di causa, in assenza di contraddittorio e con un sentimento di avversione nei confronti degli architetti del tutto ingiustificato, in quanto riteniamo necessario e urgente ribattere e spiegare che tutto ciò che viene realizzato in Italia, soltanto per il 10%/15% è opera degli architetti, il resto lo fanno: i costruttori, le società di ingegneria, i geometri, gli ingegneri, (anche quelli appartenenti ai rami: idraulico, geotecnico, dei trasporti, strutturale….), e gli abusivi.
Questo continuo attacco all’Architettura contemporanea ha fatto dimenticare, nella coscienza comune, il ruolo dell’architetto nella società.
In tutto ciò, cosa fanno i nostri Ordini professionali?
Se un giorno, in televisione, qualcuno si azzardasse ad insultare categorie quali: farmacisti, notai, avvocati, magistrati, tassisti, piloti, spazzini, panettieri, bidelli etc., il giorno dopo i relativi organi di rappresentanza si solleverebbero con gran forza per tutelare la propria immagine, i giornali alzerebbero un polverone e probabilmente se ne occuperebbero Porta a Porta o Anno Zero.
I Presidenti degli Ordini degli Architetti sono rassegnati alla scomparsa della nostra professione?
Cosa fa in concreto il nostro Presidente Nazionale in difesa dell’Architettura?
Ha preso coscienza che la professione di architetto non ha più alcun ruolo nella società?
Può essere sufficiente una legge per l’Architettura fatta solo di buone intenzioni, che non modifica di una virgola le attuali normative italiane e che non cambierà in alcun modo la situazione attuale degli architetti e dell’Architettura in Italia?
Chiediamo delle risposte e ci auguriamo che i Presidenti degli Ordini accolgano questo nostro appello e dimostrino di ricoprire la carica per tutelare e promuovere la nostra categoria professionale.
Sappiate che il nostro Movimento si adopera per l’affermazione dell’Architettura contemporanea con ogni mezzo, contro la immutabile concezione arretrata e passatista che connota la nostra società e che ha decretato la mummificazione delle nostre città negando di fatto il naturale svolgersi della continuità storica.
Un primo passo potrebbe essere quello di acquistare una pagina su un quotidiano nazionale e fare un appello in difesa dell’Architettura, appello che potrebbe essere concluso da una frase emblematica di Giò Ponti:
“Amate l’architettura perché siete italiani,
o perché siete in Italia.
L’Italia l’han fatta metà Iddio e metà gli Architetti.
Iddio ha fatto pianure, colli, acque e cieli.
Ma i profili di cupole facciate cuspidi e torri e case, di quei colli e di quei piani, contro quei cieli, le case sulle rive che fanno leggiadre le acque dei laghi e de fiumi e dei golfi in scenari famosi
son cose create dagli Architetti.
A Venezia poi, Dio ha fatto solo acque e cielo, e senza intenzioni, e gli Architetti han fatto tutto”
(G.P., Amate l’Architettura, 1957)

a m a t e l’ a r c h i t e t t u r a
Movimento per l’Architettura Contemporanea
Roma 10 dicembre 2008



2 nov 2008

Architettura rurale contemporanea (2)

Secondo post dedicato all'architettura rurale contemporanea (per rileggere il primo.... clicca quì).
Le immagini che seguono si riferiscono ad edifici per residenza realizzati in campagna o in contesti in cui la natura ha sicuramente un ruolo prevalente.
Tutte le realizzazioni di questa seconda rassegna hanno in comune i seguenti caratteri:
- struttura a secco in acciaio o legno
- rivestimento in materiali naturali (legno o suoi derivati)
- ampie vetrate e ricerca di un forte rapporto con il verde (anche con l'uso di specchi).
Probabilmente un altro elemento comune che ha influito nella mia scelta è l'uso di materiali tradizionali, naturali e riciclabili in modo moderno. Trovo che il legno conferisce agli spazi sia interni che esterni un "calore" ineguagliabile. Comunque mi auguro che questi esempi possano stimolare la curiosità di qualcuno e favorire un nuovo modo di pensare alla "casa in campagna" anche dalle nostre parti. Non è detto che costruire avendo come unico modello di riferiento "la casa del nonno" sia sempre la scelta giusta. Pensate anche ai vostri figli e nipoti!











25 set 2008

Cos'è l'architettura contemporanea?

In questo post si cercherà di definire l'Architettura contemporanea visto che, a quanto mi risulta, c'è una certa confusione sull'argomento. La prima volta che mi sono chiesto quale fosse esattamente l'intervallo temporale definito da questo termine fu all'università durante il corso di "Storia dell'Architettura Contemporanea". Sin da allora il titolo stesso del corso mi sembrò alquanto contraddittorio.
Se la "storia" è la disciplina che si occupa dello studio del passato e l'aggettivo "contemporaneo" si usa per indicare qualcosa che appartiene all'epoca attuale (al presente), come è possibile che l'architettura del presente appartenga già al passato? Qual'è la sottile linea di demarcazione che divide ciò che è dei giorni nostri e ciò che appartiene al passato?


In realtà in tutte le discipline artistiche dei giorni nostri con l'appellativo "contemporanea/o" ci si riferisce ad un intervallo temporale che comprende il periodo compreso tra oggi e gli ultimi decenni senza, tuttavia, una più precisa indicazione cronologica. Ciò esclude almeno in parte che questa disciplina possa essere interessata dalla "storia" poichè il breve lasso di tempo intercorso tra la produzione dell'opera e la lettura critica dell'opera stessa, della sua appartenenza ad orientamenti culturali generali e del ruolo di innovazione apportato dall'autore, non permettono la formulazione di giudizi precisi. Inoltre tutto ciò che appartiene alla "storia" deve riferirsi a "fonti", e cioè a tutto ciò che possa trasmettere del sapere con fondatezza. In architettura contemporanea, come in molte altre discipline che condividono lo stesso aggettivo, è difficile stabilire quali fonti siano attendibili perchè spesso tutti i soggetti sono ancora in vita, oltre agli stessi autori, i committenti, i critici, i giornalisti, gli scrittori, etc. Tale circostanza, vista la "storica" debolezza dell'animo umano e dei condizionamenti che il pensiero può subire nel trattare le "cose dei giorni nostri", non offre alcuna garanzia circa la fondatezza delle "fonti" che dovrebbero accertare i presupposti per cui un opera d'architettura o un autore possano "passare alla storia".Ma torniamo all'intervallo temporale che comprende ciò che è contemporaneo.
In genere con il termine "Architettura Contemporanea" ci si riferisce generalmente a quella prodotta odiernamente o recentemente in un intervallo di tempo non superiore agli ultimi decenni; indicativamente dagli anni settanta ad oggi.
Trovo interessante fare alcuni paragoni con altre discipline per comprendere quanto sia variabile l'estensione temporale dell'aggettivo "contemporaneo" riferendosi ad eventi ed opere del passato.
  • La Storia contemporanea è il periodo storico che parte dal Congresso di Vienna ad oggi (193 anni).
  • L'Arte contemporanea si riferisce all'arte creata nel presente ed include generalmente tutta l'arte creata dalla fine degli anni sessanta del XX secolo o, in alternativa, dalla presunta fine dell'arte moderna o periodo modernista fino ai giorni nostri (circa 40 anni).
  • La Musica contemporanea è quella composta nel XX e nel XXI secolo. Fra i sinonimi di musica contemporanea possiamo annoverare musica d'avanguardia e musica sperimentale (circa 100 anni).
  • Il Teatro contemporaneo è quello che si è sviluppato in un periodo compreso tra gli inizi del Novecento e i giorni nostri (circa 30 anni).

Insomma, discipline diverse, intervalli diversi. Eppure il termine è sempre lo stesso. Il motivo probabilmente risiede nella considerazione che un evento che per noi appartiene alla storia, era contemporaneo nel momento in cui è accaduto, pertanto nelle varie manifestazioni culturali del sapere, tale appellativo in realtà vale per ciascuna epoca se ricondotto al momento storico in cui esso viene utilizzato. Quindi l'architettura liberty degli inizi del novecento era contemporanea, ma lo era altrettanto l'architettura gotica o quella barocca nei rispettivi periodi di espressione. Probabilmente, visto che tutto è contemporaneo nel momento in cui viene vissuto, serve una prospettiva storica di durata variabile nelle varie discipline che serva a poter esprimere considerazioni e giudizi condivisi dal mondo della cultura con il dovuto distacco.

E tornando all'architettura..... qual'è questo intervallo? I quaranta anni trascorsi dagli anni ottanta ad oggi sono davvero sufficienti? Probabilmente oggi nessuno può rispondere a questa domanda. Personalmente credo che l'importante è fare chiarezza su un fatto: tutto ciò che appartiene alla storia dell'architettura è stato, a suo tempo, contemporaneo, ma non tutto ciò che si annovera come "architettura contemporanea" passerà alla storia.

Staremo a vedere......

Un'anticipazione: prossimamente un post sulla definizione giuridica di "Architettura contemporaea" nella normativa italiana in vigore.


5 set 2008

Architettura rurale contemporanea (1)

A mio parere, per garantire la sopravvivenza cerebrare della nuova generazione di architetti, bisognerebbe demolire acun preconcetti che negli ultimi anni hanno imbalsamato la creatività e la progettualià nella libera professione. Uno di questi riguarda un pensiero diffuso tra i committenti secondo cui vale l'equazione "architettura rurale" = "architettura tradizionale" = "casa in c.a con rivestimento in pietra e tetto in coppi siciliani". per leggere il resto del post clicca su "read more"
Non è proprio così e per dimostrarlo basta approfondire il senso della parola "rurale". In Germania il distretto rurale è una unità amministrativa costituita da un gruppo considerevole di comuni localizzati nella stessa regione geografica. Le chiese rurali, istituite nel Medioevo in tutta europa, servivano a diffondere il culto cristiano nelle campagne. Insomma sembrerebbe che l'appellativo rurale stia a significare un legame con il territorio nell'accezione naturale del termine. Quindi per architettura rurale dovremmo immaginare un'architettura in cui il rapporto con la natura circostante sia tra le linee guida inizali del progetto fino a divetare, in alcuni casi, la "natura" del progetto stesso. Ebbene, questo obiettivo può essere raggiunto esprimendo forme e tecnologie contempranee utilizzando, perchè no, materiali appartenenti alla tradizione. Ecco alcuni esempi con la promessa di approfondire il tema con altri rifermenti progettuali quanto prima. (vedi ArchitetturaRurale Contemporanea / 2 del 4 nov 08)





20 lug 2008

Fotovoltaico ed eolico, insieme


L'industria legata allo sviluppo di tecnologie per la produzione di energia alternativa, negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante e nuove imprese sorgono con l'obiettivo di diffondere tali prodotti al grande pubblico. Fra i piu' interessanti brevetti in via di sviluppo c'e' quello di una piccola azienda statunitense, la SMIT (Sustainably Minded Interactive Technology). La SMIT è un'azienda start-up di disegn sostenibile che ha elaborato un metodo per produrre energia eolica e solare con un unico prodotto. Nato da una tesi di laurea in disegno Industriale di Samuel Cabot Cochran presso il Pratt Institute, GROW, e'un sistema ibrido di produzione di energia ispirato all'edera, un sistema di "foglie" impiegano un sottile film fotovoltaico per l'energia solare e dei generatori piezoelettrici collocati sul picciolo che trasformano in energia le deformazioni meccaniche prodotte dall'azione del vento. Le foglie fotovoltaiche sono costituite da inchiostro conduttore stampato su pilietilene riciclabile al 100% e incapsulate in lamine di EFTE; sono disponibili in diversi colori e versioni e possono essere personalizzate a seconda delle diverse esigenze Il loro costo è più basso di quello di un normale modulo solare ma anche le loro prestazioni sono inferiori, tuttavia sono in grado di soddisfare il fabbisogno domestico di una famiglia.

10 mag 2008

...a proposito di "cambiamento": il ponte di Calatrava a Venezia!

Visti i temi trattati negli ultimi post e nei commenti a proposito di "cambiamento", mi è sembrato interessante ripescare un argomento già trattato in questo blog qualche mese fa: il 4° ponte sul Canal Grande di Venezia in corso di realizzazione a firma di Santiago Caltrava . Basta fare una rapida ricerca su internet per trovare una infinità di blog, forum o siti dedicati che elencano gli argomenti del no!:
  • la celebrazione dell'inutilità del ponte,
  • il costo macroscopico,
  • lo scempio del patrimonio architettonio-ambientale veneziano definitivamente deturpato,
  • la scarsa attenzione per i disabili che sono costretti ad attendere l'ovovia montata nell'intradosso del ponte,
  • l'eccessiva durata dei lavori (il ponte di rialto completato in metà del tempo),
  • le insuperabili difficoltà per il trasporto e montaggio del concio centrale, etc.

Insomma, tutto secondo il tipico schema comportamentale italiano (o era una legge di Murphy?):

se le cose non si fanno, va male, se si fanno, va peggio.

E' anche divertente osservare i mezzi e i modi con cui chi non è favorevole alla sua realizzazione (ormai quasi ultimata) diffonde ed esaspera una polemica che ha avuto toni estremamente aggressivi nelle fasi più difficili del cantiere che ha inevitabilmente arrecato alcuni disagi. Non si contano i blog che accusano tutto e tutti di avere permesso un simile disastro e, come accade spesso in casi simili, sembrano essere tutti daccordo sul fatto che un'opera così moderna non andava fatta. In pratica ogni argomento è valido per dare addosso ad un'opera che ha definito in modo inesorabile un profondo cambiamento della città di Venezia.

Ovviamente la maggior parte di coloro che giudicava positivamente l'opera, stava in silenzio; un po' perché è sempre rischioso dichiararsi pubblicamente favorevole a qualcosa disprezzata /odiata da tutti, un po' perché comunque tutto questo cambiamento dava fastidio anche a loro.

Adesso che l'opera è quasi ultimata le polemiche vanno diradandosi perché nel frattempo i veneziani si sono abituati all'idea del ponte, lo hanno visto ieri in costruzione, lo vedono oggi ultimato, lo vedranno domani... e per fortuna ormai rimarrà sempre lo stesso: in sostanza il cambiamento è finito. Finalmente! Vedrete che tra qualche anno ne andranno tutti orgogliosi.

Chissà cosa succederà quando si comincerà a costruire il ponte sullo stretto di Messina!

2 mag 2008

Ara Pacis Augustea o Ara Bellis Alemannea ?


Riporto qui di seguito le precisazioni del neo-sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in merito alla vicenda dell' Ara Pacis: "Nella conferenza stampa ho parlato di molte cose, dai nomadi dalla sicurezza fino alla commissione Attali e sulla teca ho specificato che non e' una priorita'". Alemanno ha ribadito che per lui il contenitore dell'Ara Pacis "e' un errore non solo di gusto ma anche urbanistico e di decoro: non c'entra niente in quel contesto". "Su fatti di questo genere -ha confermato il neo eletto- bisogna introdurre un referendum per chiedere ai cittadini se interventi come questi siano negativi o positivi". E a Meier, che ha ricordato che la sua opera e' una delle piu' visitate al mondo, il nuovo sindaco ha risposto: "E' l'Ara Pacis che viene visitata dai turisti, non certo la teca. E' un picco di confusione".

Premesso che non ho avuto ancora l'opportunita' di visitare l'opera di Meier e l'Ara Pacis, per cui non sono in grado di affermare come Aymonino che sia un progetto del c...o, (testuali parole), e che sia l'ultima delle priorita' che deve affrontare ora Roma, bisognerebbe spiegare ai Romani che demolire qualcosa che ha gia' avuto un costo enorme non e' un operazione a costo zero.
Mi sembra invece interessante il discorso che pone Alemanno circa la necessita' di indire un referendum (lo hanno gia' fatto a Firenze per il tram in centro),tuttavia ancor di piu' utile sarebbe far valutare i progetti dei concorsi di architettura dai cittadini, tramite internet, in questo modo si eviterebbero inutili polemiche, sprechi e scelte di parte.
Voi che ne pensate?

19 apr 2008

Correnti di pensiero contemporaneo.

UCCIARDHOME-PALERMO & UNA HOTEL PALACE-CATANIA.
Entrambi terminati da qualche anno. Due hotel in Sicilia che creano uno stile "di arte nuova" sia negli arredi che nella rivisitazione della struttura.
E' oggi una tendenza che ha ampia applicazione non solo per le ristrutturazioni di grandi e medi alberghi, ma anche per gli appartamenti privati e ne ho visti a Catania alcuni ben fatti. Il "gioco" consiste nel pensare il luogo da arredare proprio come lo vorremmo, senza vincoli di progetto su carta, e poi adattare all'idea quello che abbiamo senza faticare troppo nel pensare un ambiente equilibrato nei colori o negli arredi.
Gli oggetti hanno una collocazione dettata dal sentimento e non dallo star bene lì. Si acquistano i mobili man mano che la casa prende forma, si studiano soluzioni in loco con l'arredatore/architetto. Le sculture di ogni genere stanno finalmente tornando nelle case. Le collezioni non sono più relegate in cantina ma sistemate e rese preziose, se già non lo sono. Finalmente il carattere e la personalità del committente stanno tornando ad emergere. Abbiamo oltrepassato un periodo di buio, di fantasia=zero perchè la moda del "chiavi in mano" anche nell'arredamento è stata molto accattivante. Un vento nuovo soffia sull'architettura e design contemporanei!
A questo proposito è interessante il programma sui canali Sky "Design Inc" dove Sarah Richardson che è un'arredatrice americana ma dallo spiccato gusto europeo nonchè la leader del team di Design Inc è pronta a correre in soccorso di quanti desiderano rinnovare la propria abitazione.
Dalla redistribuzione degli spazi alla scelta dei mobili e dei materiali, dal recupero di oggetti dimenticati alle più innovative soluzioni di arredamento: tanti consigli pratici, idee, suggerimenti per trasformare un'abitazione qualsiasi nella casa che avete sempre sognato.

31 mar 2008

La promozione dell’architettura contemporanea in Sicilia in dieci punti

Trascrivo di seguito un breve report dell’incontro tra giovani architetti ed ingegneri tenutosi giovedì 27 marzo 2008.

1) L’Italia è nota in tutto il mondo per il suo patrimonio storico-architettonico di incommensurabile valore.
2) La legislazione sui Beni Culturali in vigore fino a qualche anno fa ha sempre concentrato l’attenzione sulla tutela e sulla salvaguardia di tale patrimonio storico tralasciando l’importanza culturale della produzione architettonica contemporanea.
3) Altri stati europei (ad esempio la spagna) hanno invece puntato sull’architettura contemporanea di qualità per rilanciare e rinnovare intere città (ad esempio Barcellona o Bilbao) le quali, pur mantenendo intatti i significati legati alla tradizione storica, hanno affiancato ad essi un immagine rivolta al futuro; In tal modo hanno dimostrato che una nazione che rispetta le tradizioni del passato può comunque confrontarsi con le nuove esigenze e cogliere la sfida dei nuovi materiali, delle moderne tecnologie e delle tendenze compositive contemporanee. A tal proposito, si registra tra i giovani progettisti una sempre crescente necessità di adeguare gli standard progettuali siciliani a livelli di qualità europei. Ciò trova scarso iscontro sia a livello formativo (Università) che a livello professionale (Ordini).
4) In Italia solo negli ultimi anni il Ministero dei BB.CC ha mosso i primi passi in questa direzione per colmare il “gap” con altri paesi europei istituendo a livello nazionale il DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA CONTEMPORANEA.
5) La Sicilia ha recepito le direttive ministeriali nel 2006 con l’istituzione del Dipartimento regionale per l'architettura e l'arte contemporanea (legge regionale n. 15/2006 e L.R. 14 aprile 2006, n. 15 Pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. sic. 21 aprile 2006, n. 21, s.o. n. 11.) che ha competenza in materia di promozione della cultura architettonica ed urbanistica e dell'arte contemporanea; con questa nuova normativa regionale,
6) per la prima volta, la promozione, il sostegno e la valorizzazione dell'arte e dell'architettura contemporanea si affiancano alle tradizionali attività di tutela, protezione e restauro dell'antico e si integra la tutela del patrimonio storico ed artistico e del paesaggio con l'attenzione per l'architettura contemporanea, a cui si riconosce pari dignità rispetto alle testimonianze del passato, sancendo la continuità tra la grande tradizione formale del passato e la ricerca di nuove figurazioni;
7) Il dipartimento regionale per l'architettura e l'arte contemporanea, con fondi già iscritti in bilancio per gli anni 2007 e 2008 e con altri fondi comunitari previsti nel P.O.R. 2007-2013, provvede, tra l'altro, a:
· promuovere la la qualità del progetto e dell'opera architettonica e urbanistica per la realizzazione di opere pubbliche o private di rilevante interesse architettonico, con particolare riguardo alle opere destinate ad attività sociali e culturali, ovvero che interagiscono, integrandosi, con il contesto storico-artistico e paesaggistico-ambientale;
· redige, su richiesta degli autori o dei committenti pubblici o privati, la dichiarazione di importante carattere artistico delle opere di architettura contemporanea, agli effetti dell'articolo 20 della legge 22 aprile 1941, n. 633 (ciò produce benefici fiscali e diritto a contributi per la manutenzione ed il restauro).
· salvaguarda le opere dell'architettura contemporanea dichiarate di importante carattere artistico anche mediante l'ammissione ai contributi economici delle stesse opere e degli interventi riconosciuti di particolare qualità architettonica o urbanistica;
· promuove la formazione, in collaborazione con le università e gli enti locali, d'intesa con il dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali e dell'educazione permanente, in materia di conoscenza della cultura e della qualità architettonica e urbanistica contemporanee;
· promuove la ricerca in campo architettonico, urbanistico e paesistico e formazione post-lauream nei settori della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale, d'intesa con il dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali e dell'educazione permanente.
8) A testimoniare lo scarso numero di opere di architettura contemporanea di riconosciuta qualità realizzate nella provincia di Catania, è sufficiente citare il noto critico Luigi Prestinenza Puglisi, il quale nella sua breve Guida dell’Architettura Contemporanea nella Sicilia Orientale, elenca solo i seguenti: il centro le “ciminiere” e l’Istituto di Fisica dell’arch. Giacomo Leone, la sistemazione del complesso dei Benedettini dell'arch. De Carlo, il parcheggio multipiano, il restauro del teatro San Giorgi e la palazzina di Corso delle Provincie dell'arch. Arena, oltre ad alcuni esercizi di ristorazione ed edifici privati di minore entità.

9) Nell’ottica di una gestione ottimale dell’intero patrimonio immobiliare degli enti locali siciliani, sarebbe opportuno recuperare gli edifici pubblici adeguandoli alle odierni indirizzi in tema di architettura contemporanea, sostenibilità e risparmio energetico (Protocollo di Kyoto)
10) Sarebbe inoltre opportuno che nei criteri di selezione delle proposte progettuali presentate dai vari enti ai finanziamenti nazionali e comunitari, fosse inserito un punteggio riferito alla qualità del progetto in riferimento agli attuali standard qualitativi ed architettonici. Si potrebbe inoltre sensibilizzare ed incentivare la committenza pubblica e privata ad attuare progetti pilota riguardanti opere di architettura contemporanea e realizzate con criteri di sostenibilità ambientale, attraverso benefici fiscali o altre premialità di varia natura.

24 feb 2008

Calatrava e il ponte di Venezia

Premesso che sono un fanatico di Calatrava, per due motivi, primo perchè ha saputo innovare in maniera intelligente il linguaggio archiettonico degli ultimi 30 anni e poi perchè è riuscito a sintetizzare nelle sue opere le istanze archiettoniche e quelle ingegneristiche.
Detto questo, volevo parlare di Calatrava, in merito al costruendo Quarto ponte che collegherà la stazione di Santa Lucia con Piazzale Roma, per dimostrare quanto sia difficile fare archiettura contemporanea in Italia.

Dopo anni ecco il risultato: tempi e costi dell'opera triplicati, polemiche da parte del mondo accademico e della città, infine scelta di una impresa inadeguata, la quale ha presentato, nel corso dei lavori, riserve per oltre 7 milioni di euro, mentre il costo iniziale dell'opera era di 5 milioni di euro. Per illustrare meglio tali vicende riporto qui di seguito alcune opinioni di semplici persone e di tecnici trovate in rete:

per la citta':

"Il ponte di Calatrava è una vergogna. 14 milioni di euro spesi per un obrobrio che non centra con tutto il contesto. Abbiamo già avuto in passato esempi di arte non degna di venezia, come la facciata del bauer o del daniel excelsior. Se proprio si doveva fare un ponte, non si poteva fare qualcosa di simile al resto?
Oltretutto, prima di fare questo ponte, non si poteva risolvere il problema che un veneziano che si deve recare a mestre, ci mette un'oretta?? La viabilità era una priorità, non questo ponte costosissimo! Vergogna"

per la categoria Architetti /Ingegneri:

"Questo ponte non può essere considerato accessibile e come tale - così com'è - non si deve realizzare, per questioni simboliche, etiche, estetiche, di principio e di rispetto della normativa vigente:
per la cultura progettuale del terzo millennio l'accessibilità è un requisito qualitativo e funzionale dell'architettura: un progetto esemplare come questo non può permettersi di eludere tale tema


la legislazione vigente non prevede "deroghe" per opere di questo tipo adducendo come motivazione unica l'unicità del luogo in cui si opera. Il territorio italiano è diffusamente connotato da innumerevoli valenze storico-artistiche e monumentali, e tale atteggiamento potrebbe costituire un pericoloso precedente a cui fare riferimento per successivi interventi a Venezia o nelle molte città storiche del nostro Paese
deve essere superato un approccio che vede nel servoscala una soluzione di utilizzo semplice e
immediato. Il servoscala non è una soluzione tecnicamente valida (l'esperienza stessa dell'adeguamento di alcuni ponti esistenti a Venezia ha dimostrato come queste apparecchiature, installate all’aperto, in presenza di un ambiente salmastro, non siano in grado di garantire la necessaria affidabilità, autonomia e sicurezza) oltre ad essere stigmatizzante ed emarginante sotto il profilio psicologico

la rilevanza dell’opera e del suo autore sono tali da rendere il nuovo ponte un riferimento per i progettisti (soprattutto i più giovani), i quali potrebbero intendere che il requisito dell’accessibilità possa essere opzionale, se anche ‘un grande’ l’ha elusa (si ricorda che a settembre Calatrava è stato insignito del riconoscimento ‘Leonardo Da Vinci Medal’ con motivazioni che includono, fra le altre, "l’alto valore educativo delle realizzazioni")

è infine banale ricordare - ma forse sfugge ai più - che si tratta di un ponte pedonale (ovvero di un’opera che sottende un' ’intimità’ con l’utente, la possibilità che possa essere vissuta ed interpretata come luogo d’incontro, punto panoramico, etc..)"

Come al solito c'è chi la vuole "cotta" e chi la vuole "cruda", ma io mi chiedo: "ma non saranno solo invidiosi?"
Piuttosto mi piacerebbe alla fine verificare come l'architetto/ingegnere spagnolo riuscira' a risolvere i problemi gia' emersi nel ponte di Bilbao riguardo alla scivolosita' del vetro.