24 ago 2009

Diller Scofidio+Renfro e i giardini urbani Vs Navarra







Qualche anno fa erano solo rendering adesso e' realizzato. Stiamo parlando del progetto da 65 milioni di dollari dello studio Diller-Scofidio + Renfro che ha trasformato a Manhattan una linea ferroviaria dismessa in una passegiata sopraelevata da sogno.



L’idea, pensata per due aree molto radical chic di New York, Meat Packing Discrict e West Chelsea, mette insieme, lungo un miglio e mezzo di binari ferroviari dismessi, spirito ecologista e riuso delle infrastrutture urbane e agriarchitettura.



Il parco, invade la citta' con un’attenzione particolare per la biodiversità che negli anni ha popolato questo tratto di città pensile, l'idea come affermano i progettisti e' quella di ispirarsi alla vegetazione spontanea che nasce nelle spaccature dei marciapiedi. Ad alternarsi, sconfinando le une nelle altre, sono essenze vegetali e superfici pavimentate attrezzate. Queste ultime, appositamente progettate attraverso moduli longitudinali assemblabili in calcestruzzo, sono state disegnate in modo da poter ospitare liberamente infiltrazioni e contaminazioni. Tutto nel rispetto della casualità e della spontaneità.



Il progetto ha avuto un enorme successo, oltre 20000 visitatori al giorno ed e' il frutto di un incontro tra pubblico e privato: Municipialita' di New York e fondi privati, tra cui le sponsorizzazioni di star del alibro di D. Boowie e Egon Von Furstenberg.



Quando ho visto questo progetto ho subito pensato alla potenzialita' che potrebbero avere certe aree dismesse all'interno delle citta' e alle occasioni sprecate, poi ho ripensato al progetto di un nostro collega calatino Marco Navarra con il recupero di una vecchia linea ferroviaria dismessa.



Leggo dal suo sito: "Il progetto si inserisce in una ipotesi generale di riuso della ex linea ferrata a scartamento ridotto che collegava Caltagirone con Piazza Armerina e Dittaino, attraverso i territori di San Michele di Ganzaria e Mirabella Imbaccari. Si tratta di pensare questo percorso naturalistico attrezzato come una"infrastruttura leggera" di nuova concezione che innerva un parco lineare sviluppato sul solido ferroviario composto da un filare di cipressi e dalle superfici compatte e variegate degli arbusti piantati lungo i piani inclinati dei rilevati e delle trincee".

Da non perdere il video di progetto dello Studio Diller-Scofdio
http://www.youtube.com/watch?v=9o_5cbPDQoY&feature=related







14 commenti:

voce e coscienza ha detto...

dovremmo tutti già pensare e proporre alla fce di cominciare a pensare di riprogettare la tratta ferrata adrano-licodia, ove vi sarà la metropolitana, perchè come abbiamo visto pure a catania la strada ferrata è rimasta abbandonata, non riprogettata. Architetti di Catania e provincia, dobbiamo tutti insieme pensare non solo al proprio portafoglio ma anche al bene comune. Grazie alle opere pubbliche il nostro operato diventa importante.

maurizio zappalà ha detto...

L'unico che riesce a dialogare con la fce, è sicuramente, quel ragioniere che avendo risparmiato dalla manutenzione di un "condominio", belle mattonelle, 20x20, 30x30 e perchè no, dei 40x40, ha pensato bene di "sbrizziarle" lungo le discese al "metrò"! Altri furbi, sono apparsi "all'ombra" dei binari! Assai, più in vista del nostro amministratore di condomini! Il "ragioniere-capo", tale ing. Barbagallo, (tra i progettisti del famoso “passante ferroviario di Catania” meglio conosciuto come uno dei punti della fatidica, Legge Obiettivo”). Come architetto, m’impegno ad essere un attento osservatore della qualità e perché no, della varietà delle correnti di pensiero architettonico che oggi circolano nel panorama mondiale, quindi mi è stato facile (all’epoca del mio primo intervento pubblico!) accostare il problema del waterfront di Catania a quello preso in considerazione e fondamentalmente risolto, di Barcellona (in Catalogna, Spagna...s'intende!) . Mi sono per ciò attivato e con la Federarchitetti e il prof. Tino Vittorio nel 2001 abbiamo invitato a dibattere sul waterfront e di Catania in particolar modo, esimi esperti: O. Bohigas (studio MBM di Barcellona), H. Stimmann, (Berlino), R. A. Braz (Expò di Lisbona). Ma tutto ciò sa di muffa (il dibattito risale, com’è documentabile, al 2001!sic!) e per non volare in alto in questo stretto e bieco provincialismo che ci porta soltanto all’immobilismo e alla critica dell’esterofilismo come se fosse un virus malefico, mi chiedo: è chiaro, alla così detta “civitas” ( ma la città, s’interroga su cosa passa sulla propria “capoccia”? mah!) di esprime un voto, in un fantomatico “referendum” (archi si, archi no!...e non ho ancora capito bene da chi e com’è stato lanciato e con quale sorta d’informazione!?) perché, qualche “architalebano”, desidera l’abbattimento degli archi della marina? Vi dico soltanto che il progetto del “furbo di turno”, tecnicamente, prevede di mettere in opera il parziale interramento della ferrovia a sud di Catania, l’interramento della stazione centrale, la realizzazione di un “piano inclinato ferrato”, per unire la stazione con gli archi e quindi, il perfetto mantenimento di quest’ultimi! Continuando e perpetrando la separazione della città dal proprio “mare”!
La vicenda è complessa! E vi annoierei a riportarvela! Quindi, glisso su tutte le operazione messe in atto, per contestare questo “gran progetto”! Penso , come allora e ancor di più che l’interramento della ferrovia, dovrebbe essere affrontato urbanisticamente , con un piano “strategico” (come si fa, ordinariamente, in tutte le metropoli del mondo!) senza la presunzione di detenere il potere dell’illuminamento tecnico scientifico, onde evitare che questa opportunità, venga scioccamente sprecata, come tante che, almeno negli ultimi 10 anni, sono passate dalle nostre parti, senza colpo ferire (vedi Mondiali Calcio, Universiadi, Mondiali Militari, e a seguire, agenda 2000, Prusst, Pip, Pop,etc).!
Mi ricordo che, quando contribuimmo (il prof. Tino Vittorio ed io!) all’idea dell’interramento della ferrovia fummo tacciati, appunto, di essere pazzi e talebani. Un’idea senza soldi che idea è! Il totale interramento della ferrovia per liberare la città di Catania (come tutte le città di mare che nell’ottocento sono state toccate dalla strada ferrata) dal limite dei binari, restituendo la città al mare e viceversa! Sottrarre terra per conquistare “maritorio”, era pura follia!ahahah!
Poi qualcuno più abile, (di noi, in ragioneria!) non ha avuto bisogno né di finanziarie né di fondi europei. Soltanto capacità “mariuole” di mettere un bigliettino nella tasca del nostro presidente “Berlusca”!! Ah, allora i soldi si possono trovare ma questa è un’altra storia! Da professionista coerente ed estremista dico che un progetto deve puntare al massimo della sua realizzabilità e quindi prevedere l’interramento totale, il costo è un altro affare !..e attiene ai ragionieri!

maurizio zappalà ha detto...

...Nel frattempo, mi permetto di ricordare ai molti che riferiscono di “archi da salvare” (e non fatevi venire in mente la banchina in disuso della mitica High Line, di NY!...che è veramente un’altra cosa!) similari ai nostri, in altre città come Parigi che in questa stupenda città non c’è il mare!
Non a caso i nostri sono denominati archi della marina, per cui non riesco a capire che senso ha parlare di altro!
Reitero, il concetto urbanistico per il problema degli archi: affinché si elimini il confine che occlude la città al suo mare è condizione necessaria ma non sufficiente sottrarre a questa superficie la ferrovia e finalmente i quartieri bordline, ristrutturati degnamente, respirerebbero! Di cosa fare degli archi ne parliamo un altro giorno! Tanto ci sarà un referendum!ahahahah…oppure discutetene con i 40x40 che sanno tutto di ragioneria e avvocatura!

lorenzo di bella ha detto...

Se a reggio calabria la tratta ferroviaria fs è stata interrata per creare l'unico e vero a parer mio lungo mare del sud, perchè non farlo a catania? Si può parlare di mafia anche qui? Gli Archi della marina sono determinanti nell'architettura catanese, solo che dovrebbero avere un'altra funzione, il lungo mare catanese che si sposta fino ad acicastello è obbrobbioso, arcaico, sembra che a catania l'architettura e gli architetti ancora non sono arrivati. Secondo lei sig. Zappalà cosa bisognerebbe fare? La voce dell'architettura e degli architetti come dovrebbe farsi sentire?

maurizio zappalà ha detto...

Lorenzo, ammiro il tuo "lei" spero soltanto per educazione!
Se tu sei un avido curioso avrai senz'altro verificato che facciamo "scopa"! Bando alle allusioni e se le tue domande sono rivolte al mondo raccoglierai "pante" (pesce autoctono, trezzoto...e anche plaioto!), se le hai fatte, invece, con cognizione, ad un architalebano, dovrei farti un progetto per darti la mia opinione! mi sembra che anche tu bazzichi questa professione, progetta e risponditi!!
Non amo la retorica, nè la scrittura!Odio la "memoria" e quella cosiddetta "storica", ancora peggio!odio, tout court il "passatismo"! e non voglio più ricordare quello che ho imparato all'università!Figurati se mi parli di Vitruvio!Tanto per darti una precisazione storica gli "archi della Marina " vennero edificati per interesse personale del Principe di Biscari contro un referendum che aveva espresso parere negativo, popolare ! Raddoppiati fine anni '50 per consentire il doppio binario!Non capisco il tuo linguaggio in merito a: " gli archi della marina sono determinanti nell'architettura catanese"...di quale architettura catanese parli? Forse di "patacche" o sei fermo al nostro "barocchetto" falso francese che Palladio si sta sbillicando dalle risate nella tomba?Insomma, lorenzo ti do soltanto una ragione, le città sono brutte perchè sono scarsi gli architetti! Ovviamente, è anche un paradosso ma figurati a Catania, se un architetto afferma che gli archi potrebbero essere scambiati per il "liotru" , siamo veramente messi male!

maurizio zappalà ha detto...

Io, quando vi vedo così spaesati e dubbiosi , m'incazzo! Lorenzo svegliati, hai fatto qualche viaggio in Europa? Pensi che a Barcellona (sempre...Spagna!) si siano posti alcun problema di abbattere qualche palazzetto "barocco" lungo la nuova "Barceloneta" per realizzare il nuovo porto e la nuove ramblas? Ma ti rendi conto che gli archi sono delle patacche ingombranti? di nessun valore? neanche simbolico come credi tu e la "signora Maria" messi assieme? realizzati contro il tanto volere democratico/popolare al quale i miserabili ragionieri e avvocati di questa città si appellano? Ma quali Professori avete frequentato?
La sottrazione urbana è un metodo vecchio come Vitruvio che costruiva sulle macerie di un suo predecessore! Archi costruiti per difendere il porto/gebbia voluto sempre dal principe di Biscari(suo padrone!)!rimasto dimensionalmete fermo, all'800!!!Archi edificati per agevolare gli affari del principe che possedeva le raffinerie dello zolfo! Porto che doveva essere piccolo perchè non doveva entrare nessun concorrente del principe! e perchè, affacciandosi dalla sua residenza potesse ad "occhio nudo", controllare le sue navi? Ma ti rendi conto che con queste leggerezze non si va da nessuna parte?Deve un architetto parlare di storia per rinnovare esteticamente la città? Ma chi cacchio se ne frega della storia! prima della storia cosa c'era per dire cosa mantenere e cosa abbattere? mi fate tagliare le vene e vi dovreste mangiare, voi, il mondo!I cosìddetti giovani....!

lorenzo di bella ha detto...

Sig Zappalà, le dò il "lei" per educazione, come ho già scritto sono uno studente di architettura e per via di quei maghi dell'economia mi ritrovo oggi davanti ad un pc a cercare di completare progettazione e cercare lavoro per mantenermi gli studi visto che mio padre non può, ma sicuramente a lei non interessa. Non vivo a Catania, forse la mia concezione architettonica è molto diversa da quella comune, per me andrebbero abbattuti il 99% di quello che i signori conservatori dicono e proteggono, a parer mio non si può definire centro storico tutto ciò che accanto ad un edificio importante o perchè nei balconi ha i cagnoli o perchè il manto stradale è fatto in pietra lavica, senza pensare che avrebbero bisogno di uno scalpellista perchè ad ogni pioggia si scivola. Se fossi un sindaco non darei neppure la possibilità di ricostruire in certe zone, ovviamente i miei sono solo discorsi utopici, purtroppo come ho già detto l'architettura a catania ma in italia è solo utopia, politica e mafia. Apprezzo ciò che scrive, mi piace ciò che scrive, apprezzo chi riesce ad esporre il proprio pensiere (anche se io non lo espongo grammaticalmente corretto). Io sarò sempre al di sotto di lei, perchè uscirò con una laurea triennale, sempre se trovo lavoro,ma tra me e lei la differenza è poca entrambi disegneremo nuovi simboli nella carta terrestre, entrambi porteremo nuovi modi di vivere la vita a ki si rivolgerà a noi.
Ma le chiedo se può rispondermi, vista la sua esperienza come si può far capire ed entrare nelle case l'architettura? Per quando riguarda gli archi bisogna capire cosa bisogna fare, o distruggiamo i signori che lavorano e i legislatori della sovraintendenza oppure meglio trasferirci in francia. Nel mio paese, dopo aver pensato all'abbattimento delle barriere architettoniche hanno deciso di mettere un ascensore nel castello, arriva fino al primo piano, abbiamo abbattuto le barriere architettoniche? NO. Mi chiedo certi progettisti a che pensano quando progettano? Sappiamo osservare ciò che sono le esigenze dell'uomo? E' mai possibile confondere un progetto con composizione architettonica? E' mai possibile che ancora oggi i geometri hanno la possibilità di progettare? E' mai possibile che io che uscirò cn la triennale non so che sn? E' mai possibile che escano gente con la laurea di ingegneria dell'architettura e scegliere a quale albo iscriversi se non sanno quali sono i concetti dell'architettura?

maurizio zappalà ha detto...

Lorenzo, una cosa essenziale devi fare, non farti ammazzare i sogni!
Dobbiamo pensare contemporaneo e sperare anche quando fai una rampa anti-barriera che sia la rampa più bella del mondo!Le battaglie si prendono di petto e non ti preoccupare di concorenze miserabili, c'è sempre tempo! Fondamentale, è lavorare affinchè l'estetica di una città cambi, perchè abbiamo il diritto di vivere il nostro tempo come Michelangelo vive il suo, con la concorrenza dei "marmisti"!la nostra croce purtroppo è proprio questa, siccome crediamo di essere l'ombellico della storia del mondo(artistico/architettonico), pensiamo che l'etna, il Vesuvio, il golfo di Napoli, Taormina traino ancora turismo! Non è così !oggi la vera risorsa economica è l'investimento estetico contemporaneo delle città! Li vanno i flussi turistici, prima lo facciamo e prima ci mettiamo al paio delle altre,almeno, città europee! Inutile reiterare i rinnovamenti di città come Berlino, Barcellona, Bilbao, etc. A me interessa tutto e non credere che io discendo dal Principe di Biscari! Cerco lavoro come te!Quindi siamo alla pari!Ma il casino che faccio ora lo facevo anche quando facevo il vetrinista!
Volevo sottolinearti soltanto questo, con la mia veemenza che forse è un difetto...ma di passione!

maurizio zappalà ha detto...

...e aggiungo che non ho tante più risposte delle tue! nel senso che ho altrettanti dubbi quanti ne hai tu!ma da quanto ho coscenza (e sono già vecchietto!) una cosa avevo chiara chiara! avrei fatto l'architetto! e non del "cagnolo" ma di quello che mi veniva in mente o che vedevo fosse non facile fare!insomma se Conrad ci ha insegnato qualcosa è che la vita è una bella avventura!E se viene la sig. ra Maria che vuole la cucina in muratura dille di rivolgersi al geometra e non ti preoccupare dei soldi che non guadagnerai, ti rifarai, con una cosa che ti piace progettare!!!ahahah!
ciao

lorenzo di bella ha detto...

Gentile Architetto Zappalà vorrei solo ringraziarla. Finalmente qualcuno con cui parlare di architettura senza fare filosofia o altro. Grazie mille.

maurizio zappalà ha detto...

Allora lorenzo, dopo esserci, conosciuti...in linea epistolare, niente più archi!intesi? e la soprintendenza non c'entra nulla! Quando si fa un "piano strategico" loro si siedono al tavolo della conferenza e siccome non esiste nessun vincolo storico/paesaggistico sugli archi, perchè sono delle "patacche", come ti ho descritto, possono tranquillamente andare giù!
Per il resto, se accetti un consiglio, impara ad essere più "FEROCE"!

lorenzo di bella ha detto...

La ringrazio vivamente per il consiglio, per quando riguarda gli archi mi ha straconvinto, ma rimane il problema dell'incontro tra architettura moderna e antica per quel che riguarda il recupero e l'adeguamento dei centri storici.
Per il resto spero un giorno di poterci sedere davanti ad un caffè o un aperitivo a chiacchierare di architettura.

maurizio zappalà ha detto...

Caffè, tè o selz-und-limone, va bene! In tutto il mondo civile e quindi in tutte le città che naturalmente hanno la propria "storia", s'interviene con lo strumento del "progetto urbano"!che è l'unico strumento, urbanisticamente parlando, serio! I PRG sono vetusti e obsoleti perchè riguardavano programmi d'interventi, MACRO, anacronistici, con sbrizziamento di "retini" insignificanti e numeroni "pitagorici"!Che, certo, avevano senso nelle ricostruzioni post belliche o in territori "primitivi" ! Nei cosiddetti luoghi antropizzati, le città, l'importante è, oggi, capire quale "riparazione" mettere in atto!Velocemente e senza standards o zoning, che sono stati fallimentari e disastrosi, almeno in tutte le città italiane!e dovremmo aprire il taglio sulla nostra tradizione di "scuola" e professionale, di urbanisti "scienziati" che, leso irreversibilmente il "corpo" delle nostre città, andrebbero messi nel "girone" delle purghe,(i vari Samonà, Benevolo, Astengo etc...senza minimamente salvare Zevi, o aborti alla Cervellati, Latini, Gabrielli, etc!), certo, di Secchi e Mazza ne dovremmo discutere! non ora! quindi , nessun problema "tra architettura moderna e antica" o centri storici!Solo sensibilità estetica e ovviamente, trasporti, servizi e qualità degli spazi "vuoti" che, potrebbe sembrarti un ossimoro ma così, non è! Per il resto, demolizione e ricostruzione , non ha importanza ma fare, fare! Per le opere storiche c'è sempre un bel video-wall da mettere in onda! ahahah!Necessariamente,per progredire,non "case" o luoghi per gli avi ma forme, funzioni e qualità materica contemporanee e disarticolazione spaziale a go-go!

Villalobos ha detto...

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