20 mar 2009

Concorso per il lungomare di Nicotera... finalmente i risultati














Finalmente dopo un nostro viaggio a Nicotera siamo riusciti a scoprire i misteriosi vincitori del "Concorso di idee per la riqualificazione del lungomare di Nicotera Marina e vie adiacenti" (vedi nostro post). Casualmente, dopo la nostra visita, il 17.03.2009 i risultati sono stati finalmente resi noti pubblicamente tramite il sito di Europaconcorsi mentre fin'ora, a dispetto di quanto indicato nel bando, solo i fortunati che si sono trovati a consultare l'albo pretorio comunale hanno avuto il privilegio di conoscerli in anteprima.
L'esito dà ragione a tanti calabresi che avevano "predetto" il risultato... o ci erano comunque andati molto vicini.
La giuria, composta dai seguenti commissari:
- Ing. Francesco Laganà (Dirigente del Settore Lavori Pubblici del Comune di Nicotera),
- Arch. Laura Thermes (Prof. Ordinario alla Facoltà di Architettura di Reggio Calabria e Coordinatore del DASTEC di Reggio Calabria);
- Arch. Maria Rosa Russo(Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria);
- Arch. Fernando Miglietta (Prof.presso Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria);
- Arch. Fabio Foti (Presidente dell’Ordine degli Architetti di Vibo Valentia)

si è espressa dando seguente esito:

1 Antonello Russo (Docente presso la facoltà di Architettura di Reggio Calabria e Dottore di ricerca presso il DASTEC) , Tito Albanese, Fabrizio Ventura, Giuseppa Miragliotta
2 Ugo Staropoli (Libero professionista), Raffaele Calabretta, Giovanni Laganà, Maurizio Grillo
3 Ottavio Amaro (Professore associato presso la facoltà di Architettura di Reggio Celabria e presso il DASTEC), Francesco Fedele, Vincenzo De Francia, Alessandro Rugolo (Dottore di ricerca presso il PAU di Reggio Calabria), Michele Seminara.

Qualcuno ha notato qualcosa....?

29 commenti:

Salvatore D'Agostino ha detto...

Architettura Catania,
ma nessuno di voi ha fatto la tesi/assistente/dottorato con l'architetto Laura Thermes?
Saluti,
Salvatore D'Agostino

Giovanni D'Amico ha detto...

Per fortuna no! ne tantomeno con il suo consorte!

maurizio zappalà ha detto...

Ribadisco i miei complimenti per il vostro risultato! Entrare nella tana del lupo e uscirne soltanto con graffi è una vittoria!!!!
Una bella lotta!Io sono della generazione e della formazione che poi è sfociata nella "nuova" Facoltà di Architettura di Reggio Calabria o DASTEC che dir si voglia. Come dire, li conosco benissimo tutti!E siccome è bello, per me, non rinnegare i passaggi della vita, dico che è altrettanto bello passare e fuggire! Perchè si vuole fare altro nella vita! Diverse esperienza soprattutto non solo disegno!Ma spazio! Purini non sa insegnare il concetto di "spazio" in architettura! O meglio, per lui (e i suoi epigoni-replicanti)lo spazio è drammaticamente e tristemente la "scatola", la maglia "scozzese" (non mi chiedete perchè la chiamava così!), la simmetria!Poi ha tanti meriti,come essere intellettuale raffinato! Ma con l'architettura proprio e "sciarriato" (litigato)! Pazienzqa! La prossima volta se potete evitateli! Se insistete l'avete voluto e ve l'accollate!!! Bravi!!!

Salvatore D'Agostino ha detto...

Architettura Catania,
mi associo ai complimenti di Maurizio Zappalà.
Comunque resta l’abitudine di bandire concorsi per giurie e concorsisti afferenti ad alcune aree di pensiero. Una sorta di lobby ‘Accademica’ che non vivendo il ‘sacrificio’ della professione pensa di saltare l’ostacolo per onorificenza. Un’accademia che super partes fa finta di non vedere i mali della professione dell’architetto ma valuta la ‘soluzione architettonica’ come protesi della propria idea.
Mi chiedo, una giuria può essere formata solo da ‘professionisti’ che lavorano in ambito locale (in questo caso la stessa regione)?
Domanda scontata, credo proprio di si.
In questo caso ‘l’autorevolezza’ del docente non si scalfisce?
Non amo la cultura del sospetto, anzi la critico, ma in questo concorso ci sono troppe interrelazioni.
Francesco Dal Co, nel suo ultimo editoriale (‘Gli architetti italiani contro i concorsi?’, Casabella, n. 775, pp. 2-3.) conclude così: «È, come si diceva, anche una questione di mentalità. Lo prova il comportamento dell’architetto spagnolo di cui abbiamo parlato – a dimostrazione, tra l’altro, che se le cose, per l’architettura almeno, in Spagna vanno incomparabilmente meglio che in Italia una ragione c’è e questa ha molto a che fare con l’etica con cui gli architetti svolgono la loro professione e il rispetto che riservano alle regole vigenti nella comunità di cui fanno parte.»
Auguro ai vincitori del concorso di realizzare la loro opera, ma rifletterei sugli argomenti posti da Francesco Dal Co.
Saluti,
Salvatore D’Agostino

PEJA ha detto...

Credo che ci sia molto da riflettere. Soprattutto su un certo facciatostismo di sfondo che rende addirittura arroganti chi dovrebbe invece difendersi. È molto surreale tutto ciò.

Ottavio Amaro ha detto...

Non ho capito i commenti ed i rimandi tendenziosi. Per un blog che vuole fare informazione e cultura (architetonica) occorre avere più cognizone dei fatti. L'appartenenza ad un Dipartimento universitario non presuppone alcuna omologazione culturale e/o di gruppo. Sin dalla laurea (relatore Alessandro Anselmi, correlatore Eugenio Battisti) ho mantenuto la giusta autonomia, segnata da tutto il successivo curriculum professionale e didattico. Ciò senza toglere una mia vera stima verso il lavoro, l'attività e l'impegno di un professore come Laura Thermes che da oltre vent'anni svolge a Reggio Calabria. Se proprio vogliamo parlare di concorsi, sarebbe il caso di farlo in maniera più seria.
Allora cominciamo a parlare del ruolo:
- della politica
- degli uffici tecnici comunali
- degli Ordini professionali
- dei professionisti disposti a ...

Mi sembra una guerra tra i poveri: rispetto a concorsi dove gli spazi per i giovani architetti sono ristretti, dove le "grandi star", le società d'ingegneria forti, i gruppi ben assortiti (politicamente ed economicamente) monopolizzano quasi tutto, vi concentrate su un concorso dove, comunque hanno vinto dei giovani, magari della vosrta stessa età.
Ma a parte queste considerazioni che lascio alla vostra soggettività, la domanda che vi pongo è: avete visto i progetti per il lungomare di Nicotera? avete avuto modo, per parlare con cognizione sui contenuti e non su facili congetture calunniose, di valutare le diverse proposte presentate?
Forse è il caso di cominciare a parlare dei contenuti e della qualità del progetto...

Salvatore D'Agostino ha detto...

Ottavio Amaro,
il problema principale in questo momento è la realizzazione del progetto vincitore. Almeno questo è il mio auspicio.
Sono d’accordo con te, bisogna parlare dei contenuti e in tono scherzoso l’avevo anche detto ai curatori del blog. (http://architetturacatania.blogspot.com/2009/02/chi-ha-vinto-il-concorso-per-il.html
Architettura Catania,
sarei curioso di vedere le tavole dei progetti:
“Il lungomare e la Ramba”, credo che sia da ingenui accedervi senza indossare la mimetica;
“ander 35: Vamos alla Plaja” immagino che sia vietato l’ingresso a chi non è munito del corredo “iperpop” del vacanziere pendolare.
Saluti,
Salvatore D’Agostino)

Soprattutto hai ragione non bisogna scadere in una guerra tra poveri, nel mio commento non c’è nessuna intenzione di alimentare la cultura del sospetto e nel rimando a Francesco dal Co neppure del ricorso.
Semplicemente m’interessava riflettere sulla modalità dei concorsi, per uscire fuori dai mali descritti da te: concorsi per i giovani architetti ristretti, solo per le "grandi star", forti società d'ingegneria o gruppi ben assortiti.
Ponevo solo una domanda: Mi chiedo, una giuria può essere formata solo da ‘professionisti’ che lavorano in ambito locale?
Penso che per riabilitare la figura degli architetti, bisognerebbe partire da una modalità concorsuale diffusa e importante senza scadere nelle leggi ‘rappezzate ‘ che i governi, recentemente, stanno mettendo in atto.
Per questo per il bene di tutti, c’è bisogno di una maggiore trasparenza e snellezza di questo importante strumento.
Per paradosso gli ultimi architetti ‘importanti’ in Italia sono emersi non per meccanismi propulsivi interni alla ‘politica’ italiana (nel suo senso più efficace, come azione legislativa trasparente e condivisa dalla maggioranza) ma per aver vinto dei concorsi all’estero, soprattutto in Francia: Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Italo Rota, Gae Aulenti e non da ultimo Alessandro Anselmi.
Opere giudicate da giure eterogenee e soprattutto opere costruite.
Il mio dubbio e la mia riflessione, senza creare equivoci per il lavoro e l’impegno degli architetti, è solo incentrata su questo aspetto. Leggendo i componenti della giuria di questo concorso, non possiamo non notare la mancanza di eterogeneità lavorativa/geografica, ma questo potrebbe essere solo un mio desiderio .
Recentemente Emanuele Piccardo a video-intervistato Renzo Piano, in una sequenza racconta la sua vittoria per il concorso del Centre G. Pompidou. Vedi---> http://www.archphoto.it/2009/03/27/archphoto-intervista-renzo-piano-seconda-parte/
Mi piacerebbe ripartire da questo punto di vista, per salvare la dignità di un mestiere che altrimenti rischia di morire nelle battaglie tra poveri. Con la preoccupazione da te palesata, dove i contenuti sono sempre messi in secondo piano.
Saluti,
Salvatore D’Agostino

maurizio zappalà ha detto...

La difesa dell'appartenenza è di lontana memoria! e magari luogocomunista e veterofascista! Insomma, appena, si palesa la "calata" dell'apparato, vien voglia di difendere l'indifendibile! L'indipendenza si prova allontanadosi dalle cose! Quando si sta lì, nell'orticello, puoi dire quello che vuoi ma lì sei e lì resti! Qualcuno mi ha isegnato che la migliore difesa è l'attacco! E qui, l'attacco è spuntato (nel senso che è debole!)!
E ribadendo Kraus, "una delle malattie più diffuse è la diagnosi", per cui, tutti "i saranno famosi" hanno ricette per la cura! Quanto imparerete a "sgrammaticare" le lezione dei vostri maestri, sarete fuori dall'orticello!

Luigi Colella ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luigi Colella ha detto...

Visto che l'arch. Amaro è un assiduo lettore del blog, lo invito a leggere anche su http://www.facebook.com/topic.php?topic=9280&post=37104&uid=63172891572#/topic.php?uid=63172891572&topic=9280
nel caso non ne fosse a conscenza. Ma non credo.
Luigi Colella

p.s.
per le immagini dei progetti non esitate a visitare europaconcorsi, vi renderete tutti cnto di che qualità architettonica si parla.

Jack ha detto...

Mi riallaccio al commento del Prof. Amaro, che tenta una difesa del suo gruppo che definirei alquanto "romantica"; o forse "ingenua" se non ci vedessi, dietro, poco altro che una risposta piccata.

Qui non si tratta affatto, come dice il Prof. Amaro, di una "guerra tra poveri", e tirare in ballo argomenti siffatti ha lo stesso sapore dell'autodifesa della Carfagna che, quando attaccata, si difende dicendo "mi attaccate perchè sono una donna, avete pregiudizi legati al fatto che non sono un uomo".
Dovremmo essere forse contenti - così par di capire dal commento del Prof. Amaro - perchè il concorso è stato vinto "da un giovane della vostra età"? Ma qui si salta a piedi pari il nocciolo della questione - che è di natura squisitamente DEONTOLOGICA (parola antica, o antiquata, forse, ma tuttavia ancora significa qualcosa per tanti: e non per gelosia verso chi ha vinto, ma semplicemente perchè all'etica professionale CI CREDIAMO ANCORA!!!): se un bando dice che "non può partecipare il candidato che abbia con membri della commissione giudicante rapporti di parentela, di collaborazione professionale a qualsivoglia titolo, non importa se a vincere è un giovane, fosse anche il più bravo dell'universo: la regola è stata violata.
Si gioca secondo delle regole; ed esse non valgono solamente quando ci conviene.


CIn altre parole, il commento del Prof. Amaro salta a piè pari l'argomento in questione, preferendo concentrarsi, pretestuosamente, su banalità.

Il concorso di Nicotera era "precotto" e questo lo sapevano un po' tutti; moltissimi hanno decisamente preferito non imbarcarsi in una "scommessa" (un concorso lo è sempre) che sapevano, tristemente, già persa in partenza.

Il Prof. Amaro ci chiede, forse provocatoriamente: "la domanda che vi pongo è: avete visto i progetti per il lungomare di Nicotera? avete avuto modo, per parlare con cognizione sui contenuti e non su facili congetture calunniose, di valutare le diverse proposte presentate?
Forse è il caso di cominciare a parlare dei contenuti e della qualità del progetto..."

Beh se è una battuta, non fa ridere... ma di quale qualità progettuale/contenutistica sta parlando? Del monopolio dell'insegnamento della Progettazione Architettonica che, almeno dalla seconda metà degli anni 90, è saldamente in mano ad un solo gruppo - quello gestito dalla Prof. Thermes e dei suoi "discepoli"?
Ben altri nomi, e ben numerosi, erano quelli che con pluralità di vedute e di idee, insegnavano ai ragazzi...
Adesso gli studenti si devono, obtorto collo (dovreste sentire i loro commenti "dietro le quinte") di un insegnamento irregimentato, gestito da un blocco monolitico inscalfibile...

Il Prof. Amaro fa d'altra parte assai bene a parlare "del ruolo della politica".
Chi meglio di lui, e questa non è provocazione, né sterile polemica fine a se stessa, conosce tale ruolo?

maurizio zappalà ha detto...

...E comunque a me piace il "trollismo" ma come mi è capitato in un paio di concorsi, dalle chiacchere alle denunce! Fine!Gli estremi ci sono!

kilgore trout ha detto...

Già, ha ragione il prof. Amaro, parliamo del ruolo della politica: delle remuneratissime consulenze per chiara fama che "alcuni", e non altri, hanno svolto e delle posizioni di parte (politica?) prese riguardo l'opera maxima sullo Stretto in tempi sospetti. O forse, meglio di no...

Jack ha detto...

e come no, parliamo del ruolo della politica, senza cadere nelle congetture calunniose.

http://www.regione.calabria.it/personale/allegati/consulenze/2008/amaroinusorende-deliber344-2008.pdf

Salvatore D'Agostino ha detto...

Architettura Catania,
per non scadere nelle solite beghe inutili e perdere di vista i contenuti, pregherei “Jack” a non nascondersi dietro un nickname.
Se la sua tesi è valida, non deve temere niente può semplicemente accadere qualcosa come è successo al premio “Grinzane Cavour” compromesso da un video di un domestico delle Mauritius.
Attributi e non il solito ronzio.
Saluti,
Salvatore D’Agostino

Jack ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Jack ha detto...

come vedi, a proposito del ruolo della politica, che molto giustamente il Prof. Amaro richiamava (forse si riferiva al ruolo che la politca ha nelle vicende altrui), c'è un documento che ci illumina su tale ruolo; non sono né pettegolezzi né congetture...

piccola nota che esula dall'argomento in questione, si scrive "pregherei di" non "pregherei a", per l'esattezza.

Salvatore D'Agostino ha detto...

Jack,
grazie spero di non essere denunciato per questo errore grammaticale.
Credo che tu non abbia ancora capito il concetto, fuori gli attributi sono stanco di questo svilimento senza senso.
Un gioco al massacro codardo e senza ‘futuro’.
Saluti,
Salvatore D’Agostino

Jack ha detto...

caro salvatore

lungi da me il denunciarti per sviste grammaticali...

il concetto l'ho capito benissimo; mi pare che l'argomento iniziale di questa discussione fosse: "i concorsi addomesticati"; sono stati fatti alcuni commenti a proposito del ruolo della politica; in merito a questo ho risposto.

l'argomento "non nascondersi dietro un nickname" lo trovo poco utile;ma visto che dici che questa discussione rischia di trasformarsi in una chiacchiera da bar, mi chiedo come mai queste schifezze non le denunci tu stesso che evidentemente sei molto più coraggioso visto che ti firmi.

cosa te lo impedisce?

Nino Russo ha detto...

Affrontiamo i temi:
Le universita' istituzionalmente si occupano di ricerca e formazione, la loro presenza sul territorio pero' spesso e sopratutto nel campo delle discipline del progetto e' ambigua.
il sistema pervasivo che lega sistema dei concorsi universita' ed enti locali e' l'altra faccia della pervasivita' finanziaria e dei poteri forti che denuncia il signor Amaro. Chi sono i poveri di cui parla? perche si tira fuori dalla politica? perche' non dice dice chiaramente che Molte universita', e attraverso l'istituzione molti soggetti in carne e ossa, hanno un disegno a volte alto a volte meno nobile, che e' quello di accreditarsi presso tutte le amministrazioni Territoriali desiderando, attraverso la Toga accademica di essere interlocutori UNICI per Scienza e debole coscienza!
Questo non stupirebbe se si limitasse alla produzione di Ricerche serie e meditate dei vari dipartimenti, ma la confusione e' che il progetto professionale diventa la ricerca e la ricerca diventa la professione. Spesso si mostrano in palazzi pubblici "ricerche" prodotte in laboratori estivi settimanali.
Spesso capita che elementi di progetto autografi , caratterizzati da linguaggi determinati e che riferiamo a stelle stelline e meteoriti del mondo architettonico, siano spacciate come prodotti scientifici utilizzabili da enti locali e sindaci, bhe quanta confusione signori miei!
al signor Amaro , ma non e' il solo,( come a molti altri accoliti al sistema universitario) il sistema sembra normale, normali i concorsi, le carriere, l'uso delle istituzioni...ma probabilmente anche alla citata e silenziosa componente della giuria Thermes sembra normale.TUTTO NORMALE!

In questa italia ci sono gruppi solidali negli interessi che si inventano varie strade per la costruzione del potere,Strade finanziarie, Culturali,Tribali, Familistiche,
alcuni persino affermano di essere migliori, di essere i piu bravi e sopratutto si organizzano come falangi armate compatte e omogenee ! Quindi meglio sempre controllatissimi premi a fedeli valvassori per la ripetizione infinita di un sistema di potere che ha bisogno di un meccanismo consolidato e ripetibile. Questa si che e' scienza!!!!!
Mi dispiace che si mescolino le carte e si spacci per guerra tra poveri una guerra fra poteri, il prof che parla nel blog deve decidere se l' autopromozione che fa e' per affermare un potere della Ricerca e della Universita(!!!) o quella di una sgangherata combriccola di poveretti che lottano contro il capitalismo dell'alta finanza. niente alibi per favore! Insomma una sola cosa fra le due, perche se e' cosi che i poveri stanno dentro i dipartimenti univer. e lottano e son costrertti a rastrellare i concorsini degli enti locali non si capisce che credibilita' possono avere nei grandi progetti di trasformazione o di supporto scientifico .
Insomma ogni cosa ha un nome, e l'onesta' intellettuale richiede uno sforzo: quello di guardarsi allo specchio e non arrossire , oppure quello di sapere che le bugie a voce alta hanno le gambe corte!

Jack ha detto...

condivido le parole di Nino Russo; aggiungo che spesso coloro che si inalberano quando altri dicono come stanno realmente le cose hanno, riguardo a tali argomenti, la stessa credibilità che potrebbe avere cicciolina se si mettesse a pontificare sulla castità - zero totale infatti.

probabilmente nessuno avrebbe iniziato alcun "gioco al massacro" come lo chiama Salvatore, se il Prof. Amaro, con grande noncuranza del ridicolo, non avesse per primo toccato argomenti sui quali, come disse Cristo, "non è titolato a scagliare la prima pietra"...

Salvatore D'Agostino ha detto...

---> Nino Russo,
concordo con il tuo commento, ma per non ‘scadere nella guerra tra poveri’ c’è bisogno, con estrema intelligenza (non politica o accademica), di ripristinare dalle fondamenta questo sistema degenere (università/politica/privato) che abbiamo in Italia. Ripeto occorre dare dignità a questo mestiere e non sostituire un sistema di potere con un altro, siamo stanchi di alternanza di potere, occorre tessere civiltà.
Creare nuove regole condivise e pungolare l’arroganza dei potenti o dei piccoli potenti (come in questo caso), con determinazione senza nascondimenti altrimenti rischiamo di concentrarci su eventi personali che non servono a nessuno.
Determinare un’azione più ampia sarebbe il mio auspicio.

---> Jack,
il ‘caro’ è usato nel linguaggio del vecchio retorico con piccoli poteri (il classico borghese piccolo piccolo descritto da Vincenzo Cerami), a mio avviso bisogna avere le idee chiare e non sparare sulla Croce Rossa (Amaro/Thermes).
Se hai elementi forti e pregnanti, contattami farò la denuncia al posto tuo.

Saluti,
Salvatore D’Agostino

Jack ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Jack ha detto...

salvatore, ti assicuro che ho usato il termine "caro" solo come espressione di cortesia, non come espressione di appartenenza alla categoria del "borghese piccolo piccolo", né con tono canzonatorio. mi spiace se ti ho dato un'impressione sbagliata.

non penso proprio di avere "sparato sulla Croce Rossa"; questo non è che uno dei molteplici esempi di questo tipo di mentalità, e mi riferisco a questo perchè lo conosco abbastanza.

per il resto, già il bando del concorso di nicotera parlava chiaro (e sapevamo che partecipare sarebbe stato tempo perso perchè la cosa era "preconfezionata), la verità è che a vigilare e denunciare dovrebbero essere gli "ordini" professionali, non io o tu.
ma gli ordini non si smuovono...

Salvatore D'Agostino ha detto...

Jack,
l’ordine ha le stesse regole che stiamo denunciando.
Dissento, l’ordine siamo noi, anche attraverso un blog.
Ripeto, bisogna sovvertire il nostro modo di pensare “tessere civiltà” e non relazioni (gli amici del potere).
Saluti,
Salvatore D’Agostino

Jack ha detto...

salvatore, purtroppo lo so: l'ordine "chiude un occhio" o anche tutti e due, poichè ragiona secondo la logica dell'"oggi tocca a te, domani a me".

se si analizzano le commissioni giudicatrici della maggior parte dei concorsi di progettazione degli anni recenti, si vede bene che è così.

onestamente a me sembra un malcostume non facile da scardinare.

Salvatore D'Agostino ha detto...

Jack,
onestamente, non possiamo continuare in questo modo.
Quindi coraggio ‘cambiare le cattive abitudini’ ci può solo aiutare.
Come dicevo qualche commento fa, possiamo prendere esempio dalle recenti vicende dei concorsi letterari ecco il link ---> http://riccardochiaberge.blog.ilsole24ore.com/2009/04/i-blog-portano-la-democrazia-s%C3%AC-al-premio-strega.html

Quest’era barbara può anche essere intesa come la rivalsa dell’uomo della strada (semplice ma intelligente) contro l’accademia (boriosa e titolata vedi commento di Ottavio Amaro: «Sin dalla laurea (relatore Alessandro Anselmi, correlatore Eugenio Battisti)» perché tutta quest’esigenza di specificarlo?).
Basta codardia, bisogna iniziare a ‘tessere civiltà’.
Saluti,
Salvatore D’Agostino

Nino Russo ha detto...

in riferimento a quanto dice Salvatore sulle specifiche precisazioni boriose e pretenziose dell'accademico reggino Amaro dico e che lui come tanti "giovani" gia piu anziani dei loro professori che in quelle parole si vede una smania di appartenenza e di costruire genealogie.
Ho vari amici professori delle varie accademie europee in molte discipline nessuno si sogna di dire Di chi sei? chiedono sempre Cosa sai fare? qual'e' il tuo ambito di ricerca? insomma la selezione non e' fatta sulla provenienza, non e' genealogica ,ma su come puoi rioslvere quel preciso problema. Quindi nelle parole di Amaro non vedo boria ma triste provincialismo che ancora dopo tutti questi anni di universita'ha bisogno di accredito attraverso padri e le madri accademiche! piu che boria ci vedo incapacita di liberarsi dai credits, perche se quelli ci sono si vedranno nei fatti e se la semina e' stata buona ci saranno i frutti e non le autoproclamazioni.
quindi queste sono parole per tutti quelli che hanno avuto maestri e forse ne troveranno altri ma non lo debbono dichiarare ogni giorno! saluti a voi

Nino Russo ha detto...

in riferimento a quanto dice Salvatore sulle specifiche precisazioni boriose e pretenziose dell'accademico reggino Amaro dico e che lui come tanti "giovani" gia piu anziani dei loro professori che in quelle parole si vede una smania di appartenenza e di costruire genealogie.
Ho vari amici professori delle varie accademie europee in molte discipline nessuno si sogna di dire Di chi sei? chiedono sempre Cosa sai fare? qual'e' il tuo ambito di ricerca? insomma la selezione non e' fatta sulla provenienza, non e' genealogica ,ma su come puoi rioslvere quel preciso problema. Quindi nelle parole di Amaro non vedo boria ma triste provincialismo che ancora dopo tutti questi anni di universita'ha bisogno di accredito attraverso padri e le madri accademiche! piu che boria ci vedo incapacita di liberarsi dai credits, perche se quelli ci sono si vedranno nei fatti e se la semina e' stata buona ci saranno i frutti e non le autoproclamazioni.
quindi queste sono parole per tutti quelli che hanno avuto maestri e forse ne troveranno altri ma non lo debbono dichiarare ogni giorno! saluti a voi